27 Maggio 2026 🌤 26°

Milano, sanzioni e polemiche: perché le auto assorbono quasi tutte le multe

I dati sulle sanzioni della Polizia locale mostrano una netta predominanza delle multe alle auto; la risposta del Comune e le accuse dell'opposizione riaccendono il dibattito sulla mobilità

Milano, sanzioni e polemiche: perché le auto assorbono quasi tutte le multe

La città di Milano si trova al centro di un acceso confronto dopo la pubblicazione dei dati sulle sanzioni stradali relative al 2026. I numeri ufficiali, comunicati in risposta a un’interrogazione consiliare, indicano che su oltre 3.546.000 verbali complessivi una quota schiacciante è attribuibile alle automobili. Questo squilibrio statistico ha generato domande sulla distribuzione dei controlli, sulla sicurezza stradale e su come interpretare la convivenza tra mezzi tradizionali e mobilità dolce come biciclette e monopattini.

Più in dettaglio, le cifre mostrano che le auto hanno ricevuto 3.454.439 sanzioni, pari al 97,39% del totale, mentre le biciclette risultano protagoniste di 2.347 verbali e la micromobilità elettrica (monopattini e simili) di 4.664. A completare il quadro, i motoveicoli registrano 70.310 sanzioni. Questi valori sono al centro di interpretazioni diverse tra maggioranza e opposizione, con riflessi sulla percezione pubblica del rapporto tra controllo e libertà di circolazione.

I numeri che emergono e cosa significano

Le statistiche ufficiali evidenziano una concentrazione delle multe sulle auto, ma è fondamentale leggere i dati alla luce di alcuni fattori: il numero totale di veicoli in circolazione, la natura delle infrazioni e le modalità di accertamento adottate dalla Polizia Locale. Se da un lato la percentuale del 97,39% è impressionante, dall’altro riflette anche il fatto che le auto costituiscono la maggioranza del traffico cittadino. Perciò la lettura dei numeri richiede cautela e la distinzione tra incidenza assoluta e incidenza relativa per categoria.

Distribuzione delle sanzioni per categoria

Nella ripartizione delle sanzioni si osservano chiaramente differenze tra le categorie: automobili 3.454.439 verbali, motoveicoli 70.310, biciclette 2.347 e monopattini 4.664. Questo vuol dire che, in termini assoluti, le infrazioni commesse da chi usa la micromobilità risultano marginali rispetto al totale. Tuttavia, la lettura per singolo utente o per chilometro percorso potrebbe restituire dinamiche diverse, che non emergono nei soli conteggi assoluti.

Reazioni politiche e scontri retorici

Le cifre hanno generato immediatamente una reazione politica. L’opposizione ha parlato di «squilibrio» e di una presunta politica sanzionatoria mirata contro gli automobilisti, sostenendo che chi va in bici o con monopattino goda di una certa impunità nonostante comportamenti rischiosi come contromano o attraversamenti con il semaforo rosso. Dal canto suo, l’amministrazione comunale rammenta che le sanzioni rispecchiano la prevalenza numerica delle automobili e difende i criteri di controllo adottati.

Le richieste dell’opposizione

Chi contesta i dati chiede maggiore equilibrio nei controlli e misure che colpiscano tutte le categorie di utenti in modo proporzionato: più rilevatori e sanzioni mirate anche per ciclisti e micromobilità, nonché azioni per contrastare comportamenti pericolosi sui marciapiedi e agli incroci. L’opposizione parla di una presunta «persecuzione» economica degli automobilisti e chiede trasparenza sull’uso dei proventi delle multe.

La risposta del Comune

La giunta comunale, attraverso la sua difesa dei dati, sottolinea che i controlli sono rapportati al volume di traffico e ai punti critici della città. Il Comune afferma inoltre che il contrasto alle infrazioni prevede criteri operativi basati su analisi del rischio e sulla necessità di tutelare la sicurezza stradale per tutte le categorie, incluse le utenze più deboli. In questo scambio emerge la tensione tra politiche di regolazione della mobilità e percezione dei cittadini.

Verso una convivenza possibile

Al di là delle polemiche verbali, il nodo vero resta la convivenza quotidiana sulle strade. Per migliorare la situazione, molti propongono soluzioni pragmatiche: campagne informative, controlli mirati su comportamenti pericolosi indipendentemente dal mezzo, potenziamento delle infrastrutture ciclabili e una migliore segnaletica per chi utilizza la micromobilità. L’obiettivo sarebbe ridurre le infrazioni e gli incidenti senza creare percezioni di ingiustizia tra gli utenti.

Azioni possibili e scenari futuri

Tra le proposte concrete ci sono aumento dei dispositivi di monitoraggio nei punti critici, formazione specifica per i nuovi utenti di monopattini, e una campagna educativa rivolta a tutti gli automobilisti. In prospettiva, una lettura più raffinata dei dati—che consideri i chilometri percorsi e la frequenza d’uso—potrebbe offrire una base più solida per decisioni politiche e amministrative, evitando giudizi affrettati basati solo sui numeri assoluti.

In sintesi, i dati sulle sanzioni del 2026 aprono un dibattito necessario su regole, controlli e convivenza stradale. Il confronto tra numeri, percezioni e azioni concrete sarà determinante per definire una strategia che garantisca sicurezza e equità a tutti gli utenti della strada.

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