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Phone center a rischio sopravvivenza: video intervista

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Il 22 marzo è entrata in vigore la nuova legge regionale n.6, che impone severissime norme igienico-sanitarie, di sicurezza e strutturali a cui devono attenersi i centri di telefonia fissa, meglio conosciuti come phone center. In tutta la Lombardia sono circa 3000, di cui 700 solo a Milano, per lo più gestiti da immigrati.

Quasi tutti ora rischiano la chiusura, perché non in grado di conformarsi agli assurdi standard richiesti dalla normativa. 

 

Alcune delle principali direttive sono:

Al fine di "tutelare la salute dei lavoratori e degli utenti dei centri di telefonia", ogni phone center dovrà
avere tre bagni (due, nel caso in cui il locale sia inferiore ai 60 mq)dovranno esserci sale di attesa di almeno 9 mqi gabbiotti per telefonare dovranno avere una misura differente da quella prevista dalla precedente normativagli orari di apertura non potranno estendersi oltre le 22 ( con l'opzione fino alle 24, previa richiesta del titolare e concessione comunaleobbligatoria chiusura domenicale e festivai titolari dovranno chiedere i documenti agli utenti
Inoltre, se le misure attuali non sono adeguate a questa norma, i gestori non potranno trasferire la licenza in altri locali, costringendoli quindi alla chiusura!!

I diretti interessati si sono già mossi con proteste e movimenti contro questa legge, che a molti pare un tantino discriminatoria, per salvare il loro lavoro e quello dei propri dipendenti.

Blogosfere ha intervistato Paolo del comitato dei phone center che offre assistenza a tutti gestori che ora si trovano in difficoltà.

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