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Operai sfruttati a Milano: permessi di soggiorno e indennità Naspi

Scandalo di caporalato al consolato USA: la Procura ha imposto 31 milioni di risarcimenti e nuovi permessi di soggiorno per i lavoratori.

Operai sfruttati a Milano: permessi di soggiorno e indennità Naspi

La Procura di Milano, guidata dal pm Paolo Storari ha coordinato le indagini sul cantiere in piazzale Accursio dove circa 300 operai, per lo più indiani, sono risultati vittime di pratiche di sfruttamento; l’inchiesta ha portato a misure cautelari, accordi di risarcimento e al rilascio di permessi di soggiorno e indennità Naspi. Ultimo aggiornamento: 28 settembre 2026.

Perché il caso ha avuto rilievo

Il caso ha attirato l’attenzione per la gravità delle condizioni lavorative emerse: turni fino a 12 ore, retribuzioni orarie tra 1,50 e 1,91 euro, e trattenute forzate per vitto e alloggio. L’operazione ha coinvolto una multinazionale americana del settore costruzioni, Caddell Construction in partnership con il gruppo turco Encka e ha messo in luce dinamiche di intermediazione illecita gestite da due manager, il turco Ulas Demir e l’indiano Aji Appukuttan nei confronti di lavoratori reclutati tramite una rete intermedia turca.

Accertamenti giudiziari e provvedimenti

La Procura ha definito il sistema come un fenomeno di caporalato e ha disposto misure contro i presunti responsabili; il giudice per le indagini preliminari ha emesso provvedimenti che hanno sospeso le attività dei due manager e aperto la strada a procedure risarcitorie. Le indagini hanno raccolto denunce e verifiche effettuate dall’Ispettorato territoriale del lavoro, che hanno confermato condizioni degradanti e intimidazioni, comprese minacce di rimpatrio e aggressioni verbali nei confronti dei lavoratori.

Dettagli economici dell’accordo e destinazioni

L’intesa raggiunta prevede un pacchetto di risarcimento complessivo che è stato riportato con cifre distribuite su più voci: un importo complessivo originario di 31 milioni di euro è stato articolato con versamenti di 9,6 milioni per sanare gli stipendi dovuti per legge, circa 3 milioni per la restituzione delle trattenute ingiustificate relative a vitto e alloggio e 7 milioni a titolo di danni morali, corrispondenti al 70% in più rispetto alla quota spettante a ciascun lavoratore. A queste voci si sono aggiunti pagamenti diretti a istituti previdenziali e di controllo: 7,2 milioni versati all’INPS e altri 4 milioni all’Ispettorato del lavoro.

Permessi di soggiorno, Naspi e misure per i lavoratori

Come parte delle misure di tutela, le autorità hanno rilasciato 238 permessi di soggiorno speciali ai sensi dell’articolo 18-ter, con validità iniziale di 12 mesi rinnovabili, che hanno consentito a molti operai di restare legalmente in Italia evitando il rimpatrio forzato. In aggiunta, 60 lavoratori rimasti disoccupati hanno ottenuto l’indennità di disoccupazione Naspi dall’INPS, fornendo un sostegno economico temporaneo necessario per la ricostruzione della vita lavorativa e personale dopo il periodo di sfruttamento.

Ruolo delle imprese e ammissioni operative

Caddell Construction ha comunicato la sospensione dei pagamenti irregolari e ha avviato misure operative per il risarcimento e il ripristino dei diritti dei dipendenti, pur non essendo stata formulata una ammissione di responsabilità penale formale da parte dell’azienda. I manager arrestati hanno fornito dichiarazioni nel corso delle indagini, e l’amministrazione giudiziaria nominata ha lavorato alla riorganizzazione della filiera e all’attuazione delle misure concordate per i lavoratori.

Quadro complessivo e impatto sociale

Il risultato delle indagini e degli accordi ha inciso sulla situazione di quasi 300 operai, garantendo risorse finanziare e strumenti amministrativi per la permanenza e il reinserimento in Italia. Le cifre messe a disposizione e le tutele concesse rappresentano una delle azioni di riparazione economica più consistenti registrate nel contesto nazionale per casi di sfruttamento nei cantieri, e hanno comportato anche il riordino delle posizioni contributive verso l’INPS e gli organi ispettivi competenti.

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