La società di calcio di Seregno ha ufficializzato un nuovo corso: Gianmaria Pizzi assume il ruolo di direttore sportivo con l’obiettivo di traghettare la squadra verso una stagione 2026/27 caratterizzata da gioventù e competitività. Dopo un lungo percorso alla Speranza Agrate, dove ha maturato quattordici anni di esperienza tra panchina e gestione, Pizzi porta con sé idee chiare sul modello di crescita: puntare sui talenti del territorio ma senza rinunciare a elementi con esperienza provenienti dalla serie D e dall’Eccellenza.
Il nuovo assetto societario prevede inoltre l’ingresso di Alessio Sangalli come club manager, la conferma di figure chiave come Mirko Raccosta e Massimo Casini e una collaborazione più stretta con l’Alcione di Milano. La proprietà ha ribadito la volontà di costruire un percorso sostenibile, fondato sul vivaio e su sinergie tecniche, mentre il piano operativo partirà subito con confronti interni su allenatore e rosa.
Obiettivi tecnici e composizione della rosa
Il progetto sportivo immaginato da Pizzi mescola ringiovanimento e ambizione: la squadra sarà più giovane ma non meno competitiva. L’intenzione è di inserire tra gli 8 e i 12 giocatori provenienti dall’orbita dell’Alcione, integrandoli con elementi che quest’anno hanno militato in serie D o in Eccellenza per garantire esperienza e solidità. La rosa sarà ampia e omogenea, con diverse alternative per ruolo e con giocatori più anziani chiamati a fare da riferimento per i ragazzi: un equilibrio pensato per aumentare la competitività senza rinunciare alla crescita dei singoli.
Selezione dell’allenatore e linee guida
Una delle prime scelte da compiere riguarda la guida tecnica: il profilo cercato dovrà essere abituato a lavorare con giovani e a sviluppare percorsi di crescita individuale e collettiva. Pur non essendo escluso un confronto con l’attuale tecnico, la società valuterà attentamente idoneità e visione tattica. Nella programmazione figurano già nomi simbolici della squadra da proteggere come Baldan e Pontiggia, cui verrà chiesto di interpretare un ruolo di leadership nello spogliatoio e sul campo.
Organizzazione societaria e investimenti sugli impianti
La proprietà ha illustrato una roadmap che non si limita al settore sportivo ma coinvolge infrastrutture e rapporto con la città. La concessione trentennale dello stadio impone una visione di lungo termine: interventi su spogliatoi, aree comuni e spazi verdi sono già stati realizzati, mentre nei prossimi mesi sono previsti lavori al Seregnello per aumentare la fruibilità e ampliare gli spogliatoi e le tribune. L’obiettivo dichiarato è far diventare gli impianti luoghi aperti alla collettività, utili a sport, associazioni e iniziative sociali oltre che al calcio agonistico.
Ruolo del club manager e sostenibilità economica
Alessio Sangalli, nel ruolo di club manager, avrà competenze trasversali: dalla gestione dei rapporti con gli sponsor alla mediazione tra società e tifoseria, fino al coordinamento delle risorse economiche. La sua esperienza come direttore sportivo e controller aiuterà a organizzare un percorso che sia al tempo stesso ambizioso e sostenibile. La proprietà puntualizza la volontà di crescere per step, evitando spese eclatanti ma costruendo valore attraverso il vivaio e collaborazioni tecniche e internazionali, che già includono contatti con club esteri.
I primi passi sul campo e le responsabilità di Pizzi
È prevista una fase di ascolto e confronto: Pizzi incontrerà staff tecnico, giocatori e dirigenti per definire ruoli e priorità. Un elemento operativo rilevante sarà il cambio dell’orario degli allenamenti verso il primo pomeriggio, scelta che inciderebbe sulla disponibilità di chi non ha il calcio come attività principale e che quindi potrà selezionare la tipologia di calciatori inseribili nel progetto. Pizzi ha ringraziato la sua ex società per il percorso svolto, sottolineando però che una chiamata dal Seregno era difficile da rifiutare per chi vive di passione per il calcio.
In sintesi, il nuovo corso del Seregno punta a coniugare sviluppo del vivaio, inserimento di elementi esperti e un lavoro di crescita infrastrutturale. La cooperazione con l’Alcione rappresenta un’accelerazione possibile ma le decisioni verranno prese all’interno del club, rispettando l’autonomia societaria. L’aspettativa è che, stagione dopo stagione, il progetto porti risultati sul campo e consolidamento fuori dal campo, in una prospettiva di lungo periodo che possa ridare al club il ruolo centrale che la città gli chiede.