×

Mozione sul consenso respinta in Consiglio regionale mentre vengono approvate misure su sanità e mobilità

Il Consiglio regionale ha detto no a una mozione che chiedeva di sostenere il principio del consenso come cardine nella definizione dei reati di violenza sessuale, mentre ha approvato altri documenti su rispetto, mobilità e prevenzione sanitaria

La seduta pomeridiana del consiglio regionale della Lombardia ha registrato un esito netto su una proposta che mirava a porre il consenso al centro della definizione dei reati di violenza sessuale. La mozione, presentata dalla consigliera del Partito Democratico Paola Bocci, sollecitava la Giunta a sostenere il principio del consenso libero, attuale ed esplicito in linea con la Convenzione di Istanbul e a promuovere azioni formative nelle scuole e negli enti locali.

Nonostante la delicatezza del tema e la richiesta di sollecitare Parlamento e Governo a preservare la definizione del consenso nel quadro penalistico, l’Aula ha respinto la mozione. Il voto ha riacceso il confronto politico sulla definizione normatica del reato, mentre sullo sfondo la Regione ha portato avanti l’esame di altri documenti riguardanti salute, mobilità e politiche sociali.

Scontro sul principio del consenso

La proposta di Paola Bocci puntava a fare del consenso l’elemento cardine nelle azioni regionali di contrasto alla violenza di genere, chiedendo interventi educativi e una presa di posizione formale della Regione per tutelare la definizione legislativa. La mozione intendeva inoltre prevenire modifiche al codice penale che potessero, secondo la proponente, indebolire la tutela delle vittime. Tuttavia la maggioranza ha motivato il voto contrario ritenendo la mozione poco utile o addirittura fuorviante per l’impatto mediatico che avrebbe potuto generare.

Posizioni delle forze politiche

Le consigliere Maira Cacucci di Fratelli d’Italia e Alessandra Cappellari della Lega hanno definito la mozione una strumentalizzazione politica, sostenendo che l’emendamento in discussione al Senato intenda invece rendere più agevole la prova del dissenso in sede processuale. Anche la Giunta regionale si è dichiarata contraria: l’assessore Elena Lucchini ha ribadito l’impegno della Regione nella tutela delle vittime e nella prevenzione della violenza di genere, ma ha confermato il parere negativo sulla proposta presentata dal PD.

Le mozioni approvate: ambiti e contenuti

Oltre alla questione del consenso, l’Aula ha votato a favore di diversi altri documenti. Tra questi figura l’istituzione della Giornata regionale del Rispetto il 20 gennaio, proposta da Chiara Valcepina di Fratelli d’Italia, pensata per promuovere iniziative contro il bullismo, il cyberbullismo e ogni forma di violenza. Sono state approvate all’unanimità anche mozioni rivolte a migliorare la mobilità per le persone con disabilità, favorendo il riconoscimento automatico dei permessi nelle ZTL e sollecitando l’adesione alla piattaforma nazionale CUDE.

Interventi su sanità e trasporti

Sull’aspetto sanitario l’Aula ha approvato mozioni per rafforzare le campagne di vaccinazione contro il papillomavirus umano (HPV), con l’obiettivo di aumentare la copertura fino ad almeno il 70% della popolazione target e valutare estensioni fino ai 30 anni e la somministrazione attraverso la rete delle farmacie dei servizi. Sul fronte della mobilità, una mozione presentata da Alessandra Cappellari ha chiesto una ricognizione sulle procedure per l’accesso alle aree a traffico limitato dotate di pilomat, mentre il consigliere Davide Casati ha sollecitato la diffusione del CUDE, ricordando che a settembre 2026 solo 191 Comuni lombardi risultavano attivi sulla piattaforma.

Questioni pratiche e riflessioni politiche

Non sono mancate le critiche su singole proposte: la mozione sui parcheggi vicino alle stazioni, promossa da Jacopo Dozio, ha suscitato richieste di approfondimento da parte del Partito Democratico, con il consigliere Gigi Ponti che ha chiesto di portare il tema in Commissione per una valutazione più completa delle ricadute sul trasporto pubblico. Nel complesso, l’Aula ha mostrato una doppia velocità: approvare misure pratiche su servizi e prevenzione, ma dividersi nettamente su temi sensibili che toccano definizioni giuridiche e linguaggi pubblici.

Bilancio e prossimi passi

La discussione lascia sul tavolo la necessità di un dialogo più approfondito tra istituzioni, società civile e operatori della giustizia sulla definizione del consenso e sulle modalità di prevenzione della violenza di genere. La posizione della Giunta, ribadita da Elena Lucchini, rimane quella del sostegno alle vittime e alla prevenzione, pur senza appoggiare la mozione specifica. Il dibattito politico e istituzionale proseguirà probabilmente sia nelle aule regionali sia a livello nazionale, dove sono in corso valutazioni su possibili modifiche normative.

Leggi anche