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Chi era Cini Boeri, architetto e designer milanese

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Scopriamo insieme chi era Cini Boeri, la donna che ha portato il design italiano in tutto il mondo

Cini Boeri
Cini Boeri

Cini Boeri è una designer e architetto italiana che ha letteralmente segnato la storia. Quello che da sempre ha contraddistinto il suo lavoro è stato principalmente il desiderio di esprimere, sempre, qualcosa di innovativo senza perdere di vista l’uomo e lo spazio che lo circonda.

Guardando i suoi lavori, tanto di design quanto di architettura, sembra essere una vera e propria necessità per Cini Boeri, quello di proporre sempre qualcosa di diverso, facendo del nuovo la sua propria firma. Novità che però, con la loro funzionalità e grazia, una volta realizzate, sono entrate nel mondo del design e dell’architettura lasciando un segno indelebile e creando, immancabilmente, una loro influenza nel settore. Scopriamo quindi insieme, chi era Cini Boeri.

Chi era Cini Boeri

Maria Cristina Mariani Dameno, coniugata Boeri, per tutti Cini Boeri, nasce nel 19 giugno 1924 a Milano. Laureatasi nel 1951 al politecnico di Milano, diventa prima allieva del famoso architetto e designer italiano del dopoguerra, Giò Ponti, poi di Marco Zanuso, anch’esso architetto, designer ma anche urbanista e uno dei primi a studiare nuovi modi per rinnovare oggetti di uso comune, utilizzando materiali nuovi e le nuove tecnologie.

Cini Boeri riesce ad assimilare il meglio da queste esperienze, competenze che poi saranno amplificate dal suo indiscusso talento che riuscirà ad esprimere sin da subito, quando decide di aprire un proprio studio nel 1963. Già nel 1964 infatti inventa uno dei pezzi più importanti del design italiano, la poltrona Borgogna, ideata per Arflex. Una poltrona comoda, che facilmente si potesse spostare in casa e che potesse contenere tutto il necessario per rilassarsi dopo lavoro come libri, telecomando, e persino il telefono, che spunta nel bracciolo con una cornetta nera.

Accanto anche la luce e un leggio. Insomma unire praticità, tecnologia, comodità, tutto quello che ancora oggi i clienti vogliono. Da quel momento la strada sarà tutta in discesa.

Cini Boeri i cimeli del design

Da quel momento i suoi lavori diventano sempre di più innovativi e geniali, e Cini Boeri è destinata a fare la storia del design. Nel 1967 crea la poltrona monoblocco Bobo e cubotto, sempre per Arflex.

Poi nel 1968 crea Bengodi, il divano entrato nella mente di tutti come “Il Divano” e che per questo motivo Cini Boeri ha ripreso nel 2009, grazie alla sua capacità di essere comodo e versatile, adattandosi facilmente a ogni tipologia di spazio. Poi il divano Strips disegnato nel 1968 e per il quale vince anche il premio Compasso d’Oro nel 1979. Il divano Strips si distingue da tutti gli altri perché un divano con un rivestimento che ricorda una trapunta. Anche questo progetto, amatissimo soprattutto in America, è stato poi reinventato a più riprese, cambiando materiali e colori, restando un evergreen del design d’interni. Mai andato in vendita invece Strips, disegnato nel 1971, che invece è un divano a serpente, realizzato con schiuma integrale, le cui dimensioni possono variare a seconda delle necessità. Infine ricordiamo, tra i progetti più memorabili, la poltrona ghost, ideata nel 1987 per Fiam.

I lavori in architettura

Cini Boeri ha saputo lasciare il segno anche nei suoi progetti di architettura. Ha progettato in Italia e all’estero case unifamiliari, ville, appartamenti, allestimenti museali, uffici, negozi, dedicando costantemente grande attenzione allo studio della funzionalità dello spazio e ai rapporti psicologici tra l’uomo e l’ambiente. Tra i suoi progetti la casa rotonda a La Maddalena, che con le sue curve si incastra tra le rocce dell’ambiente circostante, stessa cosa per l’intonaco, che non interferisce col panorama circostante, bensì si mimetizza con esso. Richiama la storia architettonica del posto invece la casa a forma di torre agricola, realizzata a Vigolzone, Piacenza.

Cini Boeri ci ha lasciati a 96 anni, lo scorso 9 settembre 2020. Con i suoi progetti, sempre attenti all’ambiente e all’uomo, a come questi due mondi potessero dialogare tra di loro nel modo migliore, senza mai ripetersi o essere ancorata ad uno stile, ma cercando di superare sempre se stessa e gli altri, è senza dubbio una dei designer e architetti più importanti d’Italia.

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