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Andrea Valentini: “Con Milano ho un rapporto difficile”

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Da Alessandria a Milano passando per Roma: la vita e la carriera di Andrea Valentini nell'intervista per Bella Milano.

andrea valentini
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L’unione tra editoria e musica gli ha permesso di fare delle sue grandi passioni un lavoro: la vita, la carriera e il rapporto con Milano raccontate da Andrea Valentini.

Intervista ad Andrea Valentini

Sei una delle poche anzi sei l’unica persona che che conosca a vivere di scrittura e alla fine non sto parlando con un giovane bohemiene ma con un adulto con famiglia che scrive di musica in un periodo in cui la musica è in crisi e l’editoria anche, quale è il segreto?

Descritta così sembra quasi una cosa fighissima! Hahahaha… all’atto pratico è un filo meno poetica la faccenda.

E purtroppo non c’è nessun segreto (se ci fosse me lo terrei ben stretto o pubblicherei dei bei manuali all’americana tipo “Diventa scrittore e crea il tuo best seller in 10
semplici passi”!).

In realtà, senza voler fare patetico pietismo o lamentarmi, dico che dietro c’è una gran Fatica (maiuscolo), una particolare tolleranza ai Rospi (maiuscolo) da ingoiare, probabilmente un bel po’ di passione – che con gli anni, però, tende ad affievolirsi a colpi di randello – e anche la forza di reinventarsi ciclicamente, adattandosi a fare molti mestieri “di cucina” legati alla scrittura (editing, correzione bozze…) oppure scrivendo senza firmare in ambiti come i contenuti web, l’ufficio stampa, il copywriting per i social.

E, quando sono fortunato, traduco anche qualche libro di musica – che è una cosa che mi piace tantissimo.

In ogni caso bisogna sempre fare una mezza dozzina di cose insieme, perché nessuno ti ricopre propriamente di denaro. Anzi.

metallica

Dall’editoria indipendente con Tsunami edizioni alla secolare Hoeply . Due diverse realtà milanesi. C’è un trait d’union culturale tra le due realtà che possono esser riconducibili a te o che hai trovato?

Domanda non semplice. Credo siano due realtà radicalmente diverse, sia nella loro intrinseca essenza che nel modo in cui ci siamo reciprocamente approcciati. Il rapporto con Tsunami è iniziato in amicizia e così continua: abbiamo lavorato insieme, ma in un’atmosfera molto libera e non convenzionale, accomunati dalla passione per la musica e i libri.

Hoepli è una grossa azienda, in cui il contatto umano è giocoforza ridotto e vigono dinamiche differenti, tipiche – nel bene e nel male – delle situazioni “strutturate” e grosse, con gerarchie, procedure, pesi e misure.

Per quanto mi concerne, l’unico trait d’union che vedo fra le due realtà è legato al fatto che in entrambi i casi mi sono occupato/mi occupo di libri di argomento musicale – ma anche qui, ci sono tangibili differenze: più specializzati i libri di Tsunami, più mainstream quelli di Hoepli, in base ai rispettivi target.

Da Alessandria a Milano, dal Piemonte alla Lombardia, prima in città a Milano poi nella città metropolitana milanese. Come è andata? Differenze?

Ti dirò di più: il giro è stato ancora più complesso, perché ho fatto Alessandria-Roma-Milano, quindi doppio shock culturale, se mi concedi la battuta. Le differenze Roma-Milano sono profonde, a volte anche stereotipate, ma ci sono e non mi lancio nelle solite osservazioni trite e ritrite.

Le differenze fra una piccola città come piemontese come Alessandria e Milano sono più legate, invece, alle dimensioni e al fatto che io sono fondamentalmente uno che non ama troppo la confusione – e infatti ormai da qualche anno vivo nella campagna qualche chilometro a sud di
Milano. Per quanto a volte mi sembri di essere Napoleone a S. Elena (qui ci sono solo un panettiere, un paio di bar, un dispensario farmaceutico, una lavanderia a gettoni, una pizzeria da asporto e un fruttivendolo – stop), apprezzo la relativa quiete che offre il luogo dove abito ora: il non dovermi dannare per parcheggiare o per organizzare gli spostamenti più piccoli, avere il verde tutto intorno e tutte queste cose forse un po’ da vecchio babbione, ma che nel mio caso fanno la differenza.

Mi aiuta anche il fatto di avere il privilegio di lavorare al 90% in casa, per cui la metropoli la incontro solo quando vado a qualche riunione o decido di avventurarmi per riassaggiare “la civiltà”.

dischi

Ok, in che rapporti sei con Milano. Spesso mi sembri ai ferri corti . Ti riconcigli mai? Cosa ami e cosa detesti?

Hai fatto centro. È un rapporto difficile, lo ammetto, sicuramente in parte a causa del mio essere “piemontese”… nel senso che spesso patisco davvero tanto – e mi incavolo anche – di fronte a certi modi troppo spicci o poco gentili della proverbiale “Milano che lavora”. Non mi piace poi il campanilismo, lo ammetto. Milano è stata e ancora è (anche se ho la sensazione tangibile che ci sia stato un forte declino) un posto vivo, speciale, però mi urta chi non perde occasione per rimarcarlo, magari a sproposito.

Diciamo che Milano mi piace nelle occasioni in cui riesco a viverla alle mie condizioni: ecco, questo è il mio limite. Mi piace quando, magari dopo una riunione veloce (le migliori!), ho un paio d’ore per passeggiare in centro la mattina, studiare palazzi e negozi, bere qualcosa in un bar, entrare in un negozio di dischi o in una libreria e trovare qualcosa di bello. Mi piace quando c’è un concerto che mi interessa tanto e posso andarlo a vedere. Mi piace quando non mi coinvolge nella sua frenesia (o io riesco a non farmi coinvolgere). Mi rendo conto che è una mia patologia, chiaramente.

Quando andrai via da Milano dove andrai?

In questo momento non ho un’idea, anche se in effetti forse dovrei iniziare a pensarci… non ho più 20-30 anni e l’ipotesi di un cambio di luogo – anzi location – in un’ottica di maggiore serenità/godimento personale non mi dispiacerebbe. Anche se tutto dipende troppo dal sempiterno fattore economico: bisogna potersi permettere certi cambiamenti.

Senza pensarci troppo, però, ti rispondo che mi piacerebbe tornare dalle mie parti, nella campagna appena fuori Alessandria, magari iniziando anche a occuparmi di qualcosa che ha a che fare con l’agricoltura specializzata (mi sono trovato a leggere cose interessanti sulla coltivazione di erbe medicinali per l’industria farmaceutica, per dirne una). Ma mi piacerebbe tanto anche spostarmi vicino al mare, se mi perdoni lo stereotipo. Chissà…

Leggi anche la precedente intervista della rubrica Bella Milano

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