Il 22 settembre 2026 la Galleria Vittorio Emanuele II si è trasformata in una scenografia globale per Vogue World. Oltre 360 talenti, performer e modelle hanno popolato la storica struttura, trasmessa in diretta streaming a livello mondiale. L’evento è stato curato artisticamente da Anna Wintour e Francesca Ragazzi con il patrocinio del Comune di Milano e della Camera Nazionale della Moda Italiana.
Una sfilata spettacolare nella Galleria Vittorio Emanuele II
L’allestimento ha sfruttato la maestosità architettonica della Galleria, creando una passerella a tutto tondo. Le trecentosessanta persone coinvolte hanno alternato camminate, coreografie e dimostrazioni tecniche, facendo emergere il connubio tra tradizione artigianale e innovazione digitale.
I cinque atti: da artigianato a intelligenza artificiale
Lo spettacolo è stato suddiviso in cinque capitoli tematici. Il primo atto ha celebrato i mestieri manuali con la presentazione di un globo celeste inciso a mano da Leonardo Frigo, un antico telaio dello Judith Clark Studio e una riproduzione in legno del Duomo fornita dal Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci. Successivamente, operai in camice bianco delle principali maison hanno intonato con il coro di 100 voci bianche dell’Accademia Teatro alla Scala, sottolineando il legame tra industria e cultura.
Robot e atlete: il futuro della moda
Il quarto atto ha suscitato scalpore: quattro robot sofisticati hanno sfilato affiancati da atlete italiane di fama – Arianna Fontana, Paola Egonu, Myriam Sylla e Veronica Yoko. “Quale direzione prenderà la moda quando l’intelligenza artificiale sarà parte integrante del design?” ha chiesto Condé Nast, ponendo al centro della riflessione la creatività umana.
Musica, danza e creazioni esclusive
Il palcoscenico ha ospitato anche momenti di alta arte performativa. Il celebre danzatore Roberto Bolle ha interpretato “La Traviata” di Verdi con sei ballerini, su coreografia di Laccio. Alicia Keys ha suonato al pianoforte l’arrangiamento di “I Feel Love” di Donna Summer, prodotto da Giorgio Moroder. La colonna sonora ha attraversato generi italiani, includendo brani di Adriano Celentano, Ennio Morricone, Pino D’Angiò, Gigi D’Agostino e Umberto Tozzi.
Memory Dresses e origami di Jony Ive
Il gran finale ha presentato otto “Memory Dresses” create da Armani Privé, Bottega Veneta, Dolce & Gabbana, Fendi, Ferragamo, Gucci, Prada e Valentino, simboli di una moda che vuole rimanere nella memoria collettiva. Dal soffitto della Galleria sono poi scesi più di 6 000 origami di carta, ideati dal team di Jony Ive trasformando l’intera cupola in un cielo di carta.
Ospiti di spicco e presenza istituzionale
Tra i VIP presenti, Jennifer Lopez ha sfoggiato un elegante bustier nero di Dolce & Gabbana, mentre Deva Cassel, figlia di Monica Bellucci, è apparsa accanto a Ghali in abito Gucci. Altri invitati notevoli includono Elodie, la campionessa di pallavolo Paola Egonu, l’atleta olimpica Arianna Fontana, le top-model Irina Shayk (Versace), Gigi Hadid, Vittoria Ceretti (Valentino Haute Couture), Bianca Balti e Naomi Campbell.
Impegno sociale: 2 milioni per la biblioteca di Quarto Oggiaro
Il valore sociale dell’evento è stato sancito da una donazione di almeno 2 milioni di euro proveniente dalla vendita dei biglietti, destinata alla ristrutturazione della biblioteca pubblica di Quarto Oggiaro. L’iniziativa conferma l’intenzione di Vogue di legare moda e cultura, mentre l’edizione 2027 è già programmata per San Francisco.



