Un percorso espositivo tra Museo del Risorgimento, Casa Manzoni, Biblioteca Angelo Mai e Cimitero Monumentale che restituisce il profilo storico di Clara Maffei

La figura di Clara Maffei torna al centro dell’attenzione con un ciclo di esposizioni distribuite fra Milano e Bergamo che intende ricomporre il mosaico della sua vita pubblica e privata. Attraverso quadri, lettere autografe, mobili e oggetti d’epoca il progetto mette a fuoco il ruolo di una donna che contribuì, con discreta ma efficace forza, alla causa dell’unità nazionale.
Il percorso mette in dialogo luoghi e materiali per offrire al pubblico una lettura articolata della sua eredità.
L’iniziativa è promossa dal Comitato Clara Maffei in collaborazione con il Museo del Risorgimento, Casa Manzoni, la Biblioteca civica Angelo Mai e il Cimitero Monumentale. Le esposizioni si svolgono dal 12 marzo al 24 maggio e propongono un approccio multidisciplinare: non si tratta solo di vedere oggetti, ma di comprendere la trama di relazioni che rese il suo salotto un centro di confronto politico e culturale.
Le sedi e il filo narrativo dell’esposizione
Il progetto espositivo è distribuito su più sedi per ricostruire i diversi capitoli della vita di Clara Maffei. Ogni luogo offre un punto di vista specifico: la Biblioteca Angelo Mai racconta le origini e la giovinezza, Casa Manzoni ripropone l’atmosfera domestica del salotto, mentre il Museo del Risorgimento collega la figura della contessa agli eventi storici di Milano. Questo assetto a tappe consente di leggere l’azione personale di Maffei in relazione al più ampio contesto risorgimentale e urbano.
Bergamo: infanzia e primi legami
Nell’atrio della Biblioteca civica Angelo Mai la mostra focalizza l’attenzione sulla giovinezza di Clara Maffei, dalle origini bergamasche fino al matrimonio con il poeta Andrea Maffei, celebrato quando aveva diciotto anni. Tra documenti e immagini emerge il quadro di una formazione culturale che la rende poi capace di costruire un spazio relazionale efficiente: la giovane donna non è solo soggetto privato, ma intreccia rapporti che avranno riflessi pubblici nel corso degli anni successivi.
Milano: ricostruire il salotto
A Casa Manzoni è stata ricreata l’atmosfera del celebre salotto culturale di via Bigli, servendosi di fotografie, arredi e oggetti originali conservati in collezioni pubbliche e private. Qui il visitatore può comprendere come quel luogo divenne punto di riferimento per intellettuali e musicisti, tra cui Giuseppe Verdi e Alessandro Manzoni: non solo incontri conviviali, ma un vero e proprio laboratorio di idee in cui si intrecciavano letteratura, musica e politica.
Documenti, simboli e iniziative collaterali
Al Museo del Risorgimento la narrazione assume una dimensione esplicitamente storica: tra i pezzi esposti si segnala la stola tricolore indossata da Clara Maffei durante le Cinque Giornate e un ritratto anonimo che la raffigura come patriota. Un secondo percorso all’interno del museo esplora la rete femminile che le fu vicina, valorizzando il concetto di rete di relazioni come motore delle vicende risorgimentali e della formazione del tessuto sociale lombardo.
Percorsi al Cimitero Monumentale e restauro
Al Cimitero Monumentale è stato predisposto un nuovo itinerario tra le tombe e i monumenti funebri delle persone che furono amiche di Clara Maffei: una lettura del paesaggio commemorativo che ricostruisce legami personali, affetti e alleanze culturali. Il progetto prevede inoltre il restauro del monumento della contessa, un intervento di valorizzazione che il Comitato Clara Maffei intende promuovere per preservarne la memoria materiale.
Eventi e opportunità per il pubblico
Il calendario accompagna le mostre con visite guidate e iniziative divulgative. Tra gli appuntamenti collaterali si segnala l’incontro “Fai pausa nella Storia: Clara Maffei e le Cinque Giornate”, previsto per Mercoledì 18 marzo 2026 ore 13:00, a cura di Claudio Rota del Comitato Clara Maffei. L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria, scrivendo entro il giorno prima a c.museorisorgimento@comune.milano.it. Sono esperienze pensate per far dialogare il pubblico con gli oggetti e le storie esposte, trasformando la visita in un’occasione di scoperta attiva.
Perché visitare
Questa esposizione multipla offre più di un percorso museale: è un invito a leggere l’Ottocento italiano attraverso la lente di una donna che seppe unire charme e impegno politico. Il progetto permette di cogliere come un salotto possa diventare strumento di azione pubblica e come la cura degli oggetti e dei monumenti contribuisca a mantenere viva la memoria collettiva. Per chi ama la storia, la letteratura e la musica del periodo, si tratta di un’occasione preziosa per ricomporre fili spesso trascurati.





