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Milano Cortina 2026: Giulia Murada punta alla sprint di sci alpinismo a Bormio

Il 19 febbraio lo sci alpinismo esordisce ai Giochi con la sprint sulla Stelvio: occhi puntati su Giulia Murada e sulle sfide a squadre degli azzurri

Il 19 febbraio sul pendio della Stelvio a Bormio lo sci alpinismo vivrà un piccolo spartiacque: per la prima volta la sprint entra nel programma olimpico. Si tratta di una prova fulminea e spettacolare, pensata per chi sa unire una spinta esplosiva in salita a nervi saldi e tecnica nella discesa.

L’Italia arriva con ambizioni reali e atlete di livello, su tutte Giulia Murada, mentre la stessa giornata mette in programma un appuntamento cruciale per il curling maschile: gli azzurri sfideranno la Svizzera in una partita che può cambiare la classifica del torneo.

Che cos’è la sprint
La sprint è una gara corta ma densa: rampe ripide, brevi tratti tecnici, cambi d’assetto mozzafiato. Si parte con qualifiche a cronometro e si prosegue con scontri a eliminazione diretta; ogni run dura meno di tre minuti, e spesso la differenza si gioca sui decimi. Conta la potenza anaerobica, la capacità di accendere e spegnere lo sforzo rapidamente e la precisione nel gestire pelle, scarponi e attacchi durante i passaggi. In pratica, non basta correre forte: servono transizioni pulite e una discesa priva di esitazioni.

Vantaggi e limiti della specialità
La sprint è perfetta per il pubblico e per la tv: spettacolo concentrato, tensione continua e gran probabilità di colpi di scena. Dall’altra parte, il formato aumenta l’incertezza e può penalizzare gli specialisti delle prove di lunga durata; condizioni tecniche difficili amplificano i rischi, e la preparazione deve cambiare rispetto alle gare tradizionali. Per atleti e staff il lavoro si sposta su sessioni mirate di potenza, esercizi specifici per le transizioni e molte simulazioni in condizioni di gara.

Cosa cambia per chi organizza e per il mercato
Per gli organizzatori la sfida è trovare un equilibrio tra sicurezza e spettacolarità: percorsi interessanti ma senza eccessi, infrastrutture per il pubblico e soluzioni tecnico-logistiche per le dirette TV. Per sponsor e broadcaster la sprint è allettante: formato breve, alta intensità e facilità di fruizione ne fanno un prodotto commerciale appetibile. Anche la tecnologia gioca un ruolo crescente: tracciamento in tempo reale, telemetria e dati sulle transizioni possono aumentare l’engagement degli spettatori e fornire strumenti utili agli allenatori.

Giulia Murada: ritratto e strategia di gara
Giulia Murada, 27 anni di Albosaggia, arriva a Bormio con lo status di possibile protagonista. Cresciuta in una famiglia immersa nello sci (il padre Ivan, ex atleta di rilievo, è anche il suo allenatore), ha raccolto risultati significativi in Coppa del Mondo che le hanno dato fiducia. Il suo lavoro è basato su forza specifica, simulazioni di gara e attenzione particolare alle transizioni, vero tallone d’Achille o punto di svolta in una sprint.

Prima della partenza Murada usa tecniche semplici per gestire la tensione: esercizi di respirazione, routine che spostano l’attenzione e permettono di restare lucida. La strategia in gara è chiara nella pratica: uscita esplosiva, transizioni nette e massima concentrazione nella discesa finale. Anche piccoli aggiustamenti nei passaggi possono tradursi in decimi preziosi sul cronometro, per questo il lavoro del team tecnico – con l’apporto del padre – è fondamentale.

La squadra azzurra e la staffetta
Oltre a Murada, l’Italia porta a Bormio nomi come Alba De Silvestro e Michele Boscacci, pronti a giocarsi sia la sprint sia la staffetta mista. La staffetta richiede coesione: potenza individuale, precisione nei cambi e capacità tattiche nell’ordine di partenza. In una competizione in casa il valore aggiunto è il pubblico, ma cresce anche la responsabilità verso tifosi e media. Le gare successive daranno indicazioni chiare su scelte tattiche e ordine di partenza.

Il tracciato della Stelvio
La Stelvio è stata preparata per ospitare batterie intense: il tracciato termina nella parte bassa della pista dove il pubblico può seguire la fase decisiva. Gli atleti non possono percorrere integralmente il tracciato prima della gara, quindi sopralluoghi, simulazioni e prove mirate sulle frazioni chiave diventano indispensabili.

Curling: la sfida con la Svizzera
Il 19 febbraio il curling maschile italiano affronta la Svizzera in una sfida che può pesare sulla qualificazione. Il curling è un gioco di precisione e strategia: ogni end è una partita dentro la partita, fatta di lanci calibrati, scelte tattiche e spazzolature sincronizzate per modificare la traiettoria. Tecnica, controllo biomeccanico nei lanci e ripetitività sono alla base della consistenza.

Punti di forza e debolezze degli azzurri
Gli italiani possono contare su buona coesione e sulla capacità di gestire la pressione negli end decisivi; tuttavia, rispetto ad alcune avversarie di lunga esperienza internazionale, può mancare un po’ di familiarità con situazioni atipiche. Lo staff sta testando rotazioni e ordini di lancio, effettuando simulazioni per adattare le strategie alle condizioni del ghiaccio.

Che cos’è la sprint
La sprint è una gara corta ma densa: rampe ripide, brevi tratti tecnici, cambi d’assetto mozzafiato. Si parte con qualifiche a cronometro e si prosegue con scontri a eliminazione diretta; ogni run dura meno di tre minuti, e spesso la differenza si gioca sui decimi. Conta la potenza anaerobica, la capacità di accendere e spegnere lo sforzo rapidamente e la precisione nel gestire pelle, scarponi e attacchi durante i passaggi. In pratica, non basta correre forte: servono transizioni pulite e una discesa priva di esitazioni.0

Che cos’è la sprint
La sprint è una gara corta ma densa: rampe ripide, brevi tratti tecnici, cambi d’assetto mozzafiato. Si parte con qualifiche a cronometro e si prosegue con scontri a eliminazione diretta; ogni run dura meno di tre minuti, e spesso la differenza si gioca sui decimi. Conta la potenza anaerobica, la capacità di accendere e spegnere lo sforzo rapidamente e la precisione nel gestire pelle, scarponi e attacchi durante i passaggi. In pratica, non basta correre forte: servono transizioni pulite e una discesa priva di esitazioni.1

Che cos’è la sprint
La sprint è una gara corta ma densa: rampe ripide, brevi tratti tecnici, cambi d’assetto mozzafiato. Si parte con qualifiche a cronometro e si prosegue con scontri a eliminazione diretta; ogni run dura meno di tre minuti, e spesso la differenza si gioca sui decimi. Conta la potenza anaerobica, la capacità di accendere e spegnere lo sforzo rapidamente e la precisione nel gestire pelle, scarponi e attacchi durante i passaggi. In pratica, non basta correre forte: servono transizioni pulite e una discesa priva di esitazioni.2

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