8 Ottobre 2026 ☁ 20° Allerta arancione · temporali · fino 9 Ottobre 01:59

Ftse Mib tocca 49.972, la peggiore performance europea

Milano registra la peggiore giornata europea: Ftse Mib sotto i 50.000 e le banche al tappeto.

Ftse Mib tocca 49.972, la peggiore performance europea

Il Ftse Mib ha chiuso la seduta di mercoledì con un calo del 2,51%, toccando i 49.972 punti, il valore più basso registrato da inizio giugno. Questa discesa lo colloca al di sotto della soglia dei 50.000 punti, rendendo la Borsa di Milano la più penalizzata tra le principali piazze europee. Il mercato ha registrato una ampia svendita, alimentata dall’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato, sebbene non ai livelli estremi dei bond francesi.

Il ribasso delle banche guida la caduta del listino

Le azioni dei principali gruppi bancari hanno subito le perdite più marcate. Unicredit è scesa del 4,18% e Intesa Sanpaolo del 4,00%, trascinando il comparto del credito verso il fondo del listino. Il calo si è esteso anche a STM (-4,07%) e a Prysmian (-4,68%), segnalando una forte pressione sul segmento industriale. Queste vendite si sono aggiunte a una generale fuga da titoli considerati più esposti al rischio di credito, in un contesto di aumento dello spread tra i BTP italiani e i Bund tedeschi.

Altri titoli in perdita

Oltre alle banche, il settore tecnologico ha mostrato segnali di debolezza: Technoprobe ha registrato un ribasso del 6,0% e Recordati è sceso dello 0,2% dopo il recente aumento dell’offerta pubblica di acquisto da parte dei fondi CVC e GBL. L’effetto complessivo è stato un tasso di discesa generalizzato per le azioni fuori dal Ftse Mib dove il valore di Ieg è crollato del 12,8% a seguito di un collocamento di capitale.

I titoli che hanno tenuto testa al mercato

Non tutti i titoli hanno subito la pressione. Il gruppo automobilistico Stellantis ha guadagnato l’1,36% grazie alle aspettative di una possibile limitazione UE alle importazioni di veicoli ibridi cinesi, scenario che potrebbe spostare la domanda verso marchi europei. Inwit ha registrato il miglior risultato del giorno, con un +1,87%, sostenuto da una valutazione favorevole di Deutsche Bank su Vodafone e le sue partecipate. Anche il comparto energetico ha mostrato una leggera crescita: Eni è salito dello 0,41% e Saipem dello 0,11%, alimentati dal rialzo dei prezzi del petrolio.

Contesto macroeconomico: spread e rendimenti dei titoli di Stato

Il panorama obbligazionario ha inciso pesantemente sull’umore degli investitori. Lo spread tra i BTP decennali e i Bund tedeschi ha chiuso a 115 punti, in aumento rispetto ai 109 punti di apertura. Il rendimento dei BTP è salito al 4,63%, mentre quello dei Bund è rimasto stabile intorno al 3,0%. Parallelamente, l’OAT francese a 10 anni ha toccato il 4,93%, il suo picco più alto degli ultimi 18 anni, spingendo gli investitori verso asset più sicuri e intensificando la vendita di titoli più rischiosi.

Prospettive future: Fed, prezzi del petrolio e volatilità

Il mercato attende con attenzione i verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve, che indicano la possibilità di un ulteriore rialzo dei tassi entro fine anno. Un nuovo aumento sarebbe un ulteriore stimolo al rialzo dei rendimenti obbligazionari, con potenziali ripercussioni sui titoli azionari. Nel frattempo, il prezzo del petrolio Brent ha superato i 102 dollari al barile, sostenuto da tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz, mentre il WTI è rimasto sopra gli 89 dollari. Questi fattori combinati mantengono alta la volatilità su Piazza Affari e suggeriscono che la sessione di domani potrebbe confermare la tendenza al ribasso, soprattutto se le banche non riusciranno a invertire il trend negativo.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Milano adesso

ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 8 Ottobre