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Tram deragliato a Milano, due vittime e un errore nell’identificazione: cosa sappiamo

Un deragliamento sulla linea 9 a Milano ha provocato due vittime e numerosi feriti; iniziali errori sull’identità di una delle persone decedute hanno complicato i soccorsi, mentre la procura avvia accertamenti sull’autista e sui sistemi di sicurezza

Un tram della linea 9 è deragliato in viale Vittorio Veneto a Milano e ha urtato la facciata di un palazzo, provocando due morti e numerosi feriti. L’incidente, avvenuto nella mattinata di attività lavorativa, ha riaperto il dibattito sulla sicurezza del trasporto pubblico e sulle procedure per l’identificazione delle vittime.

Le prime comunicazioni ufficiali contenevano un errore: una persona indicata tra i deceduti risultava invece ricoverata in condizioni critiche.

Dettagli dell’incidente

Secondo le informazioni preliminari, il convoglio ha lasciato i binari e ha terminato la corsa contro la struttura dell’edificio. Le autorità locali stanno gestendo i soccorsi e la ricognizione della scena. Il termine tecnico deragliamento è stato usato nei rapporti iniziali per descrivere la dinamica.

Vittime e gestione delle identificazioni

Due persone sono state dichiarate decedute sul posto. Diversi passeggeri e passanti hanno riportato ferite di varia entità e sono stati trasportati in ospedale. Le prime comunicazioni hanno segnalato un errore nell’identificazione di un decesso, successivamente rettificato dalle autorità competenti.

Indagine e questioni di sicurezza

Le autorità competenti hanno avviato accertamenti per chiarire le cause del deragliamento. L’episodio solleva interrogativi sulle procedure di manutenzione e sulle misure di sicurezza del servizio tranviario. Le verifiche tecniche e i rilievi proseguiranno fino al completamento delle indagini.

Le istituzioni comunali e gli operatori del trasporto pubblico hanno annunciato controlli straordinari sugli impianti e sulle procedure operative. Ulteriori sviluppi saranno comunicati dalle autorità al termine degli accertamenti.

Le vittime e l’errore di identificazione

Le autorità hanno confermato che tra i deceduti figurano Ferdinando Favia, 59 anni, commerciante residente a Vigevano, e Johnson Okon Lucky, 49 anni, di origine nigeriana. Inizialmente era stato indicato come deceduto anche un altro uomo, identificato come Karim Tourè, 56 anni.

La Procura ha precisato che si è trattato di un errore di identificazione: Tourè risulta invece ricoverato in ospedale in codice rosso. Per Johnson Okon Lucky sono in corso gli accertamenti volti a rintracciare i familiari e a definire le procedure di riconoscimento.

Conseguenze immediate

In seguito all’errore di identificazione, le autorità e l’azienda del trasporto hanno riconsiderato i contatti con consolati e parenti. Ad esempio, ATM aveva contattato il consolato del Senegal per ricercare i familiari di Tourè prima della rettifica ufficiale. L’episodio ha evidenziato difficoltà operative nella gestione dell’emergenza e la necessità di procedure più rigorose per la verifica delle identità in scenari confusi.

I soccorsi e lo stato dei feriti

Il deragliamento ha coinvolto circa sessanta passeggeri. Secondo gli aggiornamenti, circa 54 persone sono state trasferite in ospedale con codici di gravità differenti. Squadre mediche e psicologiche hanno prestato cure immediate e supporto emotivo alle persone coinvolte. Alcuni pazienti versano in condizioni serie; tra questi vi sono persone ricoverate in neurorianimazione e altri in codice rosso presso diverse strutture cittadine.

Strutture coinvolte

I ricoveri hanno interessato ospedali milanesi tra cui Niguarda, il Policlinico e il Fatebenefratelli. Molti feriti sono stati dimessi nelle ore successive. Alcuni pazienti sono rimasti in osservazione o trasferiti in reparto per accertamenti.

Il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha visitato il Policlinico per salutare alcuni dei coinvolti, a testimonianza dell’attenzione istituzionale sull’accaduto. Le autorità sanitarie hanno confermato che la maggior parte dei casi non presenta prognosi riservata.

Le indagini: ipotesi e sequestri

Dopo i primi rilievi sanitari, la Procura ha avviato accertamenti approfonditi sullo scontro. L’inchiesta contempla le ipotesi di disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose plurime nei confronti dell’autista del tram.

Gli investigatori hanno eseguito sequestri di documenti e dispositivi nella sede dell’azienda di trasporto. Sono in corso l’acquisizione del contenuto della scatola nera, la verifica delle immagini delle telecamere interne e l’analisi dei tabulati telefonici. Inoltre, vengono esaminate le comunicazioni radio tra la sala operativa e il conducente.

Il racconto del conducente e i punti da chiarire

Dopo l’esame delle comunicazioni radio, il conducente identificato come Pietro M. ha riferito agli agenti di aver avuto un malore durante il turno e di aver perso temporaneamente conoscenza.

Ha inoltre dichiarato di essersi ferito a un dito del piede poco prima dell’incidente. Gli investigatori verificheranno il funzionamento del dispositivo “Uomo morto”, progettato per arrestare il mezzo se il conducente non mantiene premuto il comando previsto. Parallelamente sarà accertato se il conducente fosse distratto dall’uso del cellulare al momento dell’impatto.

Parallelamente alle verifiche sul possibile uso del cellulare da parte del conducente, la vicenda si sviluppa su più fronti: da una parte la gestione dell’emergenza e le procedure di identificazione delle vittime; dall’altra le verifiche tecniche e giudiziarie sui sistemi di sicurezza del tram e sul comportamento del personale di guida. Entrambe le direttrici saranno decisive per ricostruire le responsabilità e per adottare eventuali misure correttive che riducano il rischio di futuri incidenti.

In attesa degli esiti delle analisi tecniche e dei rilievi, resta centrale la questione della sicurezza dei trasporti pubblici urbani e della necessità di protocolli più efficaci nella gestione delle emergenze. Le indagini proseguono per chiarire le cause del deragliamento e per accertare ogni responsabilità penale e amministrativa; sono previste perizie sui dispositivi di sicurezza e controlli sulla manutenzione dell’infrastruttura.

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