Un ritratto di Emanuele Giulianelli: come la passione per il calcio diventa strumento per raccontare culture, sconfitte, vittorie e memoria collettiva

La scrittura può restituire al calcio dimensioni che la cronaca spesso trascura: il contesto sociale, la memoria personale, il significato simbolico di una partita o di una carriera. Questo è il punto di partenza dell’approccio di Emanuele Giulianelli, autore e giornalista che interpreta lo sport come linguaggio piuttosto che come semplice risultato.
Le sue pagine mirano a trasformare eventi sportivi in spunti per parlare di identità collettiva, geopolitica e storie umane.
L’esperienza personale ha segnato il suo passaggio dalla passione al mestiere: da contributi in testate importanti, come FourFourTwo, fino a progetti editoriali propri. Dietro a ogni racconto c’è una scelta precisa: privilegiare la profondità rispetto alla fretta, il contesto rispetto al tabellino. In questo senso il suo lavoro insiste su due parole chiave: ricerca e narrazione, unite a un’attenzione metodica ai dettagli che rende il racconto sportivo anche un documento di cultura.
Lo sport come lente per leggere la realtà
Per Giulianelli il calcio non è mai fine a se stesso: è uno strumento per osservare società, memorie e trasformazioni culturali. Nelle sue storie il risultato di una partita è spesso meno importante del modo in cui quel risultato parla di comunità, di memoria e di emozioni collettive. Questo approccio si riflette nel progetto editoriale che sta per lanciare, Storie oltre lo sport, dove il focus è esplicitamente sul racconto umano e sociale che si nasconde dietro eventi calcistici e sportivi.
Tra cronaca e narrazione
La distinzione tra cronaca e racconto è centrale: la cronaca documenta, il racconto interpreta. Giulianelli lavora per colmare il divario, fondendo la precisione del reportage con le tecniche dello storytelling. Anche quando si trova in prima linea come inviato, ad esempio per eventi come la Supercoppa Europea tra Real Madrid e Siviglia, il suo obiettivo è sempre quello di cogliere elementi che vadano oltre la tessera del match, per restituire al lettore una visione più ampia e significativa.
Incontri decisivi e maestri
Il percorso professionale di Giulianelli è segnato da collaborazioni e suggerimenti di figure centrali nel panorama giornalistico. Un passaggio chiave è stato quello con Federico Buffa, che ha riconosciuto il valore dei suoi testi e lo ha coinvolto in progetti come Storie Mondiali. Altro riferimento fondamentale è Roberto Beccantini, che ha offerto consigli pratici sul mestiere e sull’approccio alla scrittura sportiva, contribuendo a consolidare uno stile personale che coniuga rigore e sensibilità narrativa.
Modelli di ispirazione
Oltre ai maestri del giornalismo, Giulianelli prende spunto da figure sportive le cui vicende offrono lezioni sulla condizione umana. Nomi come Pietro Mennea e Leah Pells diventano per lui simboli differenti: Mennea rappresenta il valore della resilienza e dell’apprendimento dalla sconfitta, mentre Pells incarna la profondità narrativa insita nella «non vittoria» e nella vulnerabilità. Questi esempi alimentano il modo in cui costruisce i suoi ritratti e danno corpo al suo concetto di narrazione sportiva.
Progetti attuali e orizzonti futuri
I piani in corso comprendono collaborazioni editoriali e mostre tematiche, tra cui un lavoro con Paolo Condò che mette in parallelo la storia d’Italia e la storia del calcio nazionale. Il futuro della sua produzione editoriale prevede inoltre un ampliamento dei temi trattati: raccontare il calcio femminile, esplorare modalità diverse di vivere lo sport in contesti internazionali, e continuare a sperimentare il long form giornalistico come strumento per chi cerca approfondimenti. L’idea di fondo rimane quella di meritare il tempo del lettore con contenuti che offrano valore e prospettiva.
Perché il giornalismo lungo conta ancora
Nell’epoca dei contenuti rapidi — reel, storie e video brevi — il giornalismo lungo mantiene una funzione critica: è il luogo dove si costruisce contesto, si verifica la realtà e si concede spazio alla complessità. Giulianelli sostiene che quando si chiede al lettore di dedicare minuti preziosi alla lettura, si ha anche la responsabilità di restituire profondità, stile e verità. È una sfida che connette il mestiere del giornalista a quello dello scrittore: chiarezza, ricerca e bellezza formale sono componenti imprescindibili.





