Danneggiate le attività non alimentari e la ristorazione: al bar aumenta il caffè
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Quasi il 70% dei commercianti rischia di indebitarsi. Secondo l’indagine di Confcommercio Milano, Monza Brianza e Lodi sulle imprese del terziario, le aziende, i ristoratori e i negozianti faticano a gestire la bolletta energetica, schizzata alle stelle a causa degli effetti della guerra in Ucraina. Al caro energia, si aggiungono i rincari delle materie prime.
Caro energia, negozi a rischio chiusura: le categorie più colpite
L’analisi interessa 767 imprese. Le categorie maggiormente coinvolte sono:
- il 26% delle vetrine non alimentari,
- il 19% di bar e ristoranti,
- il 13% di imprese di servizi, agenti e rappresentanti di commercio,
- il 9% di grossisti.
Un gestore di due ristoranti sul Naviglio Pavese afferma che il costo dell’energia era già aumentato prima dell’inizio della guerra ed evidenzia gli aumenti della carne, del prosecco e del caffè.
Caro energia, il 20% dei negozi è a rischio chiusura: il 69% si indebita
L’indagine di Confcommercio parla di aumenti in bolletta che variano da un minimo del 50% ad un massimo del 200%, mentre le materie prime oscillano tra il 20% e l’80% in più. Questa situazione causa un indebitamento per il 69% delle imprese: il 20% rischia la chiusura. Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano, afferma: “Il governo deve intervenire con un abbattimento strutturale del costo dell’energia, con ristori immediati e proseguire nelle moratorie fiscali e creditizie”.
Caro energia, negozi a rischio chiusura: in lieve ripresa il turismo
Barbieri lancia anche una proposta per risparmiare sull’aria condizionata: “Da questo mese è scattato l’obbligo, per i negozi, di tenere le porte chiuse. Perché nelle prime ore del mattino non si permette l’apertura così da spegnere i condizionatori?”. Infine, comunica che ci sono lievi segnali di ripresa nel settore del turismo. Il sindaco di Milano, Beppe Sala, cerca di essere positivo e dichiara: “Superato questo periodo, con la preoccupazione delle imprese per l’inflazione e i tassi di interesse, Milano tornerà a produrre tanta energia e crescita“.
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