×

Il capitano dell’Olimpia Milano trionfa al Premio Ciotti con un’autobiografia di squadra

Il libro di Giampaolo Ricci ha ottenuto il Premio Ciotti 2026: una vittoria che premia la leadership silenziosa, il valore del gruppo e il ruolo sociale dello sport

Milano ha ospitato una serata in cui sport e letteratura si sono intrecciati per raccontare percorsi di formazione, responsabilità e memoria collettiva. Nella storica Sala delle Colonne, a pochi passi dal Duomo, il Panathlon Club Milano ha assegnato il Premio di Letteratura Sportiva Sandro Ciotti.

L’evento ha evidenziato come il racconto sportivo possa funzionare da strumento culturale e da lente di analisi sociale, capace di restituire esperienze individuali e tensioni collettive. Gli esperti del settore confermano l’importanza di tali iniziative per il dibattito civico e formativo.

Un’autobiografia che parla di squadra

Gli esperti del settore confermano l’importanza di tali iniziative per il dibattito civico e formativo. In questo contesto il vincitore della quinta edizione del premio è Giampaolo Ricci. Il libro Volevo essere Robin. Il mio viaggio fino a qui (De Agostini) propone un racconto centrato sul collettivo più che sul successo personale. L’autore, capitano dell’Olimpia Milano e protagonista in nazionale, racconta il valore del gruppo e il senso della guida lontano dalle luci della ribalta.

La giuria ha valutato fra 44 opere e ha privilegiato un testo che intreccia memorie personali e riflessioni tecniche. Le pagine descrivono la leadership come pratica quotidiana, fatta di sacrificio e routine di lavoro, e non solo come ruolo simbolico. Il libro affronta inoltre temi di formazione e responsabilità, rilevanti per il pubblico milanese e per chi segue il rapporto tra sport e comunità.

Il volume si inserisce nella tendenza che mette al centro storie collettive e modelli di riferimento condivisi. Per il lettore resta un documento utile per comprendere come la leadership si costruisca giorno dopo giorno, sul campo e fuori. Il libro costituisce un contributo al dibattito sulla cultura sportiva e sul ruolo educativo delle squadre.

Dal percorso personale al messaggio collettivo

Il volume prosegue la riflessione iniziata in apertura offrendo una lettura del percorso personale come patrimonio condiviso. Ricci descrive la trasformazione dalle fragilità adolescenziali all’affermazione sportiva attraverso disciplina e coesione, indicate come leve formative. La figura di Robin viene presentata come simbolo di chi opera dietro le quinte per sostenere il successo collettivo. Questo approccio rinforza il contributo del libro al dibattito sulla cultura sportiva e sul ruolo educativo delle squadre.

La serata e gli altri riconoscimenti

La cerimonia ha evidenziato il rapporto tra sport e tessuto civile ed economico, rafforzando la continuità tematica del volume. Sul podio è salito al secondo posto Vertical. Il romanzo di Gigi Riva di Paolo Piras. Al terzo posto si è classificato The day after. Il Grande Torino dopo il Grande Torino di Vincenzo Savasta e Fabrizio Turco. Gli esperti del settore confermano che la narrativa sportiva svolge funzione di custode della memoria e di strumento di interpretazione civile.

Un ex aequo risolto dalla giuria

La votazione ha registrato inizialmente un pareggio tra l’opera di Ricci e quella di Piras. Dopo una rivalutazione dei voti, la giuria ha assegnato il premio a Ricci, decisione che ha ribadito l’attenzione alla qualità narrativa e al contenuto sociale. La fase di scrutinio ha messo in luce la competitività della rosa finale e la volontà della giuria di premiare testi con forte valore civico. Resta atteso il dibattito pubblico sulle tematiche emerse durante la serata.

Il Premio Respect e la visione istituzionale dello sport

Durante la serata è stato conferito il Premio Respect a Vito Cozzoli, amministratore delegato di Autostrade dello Stato, per il libro L’anima sociale industriale dello sport (Piemme Edizione). Il riconoscimento ha valorizzato una visione che coniuga la funzione sociale dello sport con il suo ruolo economico. Gli esperti del settore confermano che lo sport genera inclusione e coesione, ma anche posti di lavoro, innovazione e investimenti pubblici e privati.

La premiazione ha posto l’accento sul ruolo istituzionale nel promuovere politiche integrate. Per Milano e per i visitatori internazionali la prospettiva apre scenari per eventi e infrastrutture capaci di valorizzare il territorio. Resta atteso il dibattito pubblico sulle tematiche emerse durante la serata, che definirà possibili linee di intervento e priorità politiche per il prossimo ciclo amministrativo.

La prefazione di Marotta e il ruolo educativo

In continuità con il dibattito emerso durante la serata, Giuseppe Marotta ha firmato la prefazione del volume di Vito Cozzoli e ha ribadito la valenza formativa dello sport. Ha definito lo sport come palestra di vita, sottolineando che al di là dei risultati agonistici esso forma responsabilità individuali e collettive. Marotta ha richiamato l’attenzione sull’importanza di politiche che garantiscano accesso diffuso alla pratica sportiva, evitando meccanismi che la rendano un privilegio. L’intervento ha inoltre indicato il tema dell’accessibilità come possibile priorità per il dibattito pubblico e amministrativo futuro.

Significato culturale ed economico del premio

L’assegnazione del Premio Ciotti, promossa dal Panathlon Club Milano, conferma l’appuntamento come spazio di incontro tra narrativa sportiva, istituzioni e operatori culturali. L’evento, che prosegue la riflessione già aperta sulla accessibilità, pone lo sport al centro di un discorso pubblico più ampio. Esso funge da motore identitario capace di raccontare esperienze individuali e di orientare politiche culturali. Gli organizzatori sottolineano inoltre il ruolo economico degli eventi sportivi, sia in termini di attrazione turistica sia nelle ricadute su filiere locali.

Una lettura che supera il campo

La vittoria di Ricci rafforza l’idea che la letteratura sportiva assuma funzioni pubbliche. I testi sullo sport documentano percorsi formativi, preservano la memoria collettiva e propongono modelli di responsabilità sociale. La giuria ha valorizzato opere che integrano rigore narrativo e attenzione alle comunità. Nel dibattito emerso durante la serata è stata ribadita la necessità di collocare la pratica sportiva in politiche di inclusione. Un ulteriore sviluppo atteso riguarda l’inserimento del tema dell’accessibilità nelle programmazioni culturali e nelle iniziative territoriali.

La cerimonia nella Sala delle Colonne ha offerto più di una premiazione: è stata un momento di confronto sul senso dello sport contemporaneo. Un capitano ha scelto di raccontarsi come “Robin” e le istituzioni hanno rimarcato il valore sociale e industriale del settore, traducendo il discorso in proposte concrete per promuovere una pratica sportiva aperta e responsabile. In particolare, è emersa l’esigenza di integrare l’accessibilità nelle programmazioni culturali e nelle iniziative territoriali, sviluppo che resta fra i più attesi per le prossime edizioni.

Leggi anche