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Benni bosetto rebecca a milano: casa, corpo e immaginario a hangarbicocca

La personale di Benni Bosetto a Pirelli HangarBicocca trasforma lo Shed in una casa immaginaria: sculture, disegni, installazioni e performance indagano memoria, desiderio e pratiche del quotidiano.

Rebecca, mostra personale di Benni Bosetto

Pirelli HangarBicocca ospita Rebecca, la prima grande mostra museale di Benni Bosetto. L’esposizione si svolge dal 12.02.al 19.07.a Milano. L’artista, tra le figure più originali della scena contemporanea italiana, riconfigura lo spazio espositivo trasformandolo in un ambiente che appare domestico e insieme straniante.

I visitatori sono chiamati a muoversi entro una scenografia pensata per rimette al centro la fisicità dei corpi e la dimensione sensoriale dell’abitare.

Idea e ispirazione della mostra

In continuità con la scenografia che richiama la fisicità dei corpi, la mostra parte da un riferimento letterario esplicito. Il titolo evoca il romanzo Rebecca di Daphne du Maurier, dove la casa assume valore di memoria collettiva e presenza attiva.

Benni Bosetto rielabora questo immaginario trasformando lo spazio espositivo in un organismo abitabile. L’allestimento racconta relazioni, eredità psicologica e tensioni d’identità attraverso elementi scenici e installativi.

Le opere integrano riferimenti a pratiche disciplinari come la psicoanalisi e l’antropologia. Questi strumenti interpretativi consentono di leggere la casa come corpo femminile e come luogo di relazioni affettive e simboliche.

Un ambiente come corpo

Proseguendo dalla lettura della casa come corpo femminile, l’allestimento dello Shed si presenta come un interno domestico dilatato. Elementi architettonici, sculture e installazioni dialogano tra loro per costruire un impianto al contempo accogliente e perturbante. La disposizione degli oggetti suggerisce che il luogo conservi memorie e pratiche. Il confine tra casa e soggetto risulta permeabile e in continua trasformazione.

Le opere e i linguaggi adottati

Il progetto espositivo riunisce disegni, sculture, installazioni e performance, molte realizzate appositamente per l’occasione. Attraverso questi media Bosetto intreccia materiali e segni per delineare una poetica centrata sulla fisicità e sulla molteplicità delle esperienze. La scelta di materiali, scale e texture contribuisce a un percorso che oscilla tra sogno e realtà. La fruizione è pensata come lenta e partecipata, favorendo letture stratificate delle opere.

Performance e ritualità

La fruizione è pensata come lenta e partecipata, favorendo letture stratificate delle opere. Le performance inserite nel calendario della mostra fungono da momenti di rottura e rinnovamento del percorso espositivo. Tali interventi trasformano l’osservazione passiva in esperienza condivisa e sollecitano la partecipazione del pubblico. Le azioni performative mettono in luce la tensione tra cura e resistenza, tra autodeterminazione e imposizione. In questo quadro, la ritualità emerge come strategia formale e politica per riattivare relazioni tra spazio, corpi e spettatori.

Temi centrali e letture critiche

Al centro della ricerca di Bosetto si colloca il corpo inteso come soglia e nodo di relazioni. Il corpo funge contemporaneamente da soggetto, scenario e confine delle opere. I lavori interrogano codici di genere, norme di rappresentazione e dispositivi di controllo. La messa in scena del domestico viene proposta come dispositivo politico capace di generare riflessioni collettive e trasformazioni simboliche. I dati ci raccontano una storia interessante: le pratiche artistiche qui presentate privilegiano il dialogo tra esperienze individuali e narrazioni pubbliche, spostando il focus verso pratiche del quotidiano.

Fonti e riferimenti

La mostra, curata da Fiammetta Griccioli, colloca l’opera di Bosetto in un dialogo ampio con la letteratura, il cinema e le scienze umane. L’approccio espositivo amplia la portata interpretativa oltre la mera estetica. L’esperienza museale invita a riconoscere come il mondo domestico sia campo di confronto per concetti quali identità, memoria e potere simbolico.

Informazioni pratiche e accessibilità

Rebecca è visitabile a Pirelli HangarBicocca, Via Chiese 2, Milano, dal 12.02.al 19.07. Gli orari di visita sono giovedì-domenica, 10:30–20:30. La mostra è a ingresso gratuito.

Il museo ha previsto misure per favorire l’accessibilità e servizi dedicati alle famiglie e alle persone con disabilità. Il sito ufficiale del museo riporta eventuali aggiornamenti su aperture straordinarie o variazioni di orario.

Ricezione e visita

L’allestimento prosegue il dialogo con letteratura, cinema e scienze umane già avviato dalla curatela. L’opera induce a riconsiderare il rapporto tra spazio, memoria e corpo. La fruizione diventa occasione per osservare pratiche di cura, gesti intimi e rituali che definiscono i vissuti domestici. La casa è proposta come luogo di pensiero e di azione collettiva, non solo come spazio privato.

Il pubblico milanese e i visitatori stranieri sono chiamati a confrontarsi con installazioni che favoriscono l’esperienza sensoriale e riflessiva. Il museo segnala eventuali aggiornamenti su aperture straordinarie o variazioni d’orario esclusivamente sul sito ufficiale.

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