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Due appuntamenti d’arte a Milano: MIA Photo Fair BNP Paribas e ArTour Brera

Due rassegne milanesi riuniscono gallerie, artisti internazionali e progetti speciali: la quindicesima edizione di MIA Photo Fair BNP Paribas e la collettiva ArTour Brera offrono una panoramica sulla fotografia contemporanea e sulle istanze culturali del presente

Milano si prepara a un febbraio e marzo ricchi di appuntamenti che intrecciano mercato, istituzioni e ricerca artistica. Documenti raccolti durante l’indagine confermano due eventi distinti ma complementari: ArTour Brera, collettiva ospitata a Made4art dal 12 al 26 febbraio 2026, e la quindicesima edizione di MIA Photo Fair BNP Paribas, in programma al Superstudio Più dal 19 al 22.

I materiali consultati mostrano come i due progetti offrano percorsi diversi — e per questo tra loro utilmente dialoganti —: ArTour privilegia pluralità di media e provenienze, mentre MIA mette a confronto fotografia storica e sperimentazioni contemporanee.

Le carte e i comunicati raccolti confermano sedi e date ufficiali e forniscono anche elenchi preliminari di espositori e partner. ArTour Brera si presenta come una collettiva multilivello con opere di artisti di varia nazionalità e discipline; MIA Photo Fair, invece, è strutturata in sezioni tematiche, mostre curate e progetti speciali che scandiscono il programma fieristico.

MIA Photo Fair 2026 ha scelto “Metamorfosi” come filo conduttore: il tema attraversa il passaggio dall’analogico al digitale e include contaminazioni con video, installazioni e intelligenza artificiale. La manifestazione si terrà al Superstudio Più di via Tortona e gode del patrocinio del Comune di Milano; per il terzo anno consecutivo la direzione artistica è affidata a Francesca Malgara. Tra i partner stabili figurano BNL BNP Paribas e Deloitte, il che conferma l’orientamento professionale e istituzionale della fiera.

La struttura espositiva della MIA si articola su più livelli. La Main Section raccoglie gallerie consolidate; le sezioni curate — Beyond Photography – Dialogue, Reportage Beyond Reportage e FOCUS Latino — approfondiscono aspetti diversi del medium. Beyond Photography avvicina la fotografia ad altre pratiche artistiche, giocando su formati e linguaggi ibridi; Reportage Beyond Reportage ripensa il documentario in chiave critica e autoriflessiva; FOCUS Latino mette sotto la lente temi di identità, migrazione e trasformazione culturale, dando visibilità ad autori latinoamericani, iberici e della diaspora. L’impostazione mira al confronto tra saperi e pratiche, piuttosto che a esposizioni isolate.

Accanto agli spazi tradizionali, la fiera ospita progetti editoriali e collaborazioni che ampliano il perimetro verso il territorio. Tra le iniziative più rilevanti c’è il reportage curato da BNL BNP Paribas, Non si diventa grandi da soli, che ritrae volti e storie delle periferie milanesi nell’ambito del programma IncluCity; il progetto adotta una narrazione orientata all’impatto sociale, combinando ritratti e testi. La collaborazione con Fondazione Deloitte, invece, materializza il Deloitte Photo Grant: la rassegna esporrà i vincitori delle edizioni precedenti e selezionerà nuovi talenti tramite un’Open Call, valutati da una giuria di curatori e operatori con criteri legati a originalità e attinenza al tema Metamorfosi.

Un tocco di storia e leggerezza arriva dalle Polaroid di William Wegman, presenti con una serie che rilancia il valore dei formati analogici e mette in gioco diverse letture della temporalità. Le opere provengono da archivi privati e collezioni pubbliche, creando un ponte tra memoria e contemporaneità. Organizzatori e documenti segnalano inoltre che il programma sarà completato da incontri, schede informative e tavole rotonde: il calendario definitivo degli eventi collaterali sarà reso noto prossimamente.

Sul piano cittadino, la MIA non resta confinata nei padiglioni: i documenti raccolti la descrivono come un hub che dialoga con altre esposizioni e progetti, componendo un vero e proprio palinsesto urbano dedicato alla fotografia. Mostre istituzionali, iniziative off e pubblicazioni ampliano l’offerta e permettono al pubblico di seguire percorsi che vanno dalla ricerca storica alla sperimentazione digitale. Questo intreccio di istituzioni e operatori privati contribuisce a dare maggiore visibilità agli autori e a facilitare la fruizione pubblica delle iniziative.

Prima di questi appuntamenti fieristici, ArTour Brera animerà Made4art a febbraio con una collettiva internazionale che riunisce oltre 20 artisti da Austria, Spagna, Ungheria, Bulgaria e Italia. La rassegna include pittura, scultura, grafica, fotografia e arte digitale, e mette in dialogo astrazione e figurazione per sollecitare riflessioni tra tendenze diverse. La scelta curatoriale valorizza temi ricorrenti come identità e memoria, esplorati attraverso materiali e processi compositivi eterogenei; inoltre, i curatori hanno in programma incontri e tavole rotonde pensati per consolidare collaborazioni e sviluppi futuri.

Per chi arriva a Milano in queste settimane l’offerta sarà densa: gallerie, istituzioni e collezioni si ritrovano su un calendario che favorisce scambi professionali, networking e nuove collaborazioni. I materiali consultati indicano programmi con sessioni formative, panel su modelli di mercato e pratiche espositive, oltre a una distribuzione tematica che privilegia ricerca, sperimentazione e confronto intergenerazionale.

Curatori e organizzatori hanno costruito percorsi espositivi che alternano progetti monografici e collettivi, prevedendo aperture serali e itinerari accessibili. Le attività collaterali sono pensate per stimolare il networking tra professionisti, studenti e appassionati, rafforzando la funzione pubblica di queste iniziative. Tra i protagonisti emergono curatori indipendenti, direttori di istituzioni minori, operatori di mercato e giovani autori: una rete eterogenea che riflette le dinamiche attuali della scena visiva.

Le carte e i comunicati raccolti confermano sedi e date ufficiali e forniscono anche elenchi preliminari di espositori e partner. ArTour Brera si presenta come una collettiva multilivello con opere di artisti di varia nazionalità e discipline; MIA Photo Fair, invece, è strutturata in sezioni tematiche, mostre curate e progetti speciali che scandiscono il programma fieristico.0

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