10 Giugno 2026 🌤 23°

Inver1 Photo Fest 2026: la fotografia come ponte tra generazioni e culture

Dal 15 al 31 maggio, Inveruno ha ospitato la sesta edizione di Inver1 Photo Fest, un evento che ha unito fotografia, cultura e territorio

Inver1 Photo Fest 2026: la fotografia come ponte tra generazioni e culture

Inveruno ha vissuto un mese di maggio ricco di emozioni e riflessioni grazie alla sesta edizione di Inver1 Photo Festche si è conclusa con un bilancio più che positivo. Dal 15 al 31 maggio, il piccolo comune lombardo si è trasformato in un vivace laboratorio di immagini, incontri e idee, confermando la sua capacità di unire passione, cultura e territorio.

I giovani protagonisti della fotografia contemporanea

Tra i momenti più significativi di questa edizione, spicca il contributo degli studenti dell’Istituto Einaudi di Magentache hanno presentato lavori dedicati ai conflitti interiori e ai conflitti nel mondo. Le loro fotografie hanno saputo raccontare ciò che spesso le parole non riescono a esprimere, conquistando il pubblico e la giuria.

Grande apprezzamento anche per le opere dei giovanissimi Christian Lupi e Mattia Loprestiche hanno portato freschezza e coraggio visivo al festival. La loro partecipazione conferma la volontà degli organizzatori di investire sulle nuove generazionioffrendo loro un palcoscenico per esprimersi e crescere.

Un viaggio attraverso la fotografia contemporanea

Il percorso espositivo del festival si è arricchito grazie alle opere dei fotoclub Foto in FugaCircolo 87Obiettivamente e Uno Sguardo sul Mondoaffiancate dalle mostre personali di Francesco Grecchi e Rachele Crivelli. Un insieme di linguaggi, stili e sensibilità differenti che ha trasformato il festival in un vero e proprio viaggio nella fotografia contemporanea.

Incontri, racconti e sguardi sul mondo

Molto partecipate anche le serate dedicate agli ospiti. Dalla cena con autore insieme a Raoul Iacometti all’Osteria Don Din Dan di Corbettaall’incontro con Franco Fratini e la sua riflessione sui Tempi della naturafino agli autori della rassegna audiovisiva, ogni appuntamento ha portato sul palco esperienze e linguaggi diversi, capaci di coinvolgere il pubblico e stimolare riflessioni profonde.

Workshop tra tecnica, arte e natura

Importante anche il contributo dei workshop, che hanno aggiunto una forte componente divulgativa alla manifestazione. Dalla cianotipiache ha permesso ai partecipanti di riscoprire le origini della stampa fotografica, allo shooting di aerial hoop dance curato da Music Dance and Mimic Art diretta da Desirée Mottadove corpo e immagine si sono fusi in un dialogo fatto di movimento e luce, fino allo shooting di fotografia naturalistica che ha chiuso il festival con un ritorno alla natura e alla sua bellezza.

Gran finale con Francesco Cito

A lasciare il segno è stata soprattutto la serata conclusiva con Francesco Citoreporter di fama internazionale. Attraverso immagini che hanno attraversato guerre, conflitti e drammi umani degli ultimi decenni, il fotografo ha catturato il pubblico in un silenzio carico di emozione. L’intervista condotta dalla giornalista e scrittrice Donatella Di Paolo ha dato vita a un dialogo autentico e appassionato sul mestiere del fotoreporter, sulla responsabilità del racconto e sulla necessità di guardare il mondo senza filtri.

Di Paolo ha commentato: “Un narratore di guerre senza speranza, di realtà complesse. Attraverso la forza emotiva e profondamente umana delle sue immagini ha raccontato la storia degli ultimi decenni. Testimoniato. Denunciato. Un onore averlo accanto durante una intensa serata ad Inver1 Photo Fest.”

Tra il pubblico, particolarmente numeroso durante tutto il festival, erano presenti anche il vicesindaco di Inveruno Sara Bettinelliil sindaco di Bareggio Linda Colombo e Angelo Ferrilloattivista e fotografo impegnato sui temi ambientali e civili. Una presenza che ha ulteriormente sottolineato il valore culturale e sociale della manifestazione.

Inver1 Photo Fest si è così concluso con la conferma di una formula vincente e con la consapevolezza che la fotografia non sia soltanto arte, ma anche uno strumento per comprendere il presente, testimoniare la realtà e costruire ponti tra generazioni diverse. Un festival che continua a crescere, a rinnovarsi e a illuminare Inveruno, come recita il suo slogan, con “tutta un’altra luce”.

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