Nel panorama della formazione creativa italiana, Hdemy Group porta avanti un progetto che punta a crescere senza rinunciare alle identità dei territori.

Il gruppo, fondato a Verona nel 2010 da Nicola Pighi, consolida oggi la propria presenza tra Milano, Verona e Firenze, costruendo un polo formativo che mette in relazione design, comunicazione, cultura del progetto e dialogo con il mondo delle professioni.
Più che una semplice espansione, quella di Hdemy Group è una visione precisa della formazione: unire realtà diverse, valorizzarne la specificità e trasformare la geografia in un punto di forza. In un momento in cui molte scuole creative tendono ad assomigliarsi, il gruppo sceglie invece di investire su una pluralità di sedi, storie e vocazioni che si completano a vicenda.
Un progetto formativo che mette in relazione Milano, Verona e Firenze
Milano, Verona e Firenze non sono soltanto tre città presenti sulla mappa del gruppo, ma tre contesti con un peso preciso nella costruzione del progetto educativo. Ognuna contribuisce in modo diverso alla qualità della proposta formativa.
Verona rappresenta la radice imprenditoriale del gruppo e il luogo in cui il progetto ha preso forma. Firenze porta con sé una tradizione culturale e visiva di enorme rilievo, soprattutto nel mondo della grafica e della comunicazione. Milano, infine, rafforza il contatto con il presente del design, della moda, dell’architettura e delle professioni creative, in una città che continua a essere uno dei principali punti di riferimento italiani e internazionali per il settore.
La forza di questo modello sta proprio qui: non appiattire le differenze, ma trasformarle in risorsa. In un sistema formativo davvero contemporaneo, il territorio non è uno sfondo, ma un attivatore di linguaggi, relazioni, opportunità e visione.
NAD tra Verona e Milano: design, progetto e formazione contemporanea
All’interno del gruppo, un ruolo centrale è svolto da NAD – Nuova Accademia del Design, realtà attiva tra Verona e Milano con percorsi dedicati all’interior, al product e al fashion design.
La sua presenza in due città strategiche permette di costruire un’offerta formativa che tiene insieme metodo, applicazione e confronto con i linguaggi del presente. Verona offre una dimensione concreta, legata al tessuto produttivo e alla costruzione delle competenze. Milano aggiunge invece una connessione più diretta con il sistema professionale del design, con le aziende, con gli eventi di settore e con quella cultura progettuale che nella città trova una delle sue espressioni più riconoscibili.
In questo quadro, la formazione non viene intesa come semplice trasmissione di nozioni, ma come percorso strutturato che accompagna lo studente verso una professionalizzazione reale.
Il valore dei percorsi triennali nell’interior design
Tra i percorsi che meglio esprimono questa impostazione rientra anche il corso triennale in Interior Design, pensato per chi vuole costruire competenze progettuali solide in un settore in continua trasformazione.
L’interior design oggi non riguarda solo l’estetica degli spazi, ma la capacità di leggere i cambiamenti dell’abitare, le nuove esigenze funzionali, il rapporto tra materiali, benessere, sostenibilità e qualità della vita. In questo senso, la formazione richiede strumenti tecnici, sensibilità culturale e visione applicata, non semplicemente creatività astratta.
Firenze e l’eredità culturale di Accademia Cappiello
L’altro asse fondamentale del gruppo è rappresentato da Accademia Cappiello di Firenze, istituzione storica legata al mondo della grafica e della comunicazione visiva. La sua presenza dentro Hdemy Group rafforza una dimensione culturale che va oltre l’organizzazione dei corsi e restituisce spessore all’intero progetto.
Firenze, in questo contesto, non è soltanto una sede. È un luogo che richiama una lunga tradizione visiva e progettuale italiana, capace ancora oggi di dialogare con la contemporaneità. Inserire Accademia Cappiello in un sistema più ampio significa dare continuità a una storia importante, ma anche attualizzarla, rendendola parte di un progetto formativo più articolato e capace di parlare al presente.
Questa relazione tra memoria e innovazione è uno degli elementi più interessanti del polo: non usare la storia come elemento decorativo, ma come fondamento culturale da reinterpretare.
La visione di Nicola Pighi: creatività, metodo e responsabilità

Secondo la visione espressa dal presidente Nicola Pighi, la qualità della formazione non si misura soltanto nella capacità di stimolare la creatività, ma nella costruzione di un metodo. È un principio decisivo, soprattutto in un settore in cui spesso il talento viene raccontato come valore autosufficiente.
La creatività, invece, per diventare professione ha bisogno di struttura, esercizio, confronto con la realtà, cultura del progetto e responsabilità nell’esecuzione. In questo senso, la formazione non è solo ispirazione, ma allenamento alla complessità. Significa aiutare gli studenti a trasformare intuizioni e sensibilità in competenze realmente spendibili.
Questo approccio restituisce anche un significato più serio al ruolo delle accademie: non limitarsi a intercettare aspirazioni, ma accompagnare chi studia in un passaggio importante della propria costruzione personale e professionale.
Perché questo modello formativo può avere un peso nel panorama italiano
Nel contesto attuale, molte realtà educative puntano a crescere ampliando numeri, sedi e offerta. Il progetto di Hdemy Group sembra muoversi in una direzione differente: una crescita selettiva, che prova a mantenere coerenza, qualità e riconoscibilità.
È una scelta che può fare la differenza. Da un lato consente di valorizzare le identità delle singole realtà. Dall’altro permette di costruire un sistema più credibile per studenti e famiglie, ma anche per il mondo delle imprese e delle professioni, che cerca interlocutori formativi capaci di lavorare con serietà e continuità.
Milano, Verona e Firenze diventano così tre nodi di una stessa rete: non sedi replicate, ma città con una funzione precisa nel disegno complessivo del gruppo.
Un polo che guarda al futuro della formazione creativa
Hdemy Group si presenta oggi come un progetto che prova a tenere insieme più dimensioni: radici territoriali, cultura visiva, formazione progettuale e relazione con il mondo del lavoro. In una fase in cui la formazione creativa è chiamata a dimostrare sempre di più il proprio valore concreto, questa impostazione appare particolarmente rilevante.
Il punto non è solo formare designer, progettisti o professionisti della comunicazione, ma costruire percorsi in grado di collegare visione e realtà, cultura e applicazione, identità e futuro. È in questa direzione che il gruppo rafforza il proprio posizionamento tra Milano, Verona e Firenze, delineando un modello che punta sulla qualità del metodo prima ancora che sulla semplice estensione dell’offerta.





