×

Razionamento carburante Jet A1 in quattro scali: cosa cambia per voli e passeggeri

Air BP Italia ha disposto limitazioni temporanee al rifornimento di Jet A1 in quattro scali nazionali: una misura che riflette le tensioni sui flussi di carburante e che già spinge vettori e gestori a misure di emergenza

Razionamento carburante Jet A1 in quattro scali: cosa cambia per voli e passeggeri

Il 4 aprile 2026 Air BP Italia ha emesso una serie di notam che hanno introdotto una disponibilità ridotta di carburante aviazione (Jet A1) in quattro aeroporti italiani: Milano Linate, Bologna, Venezia Marco Polo e Treviso Canova. La decisione arriva in un contesto internazionale segnato dal blocco delle rotte nel Golfo Persico e ha obbligato operatori e compagnie a rivedere procedure e piani operativi per la finestra temporale indicata nei bollettini.

Il provvedimento specifica priorità per categorie di voli e tetti di rifornimento per molte rotte, mentre per alcuni scali la riduzione è indicata in termini generici. Questa prima fase di razionamento solleva interrogativi sulle ripercussioni immediate per passeggeri e merci e sulle possibili evoluzioni a medio termine, soprattutto se la situazione nello Stretto di Hormuz non dovesse risolversi.

Quali aeroporti sono coinvolti e come funzionano i notam

Secondo i bollettini pubblicati il 4 aprile 2026, i notam stabiliscono che la priorità di rifornimento sarà riservata ai voli sanitari e ambulanza, ai voli di Stato e a quelli con durata superiore alle tre ore. Per le altre operazioni sono stati previsti limiti quantitativi: a Venezia e Bologna il plafond è fissato a 2.000 litri per aeromobile, a Treviso a 2.500 litri; per Linate la comunicazione parla di disponibilità ridotta ma non quantifica un tetto preciso. I periodi di applicazione variano: alcuni limiti restano in vigore fino al 9 aprile 2026, mentre per Venezia e Treviso sono segnalate finestre che si estendono nelle prime ore del 10 aprile.

Implicazioni operative dei notam

I notam servono a informare piloti e compagnie su condizioni che possono influire sulla sicurezza e sull’operatività; in questo caso contengono anche raccomandazioni pratiche, come il suggerimento ai piloti di fare rifornimento negli scali precedenti prima di arrivare a Venezia. L’avviso ha inoltre sottolineato che le limitazioni riguardano esclusivamente il carburante fornito da Air BP Italia, lasciando aperta la possibilità di approvvigionarsi da altri operatori presenti negli stessi aeroporti.

Le cause del razionamento e l’impatto sul mercato

La decisione è collegata alle tensioni che hanno ridotto o bloccato il transito di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz, un corridoio cruciale per i rifornimenti di cherosene destinati all’Europa. Secondo analisi di mercato, una quota significativa delle importazioni europee di Jet A1 proveniva dal Golfo Persico: lo stop di quei flussi ha creato un deficit che non può essere colmato immediatamente dalle alternative geografiche per limiti logistici e di capacità. I prezzi del cherosene sono aumentati sensibilmente, e il costo del carburante è già stato trasferito in parte sulle tariffe aeree da diversi operatori.

Fattori strutturali e regolamentari

La crisi arriva mentre l’industria deve fronteggiare anche il regolamento europeo ReFuelEu Aviation, in vigore dal 2026, che impone quote minime di carburante sostenibile per l’aviazione (SAF). Il SAF è mediamente più costoso e disponibile in quantità limitate, pertanto non rappresenta una soluzione rapida per compensare la carenza di cherosene tradizionale. Questo duplice vincolo — flussi fisici ridotti e obblighi di mix di carburante — rafforza la pressione sui costi e sulla programmazione delle compagnie.

Risposte operative delle compagnie e possibili scenari per i passeggeri

Per evitare disservizi immediati molte compagnie hanno attivato misure come il tankering (imbarcare più carburante in scali senza limiti per ridurre rifornimenti successivi), il ricorso a fornitori alternativi dove disponibili e la riorganizzazione delle rotazioni per limitare i passaggi ripetuti su scali sottoposti a razionamento. Gruppi maggiori hanno anche indicato piani di contingenza nel caso di ulteriori incrementi dei prezzi o di una prolungata scarsità. Al momento, secondo le autorità, non si registrano cancellazioni attribuibili direttamente alla carenza di Jet A1 in Italia.

Per i viaggiatori le conseguenze concrete possono manifestarsi su due fronti: aumenti tariffari già annunciati da alcuni vettori e, in uno scenario prolungato, possibili riduzioni di capacità durante i mesi estivi. Gli aeroporti e le associazioni di categoria invitano alla calma ma preparano piani di emergenza, sottolineando che la situazione è monitorata quotidianamente per mitigare impatti su operatività e sicurezza.

Leggi anche