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Liceo Manzoni occupato, Salvini: “Invitatemi”. Il botta e risposta con gli studenti

La preside minaccia il 5 in condotta a chi resta a dormire a scuola

Occupato il liceo Manzoni di Milano, Salvini: "Invitatemi"

Nella giornata di lunedì 26 settembre gli studenti del liceo classico Manzoni di Milano hanno occupato la scuola. La motivazione? Tra le ragioni la vittoria del centrodestra alle elezioni politiche.

Manzoni occupato: l’intervento della preside

L’iniziativa di protesta, oltre al risultato delle elezioni, nasce per portare l’attenzione sul tema dell’alternanza scuola-lavoro e sull’emergenza climatica.

I ragazzi, dopo aver organizzato un picchetto all’ingresso, si sono riuniti in palestra in assemblea per discutere dell’occupazione. L’obiettivo è quello di rimanere a dormire all’interno dell’edificio di via Orazio nella notte tra lunedì e martedì per poi riprendere regolarmente le lezioni mercoledì.

Milena Mammani, preside del liceo, ha convocato un consiglio d’istituto straordinario avvertendo che gli studenti che dormiranno a scuola prenderanno il 5 in condotta nel primo quadrimestre.

Non una ‘punizione’ per chi protesta, ma un richiamo di responsabilità. Infatti, durante le precedenti occupazioni si sarebbero verificati danni alla struttura per una spesa di 10mila euro.

Manzoni occupato, Salvini: “Invitatemi a parlare di scuola e futuro”

Sull’occupazione è intervenuto Matteo Salvini, segretario della Lega ed ex studente della scuola: Ho fatto occupazioni per i motivi più vari ed eventuali. Ho fatto autogestioni, scioperi. Si bigiava, figurati se al Manzoni non fanno un’occupazione per la vittoria del centrodestra.

Mi preoccuperei se non la facessero”. Inoltre, ha chiesto agli studenti di invitarlo “come ex manzoniano a parlare di scuola e futuro e di giovani”.

Tuttavia, il collettivo degli studenti respinge l’invito al mittente. In un post su Instagram hanno scritto: Non vogliamo una persona razzista, sessista e xenofoba nella nostra scuola. Non siamo noi i tuoi elettori. Vogliamo una società inclusiva, un’Italia per tutt*, un futuro, che tu non ci vuoi dare.

Non stiamo occupando per la pace nel mondo o per saltare le lezioni, bensì contro la salita al potere di un governo fascista. Vorremmo vederti a parlare di istruzione e giovani quando nelle tue proposte elettorali non ne parli proprio. Noi ora siamo all’interno del nostro istituto, a creare un luogo di dibattito inclusivo, ma al di fuori di cui l’inclusività non è sicuramente tra i vostri principali interessi”.

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