Un film che segue il fermento della Design Week mettendo in primo piano persone, mestieri e trasformazioni urbane

Il progetto cinematografico ‘Lost and Roll’ nasce con l’intento di raccontare Milano durante il Salone del Mobile da una prospettiva diversa: non solo padiglioni e spazi espositivi, ma anche il tessuto umano che anima la città in quei giorni.
Diretto da Gianluca Vassallo, il film si propone come un ritratto corale che osserva incontri, gesti e routine, restituendo la complessità di un evento capace di richiamare oltre 300.000 operatori da quasi 150 Paesi. L’approccio non è documentaristico tradizionale: attraverso sguardi intimi e sequenze libere, il regista costruisce una narrazione che privilegia il quotidiano e il lavoro dietro le quinte.
Milano come palcoscenico e laboratorio umano
Ogni primavera la città cambia ritmo e diventa un vero e proprio ecosistema culturale ed economico: strade che si riempiono di lingue diverse, quartieri che si trasformano in laboratori aperti e spazi pubblici che si caricano di appuntamenti. ‘Lost and Roll’ mette in scena questa mutazione urbana mostrando come il Salone non sia solo una fiera ma un fenomeno che coinvolge cittadini, professionisti e lavoratori. Il film osserva come le trasformazioni spaziali si intreccino con quelle sociali, restituendo l’idea di una città che si reinventa temporaneamente e che, proprio per questo, rivela aspetti meno noti dell’industria creativa.
Un mosaico di volti e mestieri
Al centro della narrazione ci sono volti noti del design e figure apparentemente periferiche: tra i protagonisti compaiono designer come Piero Lissoni, Fabio Novembre, Elena Salmistraro, Gabriele Buratti, Luca Nichetto e Francesca Lanzavecchia, insieme alla presenza istituzionale di Mary Porro, presidente del Salone del Mobile. A queste si affiancano storie di città, per esempio un tassista che raccoglie racconti di passaggio o Munshi, venditore di polaroid, testimone silenzioso di oltre venticinque anni di trasformazioni urbane. L’effetto è quello di un ritratto collettivo, dove la dignità del lavoro diventa il filo che unisce prospettive diverse.
Dalle immagini fisse al linguaggio del film
‘Lost and Roll’ è l’evoluzione filmica del progetto fotografico Comunità Continua, commissionato nel 2026 dal Salone del Mobile a Gianluca Vassallo. La transizione dalla fotografia al documentario ha ampliato il campo d’osservazione, permettendo di seguire gesti, rituali e relazioni in movimento. La produzione è curata da Maddalena Satta per White Box Studio, con contributi tecnici e creativi di rilievo: Francesco Mannironi alla fotografia, Daniele Guarnera al sound design e la colonna sonora firmata dalla pianista inglese Anne Lovette. Questa squadra mette a punto un linguaggio visivo e sonoro che privilegia l’empatia e la prossimità.
Una scelta narrativa sperimentale
Il documentario adotta una forma narrativa senza uno script rigido: sono i protagonisti, attraverso gesti, dialoghi e silenzi, a costruire la storia. Questa scelta consente di registrare momenti autentici, lasciando emergere relazioni e tensioni che spesso restano fuori dalle cronache ufficiali. La voce del film non cerca soluzioni facili ma preferisce assemblare sequenze come tessere di un mosaico, offrendo allo spettatore la possibilità di entrare nella dimensione umana del Salone anziché limitarsi a descriverne l’apparato espositivo.
Anteprima e prospettive di lettura
La preview italiana di ‘Lost and Roll’ è prevista per il 16 aprile 2026 alle 21:15 all’Anteo Cinema Space di Milano, un momento pensato per inserire il film nel cuore temporale della Design Week. L’evento promette di stimolare riflessioni sul rapporto tra creatività, lavoro e città, invitando il pubblico a guardare oltre gli allestimenti per scorgere le dinamiche sociali che rendono possibile la manifestazione. Per chi segue il Salone, il documentario rappresenta una lente nuova per comprendere come l’industria del design si intrecci con vite quotidiane e pratiche urbane.
Perché vedere ‘Lost and Roll’
Più che un resoconto, il film è una proposta di lettura che rivaluta il valore delle persone e dei mestieri che animano la settimana del design. ‘Lost and Roll’ ricompone storie individuali in una narrazione condivisa, riaffermando l’idea che il Salone del Mobile sia anche una realtà fatta di rapporti, sacrifici e consuetudini. Guardare questo documentario significa avvicinarsi a una Milano che lavora, accoglie e si trasforma, partecipando a una conversazione più ampia sul ruolo della cultura e dell’innovazione in città.





