La Regione Lombardia ha compiuto un passo significativo nella lotta alla violenza di genere con l’approvazione del nuovo Piano regionale 2026-2029. Questo piano, approvato dal Consiglio regionale, mira a rafforzare la rete di protezione e a promuovere l’autonomia economica, lavorativa e abitativa delle vittime.
Il piano rappresenta un impegno concreto per contrastare un fenomeno che, secondo i dati Istat, vede una donna su tre tra i 16 e i 75 anni subire almeno una forma di violenza fisica o sessuale nella propria vita. La Regione Lombardia ha stanziato 39 milioni di euro dall’inizio della legislatura, con un aumento costante delle risorse dedicate, passando dai 4 milioni di euro del 2026 ai 18 milioni programmati per il 2026.
Le quattro colonne del piano regionale
Il nuovo piano si articola intorno a quattro assi principali: prevenzioneprotezionecontrasto ai reati e governance. La prevenzione sarà promossa attraverso progetti nelle scuole e iniziative per diffondere la cultura del rispetto. La protezione e il sostegno alle donne saranno garantiti attraverso i centri antiviolenza, mentre il contrasto ai reati vedrà una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni e forze dell’ordine. La governance servirà a coordinare e monitorare gli interventi su tutto il territorio regionale.
Misure specifiche per le donne più vulnerabili
Tra le misure più significative del piano figurano il programma ‘Vicini a ogni donna’ dedicato alle donne con disabilità vittime di violenza, ‘Una casa per ricominciare’ il sostegno agli orfani di femminicidio e gli interventi per favorire il reinserimento lavorativo. Questi programmi mirano a fornire un supporto concreto e duraturo alle vittime, aiutandole a ricostruire una vita autonoma e sicura.
Il contributo delle opposizioni e il ruolo del Terzo Settore
Durante il dibattito, il Partito Democratico ha ottenuto il via libera a tre ordini del giorno che chiedono maggiore attenzione alle donne più fragili, un rafforzamento del contrasto alla violenza digitale, un coordinamento stabile con centri antiviolenza ed enti locali e un maggiore raccordo tra le politiche antiviolenza, la scuola, la casa e il lavoro. La collaborazione tra istituzioni, enti locali, sistema sociosanitario, forze dell’ordine, magistratura e Terzo Settore è fondamentale per garantire una rete di protezione efficace e capillare.
La consigliera regionale Silvia Scurati della Lega ha sottolineato che ‘La violenza contro le donne si combatte ogni giorno con risorse adeguate, una rete forte e la capacità di accompagnare ogni donna verso la piena autonomia e autodeterminazione’. Grazie a questo piano, la Lombardia conferma il suo impegno nel contrastare la violenza di genere con politiche strutturali e risorse certe.



