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Alleanza Lombardia-Catalunya: come il Nord Italia si coordina con l’Europa industriale

La Lombardia rafforza la sua influenza europea puntando su reti regionali, partnership con la Catalunya e leadership nelle alleanze della chimica, con obiettivi su innovazione, formazione e transizione ecologica

La Lombardia si è trasformata in un interlocutore chiave del dibattito industriale europeo, fondando la sua strategia su una fitta rete di relazioni istituzionali e territoriali. In questo disegno l’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi ha giocato un ruolo centrale nel consolidamento di collegamenti con aree a forte vocazione produttiva come Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte e Liguria, fino a regioni estere come Baden-Württemberg, Baviera e Valencia.

Il risultato è un approccio che mira a far pesare le esigenze del tessuto produttivo del Nord Italia nelle scelte comunitarie.

La collaborazione con la Catalunya è emersa come fulcro operativo di questa strategia: un’intesa che nasce dal network dei Quattro Motori per l’Europa e si è evoluta in una partnership mirata su settori che fanno leva sulla chimica e sull’industria manifatturiera. L’accordo non è solo formale ma prevede progetti concreti e un coordinamento costante sui dossier europei, con l’obiettivo di tutelare filiere e posti di lavoro.

Una rete europea della manifattura

Negli ultimi cinque anni la Regione ha puntato sul rafforzamento delle reti istituzionali per costruire una voce comune nei tavoli continentali. La presenza attiva in organismi come l’Automotive Regions Alliance (ARA), l’European Chemical Regions Network (ECRN) e l’European Semiconductor Regions Alliance (ESRA) ha permesso alla Lombardia di tessere relazioni e di incrementare la capacità di influenza su politiche energetiche e industriali. Questa strategia di coalizione rende possibile presentare posizioni coordinate prima che Bruxelles definisca provvedimenti che impattano le filiere.

I partner strategici

Il perimetro di alleanza comprende sia regioni italiane sia partner esteri: dal Nord-Ovest italiano fino ai lander tedeschi e alle comunità autonome spagnole. La scelta dei partner risponde alla logica di concentrare risorse e messaggi dove la densità produttiva è maggiore e dove la capacità di innovazione è più elevata. In pratica, la Lombardia cerca di comporre un blocco di regioni ad alta intensità produttiva che possa contrapporsi, in modo organico, a scelte regolatorie dannose per le filiere.

Alleanza con la Catalunya: campi di intervento

La cooperazione lombardo-catalana si sviluppa su tre direttrici principali: ricerca e innovazione, formazione e mobilità dei talenti, e transizione ecologica. Sul primo fronte si lavorerà su programmi europei come Horizon ed Erasmus+ per sviluppare progetti su materiali avanzati e chimica verde. Sul versante delle competenze è prevista la creazione di percorsi condivisi tra università e imprese per agevolare la circolazione dei profili tecnici e manageriali, rafforzando così il capitale umano del sistema produttivo.

Ricerca, formazione e transizione

Sul tema della sostenibilità industriale l’accordo punta a sperimentare modelli a basse emissioni e soluzioni di riciclo chimico. La chimica, in particolare, è considerata un’infrastruttura trasversale: in Lombardia circa il 98% dei prodotti manifatturieri dipende da input chimici, dalla farmaceutica all’automotive fino all’edilizia. Rafforzare pratiche di economia circolare e tecnologie pulite diventa quindi una priorità strategica per mantenere competitività e occupazione.

Leadership nelle reti e conseguenze politiche

La Regione ha già esercitato ruoli di primo piano, guidando l’ECRN e contribuendo al raddoppio dei membri e all’attivazione di progetti per quasi 20 milioni di euro. Con il passaggio della presidenza alla Catalunya, la Lombardia conserva la vicepresidenza con delega alle alleanze strategiche e rimane presente nella Critical Chemicals Alliance. Questa posizione consente di influenzare il dialogo diretto con la Commissione europea e di plasmare politiche su energia, industria e transizione in sintonia con le esigenze del tessuto produttivo.

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