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Università Bicocca, Paolo Nori rinuncia al corso su Dostoevskij: “Non conosco scrittori ucraini”

La slavista Serena Vitale interviene sulla vicenda

Bicocca, Paolo Nori non terrà il corso su Dostoevskij: “Non conosco scrittori ucraini"

Lo scrittore Paolo Nori annuncia su Facebook che non terrà il corso su Fëdor M. Dostoevskij all’università Bicocca di Milano.

Bicocca, Nori rinuncia al corso su Dostoevskij: “Lo farò altrove”

“Il prorettore di Bicocca Casiraghi racconta i motivi per cui hanno sospeso il mio corso.

Per ‘ristrutturare il corso e ampliare il messaggio per aprire la mente degli studenti. Aggiungendo a Dostoevskij alcuni autori ucraini’. Non condivido questa idea che se parli di un autore russo devi parlare anche di un autore ucraino, ma ognuno ha le proprie idee. Se la pensano così, fanno bene. Io purtroppo non conosco autori ucraini, per cui li libero dall’impegno che hanno preso e il corso che avrei dovuto fare in Bicocca lo farò altrove (ringrazio tutti quelli che si sono offerti, rispondo nel giro di pochi giorni)”.

Queste, le parole di Nori in merito alla questione.

Bicocca, Nori rinuncia al corso. Vitale: “Dostoevskij non era pazzo, era russo”

Anche la slavista Serena Vitale, scrittrice e per molti anni docente alla Cattolica di Milano, interviene sulla vicenda. La scrittrice sottolinea che non sarebbe giusto rinunciare all’80% della cultura europea ottocentesca a causa della crudeltà e della pazzia di Putin: “Dostoevskij non era pazzo, era russo”.

Secondo Vitale, la rettrice della Bicocca ha commesso uno sbaglio e ironizza: “Dobbiamo buttare tutti i libri russi che conserviamo nelle nostre biblioteche?”.

Bicocca, Nori rinuncia al corso su Dostoevskij: il potere del politically correct

La slavista conclude: Sono orgogliosa di amare la Russia, vi ho trascorso molti anni, ho trovato accoglienza anche se ho avuto problemi burocratici: negli anni Sessanta la vita era difficile ma io non me la prendevo con i singoli russi, anzi ho trovato in loro tanta solidarietà”.

A fermare il corso di Paolo Nori non è stata la guerra, ma il politically correct.

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