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Sei capolavori in Lis e visite tattili: il Museo del Novecento più accessibile

Il Museo del Novecento amplia l'accessibilità con sei video in Lis, visite tattili e tour con interprete per facilitare la fruizione della collezione novecentesca

Il Museo del Novecento di Milano ha avviato un progetto plurale che integra tecnologie digitali e percorsi sensoriali per aumentare l’accessibilità della collezione. L’iniziativa include contributi video e un calendario di visite mirate e rinnova gli strumenti di mediazione rivolti alle persone con disabilità uditiva e con disabilità visive, garantendo al contempo proposte fruibili da un pubblico eterogeneo.

Il programma mira a facilitare l’accesso culturale e a sperimentare soluzioni inclusive senza alterare l’integrità delle opere, con visite progettate per esigenze differenziate e materiali digitali adattati.

Video in Lingua dei Segni Italiana: contenuti e fruizione

In continuità con le soluzioni inclusive già introdotte, il progetto integra ora sei video realizzati in Lingua dei Segni Italiana (LIS). I contributi sono parte della webapp del museo e sono disponibili sul canale YouTube dell’istituzione, per garantire accesso on demand.

Ciascun video combina la traduzione in LIS con sottotitoli, offrendo una doppia modalità di fruizione: accesso visivo per chi utilizza la lingua dei segni e accesso testuale per chi preferisce leggere le informazioni. Il formato supporta visite differenziate e materiali digitali adattati, coerentemente con l’obiettivo di sperimentare soluzioni inclusive senza alterare l’integrità delle opere.

Dal punto di vista operativo, la disponibilità su webapp e YouTube facilita la consultazione da remoto e l’integrazione con percorsi in presenza. L’accesso rimane permanente e fruibile su richiesta, favorendo sia i residenti sia i visitatori in transito.

Le opere al centro dei video

I video proseguono il progetto di accessibilità con una scelta mirata di opere simbolo della collezione. La selezione facilita la fruizione dei principali passaggi dell’arte del Novecento.

Il percorso include, tra gli altri, Forme uniche della continuità nello spazio e Elasticità di Umberto Boccioni, insieme a Futurismo come contesto di riferimento per le opere futuriste.

Completano il nucleo espositivo Femme nue di Pablo Picasso, Struttura al neon di Lucio Fontana, oltre a Merda d’artista di Piero Manzoni e Lullaby di Maurizio Cattelan. La sequenza propone un percorso cronologico che si estende fino agli anni Novanta.

Formazione e collaborazione: il coinvolgimento degli studenti

La sequenza cronologica delle opere, che si estende fino agli anni Novanta, prosegue ora con un focus sulle pratiche formative. Alla produzione dei video hanno collaborato gli studenti dell’ITSOS Albe Steiner, inseriti in un percorso di alternanza scuola-lavoro. Gli studenti hanno partecipato a fasi concrete di ripresa e montaggio presso il museo, fornendo al contempo competenze tecniche e nuovi sguardi.

Un ponte tra formazione e patrimonio

L’esperienza ha avuto una valenza educativa oltre che tecnica. Ha stimolato riflessioni su come comunicare l’arte e su strumenti necessari per rendere i contenuti fruibili a persone con bisogni diversi, rafforzando le pratiche di accessibilità culturale. Il progetto assume così il ruolo di modello replicabile per istituzioni interessate a integrare pratiche formative e servizi culturali.

Visite tattili e tour con interprete: il calendario di marzo-giugno 2026

Il Museo del Novecento ha previsto una serie di attività in presenza per ampliare l’accessibilità delle collezioni. Tra marzo e giugno 2026 ritorna il ciclo Arte con-tatto, con visite tattili pensate per persone non vedenti e ipovedenti ma aperte a tutti gli utenti interessati. Le iniziative integrano l’offerta digitale del museo e proseguono la strategia di accessibilità avviata nelle settimane precedenti.

Il programma include inoltre tour guidati con interprete e percorsi adattati alle diverse esigenze sensoriali. Dal punto di vista operativo, le attività mirano a favorire l’accesso fisico alle opere e a consolidare il museo come modello replicabile per istituzioni culturali. Il Museo del Novecento comunica i dettagli sulle modalità di partecipazione attraverso i canali ufficiali e mantiene aggiornati i calendari delle visite.

Dettagli delle visite tattili

Le visite tattili si svolgono ogni secondo sabato del mese e riguardano sezioni diverse della collezione. La programmazione prevede gli appuntamenti del 14 marzo, dell’11 aprile, del 9 maggio e del 13 giugno.

Durante gli incontri i partecipanti possono esplorare alcune sculture con il tatto. Le attività includono disegni in rilievo, tavole tattili, supporti audio e schede in braille. Ogni sessione è accompagnata da un’introduzione storica che colloca le opere nel loro contesto artistico.

Visite con interprete LIS

Dopo l’introduzione storica, il museo propone visite guidate dedicate alle persone sorde e con disabilità uditive. Le visite prevedono la presenza di un interprete in LIS per garantire la mediazione linguistica e la piena comprensione delle opere.

Le sessioni sono gratuite e si svolgono ogni primo giovedì del mese alle 19:30. Le date programmate sono il 5 marzo, il 2 aprile, il 7 maggio e il 4 giugno. L’organizzazione raccomanda di prenotare in anticipo per assicurare la disponibilità dell’interprete.

Impatto e prospettive

La misura rafforza l’impegno del Comune di Milano e del museo nel garantire accesso culturale per persone con disabilità uditive, integrando visite con interprete già disponibili. L’uso di strumenti digitali, tra cui video in LIS, e di percorsi sensoriali amplia le modalità di fruizione e facilita la comprensione delle opere. Dal punto di vista strategico, il modello multidimensionale combina media digitali, formazione del personale e adattamenti negli spazi espositivi per ridurre le barriere. Il progetto è pensato per essere replicabile: le procedure adottate possono essere trasferite ad altri musei e istituzioni culturali con adeguamenti minimi alle specificità locali. In prospettiva, la diffusione di pratiche analoghe contribuirà ad aumentare la partecipazione e la qualità dell’offerta culturale, con benefici misurabili nelle modalità di accesso e nelle relazioni con il pubblico.

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