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Andrea Sabatini: “Milano è una città che sa stupire chiunque”

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Andrea Sabatini, pinstriper di successo, ha raccontato curiosità sul suo lavoro e sul rapporto con la città a Notizie.it | Milano.

andrea sabatini
andrea sabatini

Nato nel 1975 in Abruzzo, si trasferisce a Milano nel 1996, dove collabora con le più importanti case di post-produzione milanesi realizzando effetti speciali per il cinema e la tv. Nella sua carriera ha partecipato ai più importanti eventi del settore italiano con esibizioni live, esponendo quadri in diverse mostre colletive arrivando fino ad Hollywood.

Nell’intervista a Notizie.it | Milano ha raccontato il suo rapporto con la città

Intervista ad Andrea Sabatini

Andrea a.k.a. Explo, maestro di pinstriping di fama internazionale. Raccontaci cosa è il pinstriping e come sei arrivato a questa forma d’arte. So che fai pinstripe su qualsiasi superficie e di qualsiasi dimensione, questo ti ha portato a lavorare su gioielli, surfboard, caschi da moto, moto custom e hot road, bottiglie e altro…raccontaci tutto insomma.

L’arte del pinstriping è una delle tecniche più vecchie nel Kustom Painting. Nasce nella California degli anni 50 con uno dei suoi massimi esponenti Kenneth “Von Dutch” Howard ed il suo emblematico “Occhio Alato”. In definitiva è una forma d’arte molto semplice e antica, utilizzando un particolare pennellino a setole di scoiattolo, dello smalto professionale e poche gocce di diluente. È tutta questione di manualità, buon gusto e senso dell’equilibrio geometrico, proprio perché nella maggior parte dei casi si sviluppa simmetricamente.

Diciamo che è stato un amore a prima vista. Sin da ragazzino ho sempre amato disegnare e decorare. Seguivo il mondo del Custom cartaceo, sulle riviste del settore e lentamente ho nutrito interesse per quelle curiose e affascinanti decorazioni ben in mostra sui cofani opulenti 50s o
sulle forme slanciate dei serbatoi e parafanghi.

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Ho iniziato per passione da autodidatta agli inizi del 2004, acquistando via internet un paio di pennelli dall’America senza alcuna idea di approccio ma affrontando tutto con pazienza, testardaggine e impegno. Ho avuto la fortuna e l’onore di trovare un confronto tecnico con uno dei più grandi pinstriper italiani, Ettore “Blaster” Callegaro da Chioggia. Di base il pennello da pinstriping si impugna tra pollice e indice, mentre le altre dita vengo usate per far scorrere la mano lungo la superficie. La giusta combinazione di velocità di esecuzione, grado di diluizione della vernice e pressione della punta del pennello, consente di mantenere uno spessore della linea costante, anche in presenza di curvature. È necessario sviluppare un certo grado di concentrazione e prestare totale attenzione durante l’esecuzione, perché non ci si
improvvisa. Serbatoi, cofani, caschi, surfboard, skateboard, strumenti musicali, tele pittoriche, oggetti di design…nel pinstriping non c’è limite al supporto da decorare.

Il fatto di sperimentare su superfici differenti, stimola la mia vena creativa e aiuta a migliorarne la tecnica. Il bello del pinstriping è lasciarsi trasportare dall’istinto con gusto, eseguire una linea dopo l’altra che vada a valorizzare la superficie che si sta dipingendo…qualsiasi area liscia troverà la sua esaltazione grafica.

Negli ultimi 3 anni ho voluto sfidare le mie capacità pittoriche…partendo dalla voglia di un ciondolo personale, ho realizzato dei mini caschi da moto in metallo (misurano solo 1,8cm) su cui dipingo con la tecnica del pinstriping e della micro pittura, personalizzandoli a seconda delle
richieste. Sono ciondoli creati per essere portati al collo o usati come portachiavi. Ogni pezzo è unico, numerato e con certificato di autenticità. Per la loro unicità sono apprezzati non solo dal motociclista sfegatato, ma anche dai non appassionati delle due ruote e stanno avendo grande successo! Una passione che unisce il mio essere motociclista e artista allo stesso tempo.

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Tu sei milanese di adozione. Come ti ha accolto Milano e come ha accolto la tua arte e come ti rapporti con la città ?

Sono dell’idea che Milano o la si ama o la si odia…non ci sono mezzi termini. Era il lontano Agosto del 1996 quando arrivai a Milano con il mio primo treno Intercity, partito da Pescara…si, sono di origine abruzzese e avevo 21 anni. Questa città inizialmente ti spiazza, poi ti
affascina…ritmi quotidiani frenetici, stile di vita nuovo ma mi sono subito abituato! Si approdava alla “Milano da bere”, all’aperitivo facile, alle mostre d’arte, agli eventi mondani ed il cerchio delle conoscenze aumentava e dava il via a nuove collaborazioni con personaggi eclettici e visionari in diversi settori, anche quando Facebook e Instagram non esistevano ancora…ahhhh, bei ricordi in quel periodo quando la lira valeva e i soldi giravano. Offre moltissimo a chi a voglia di mettersi in gioco e lavorare a testa bassa…l’importante è voler perseguire la propria strada e crederci.

Arrivano anche grandi soddisfazioni a livello artistico: pubblicazioni su diverse riviste del settore italiane ed estere, docente per corsi di pinstriping presso Associazioni artistiche, la pubblicazione nel 2013 sul prestigioso libro inglese “Pinstripe Planet 3”, unico italiano selezionato tra 20 artisti da tutto il mondo, unita alla possibilità di farmi conoscere in giro con esibizioni live e partecipare a mostre personali e collettive tra Milano, Roma e Hollywood, sempre legate al mondo del pinstriping, del pop surrealismo e della cultura Tiki Hawaiiana.

Che consigli dai a chi si vuole avvicinare a questa forma d’arte?

Affrontare quest’antica arte richiede sicuramente una buona dose di pazienza e perseveranza. Esercitarsi molto per prendere confidenza con la tecnica in modo da acquisire la sensibilità necessaria, il tutto con umiltà, mostrando rispetto per ogni oggetto decorato. Bisogna avere
passione, mai lavorare in maniera approssimativa. La gente fuori dal nostro mondo deve rimanerne appagata, farla crescere culturalmente, affascinarla, avvicinarla a queste nuove sensazioni visive.

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Sta nascendo tanta curiosità in merito, tra appassionati del genere e non. Molte persone mi contattano in cerca di un consiglio o dove reperire il materiale necessario per iniziare a dipingere e questo mi gratifica molto. Il pinstriping è una forma d’arte ancora tutta da scoprire in Italia e io sto crescendo insieme a lei.

Da quando hai messo piede a Milano come la trovi cambiata negli anni?

Sono passati 24 anni da quando ho messo piede a Milano. Urbanisticamente parlando la trovo indubbiamente cambiata ed è molto cresciuta a livello architettonico : grattacieli, parchi, musei, fondazioni, hotel e ristoranti hanno modificato per sempre lo skyline della città. Non più soltanto la grigia capitale del business, Milano è una città capace di stupire chiunque, dove la vita scorre veloce 24 ore al giorno e ogni business può trovare la giusta collocazione. Si dimostra la vera capitale del paese, accogliente, intuitiva, innovativa, attenta ai giovani, all’ambiente e allo sport.

Il tuo è un lavoro molto solitario per certi versi perché quando non sei outdoor per fare insegne o decorare moto o hot rod trascorri molto tempo nel tuo studio tra vernici, pennelli e solventi, così immagino che stai affrontando questa cattività dovuta al covid19 meglio di altri.

Assolutamente si! In sostanza non è cambiato molto del mio stile lavorativo in studio. Certo, i ritmi sono rallentati, non ho consegne dell’ultimo minuto come può capitare solitamente e questo mi ha permesso di dedicarmi ai progetti personali che durante l’anno devo trascurare per dar spazio ai lavori più’ importanti.

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Tra i barattoli di smalti impilati, il mio kit di pennellini riposti con cura nell’astuccio, la luce artificiale fredda delle lampade sul tavolo, sono immerso nel totale silenzio…non ho musica di sottofondo ad accompagnarmi…si percepiscono soltanto le setole del pennellino quando viene “caricato” di vernice sul foglio di carta, i polpastrelli delle dita che scorrono sulla superficie che sto decorando…riesco quasi ad avvertire il battito del mio cuore e solo il respiro, a mò di metronomo, scandisce il ritmo della giornata. Preferisco concentrarmi in questo modo: mente sgombra pronta a nutrirsi di idee.

Fare pinstriping rappresenta un momento magico, dove dar sfogo alla libera interpretazione e proprio perché ogni linea è tirata a mano libera, tutto diventa unico e irripetibile. Il fascino che regala un pinstriper durante le fasi di decorazione è impagabile. È una filosofia da
rispettare.

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