Nel pomeriggio di domenica 18 ottobre, un pastore belga Malinois, appartenente a una residente di zona Niguarda, è scappato improvvisamente durante una passeggiata con il suo fidanzato. L’animale, stimato in circa 2.000 euro è scomparso tra le vie del quartiere, innescando una serie di ricerche da parte della proprietaria.
La donna, disperata, ha distribuito decine di volantini con la foto del cane e i propri recapiti, sperando in una segnalazione da parte dei passanti. Il giorno successivo, una telefonata inattesa proveniva da una ventiseienne che sosteneva di aver trovato il cane, ma ha subito avanzato una richiesta di 1.000 euro per la riconsegna, trasformando un gesto di solidarietà in un evidente ricatto.
Il furto del cane e la richiesta di riscatto
Secondo le ricostruzioni, la giovane ha riferito alla proprietaria che il cane era in suo possesso, ma ha fissato come condizione il pagamento di una somma di mille euro. La proprietaria, convinta di fronte a un’offerta troppo sospetta, ha rifiutato e ha immediatamente sporto denuncia presso la Polizia locale di Milano. L’Unità territoriale 9 è intervenuta senza indugio, avviando le indagini per identificare la chiamante e verificare la provenienza del cane.
Identità dei sospetti
Le indagini hanno permesso di rintracciare la telefonata e di stabilire che la voce era quella di una donna italiana di 26 anni. Essa ha dichiarato che il cane era custodito dal suo compagno, un giovane di 22 anni di origine palestinese. Entrambi sono risultati coinvolti nella vicenda e sono stati denunciati per tentata estorsione. Il ragazzo era già noto alle forze dell’ordine e risultava sottoposto all’obbligo di firma presso la stazione dei Carabinieri di Bollate.
L’intervento della Polizia locale e le conseguenze legali
Gli agenti dell’Unità territoriale 9 si sono recati direttamente all’appartamento della giovane, dove hanno constatato che il cane non era presente. È stato invece trovato nella casa del fidanzato, il ventiduenne palestinese. Dopo aver verificato l’identità dell’animale, gli agenti hanno provveduto a consegnarlo alla legittima proprietaria, che l’ha ritrovato in buone condizioni.
Entrambi i sospetti sono stati notificati all’autorità giudiziaria per tentata estorsione in concorso. La denuncia apre la procedura penale, con la possibilità di recepire sanzioni pecuniarie e restrizioni di libertà personale. La vicenda ha evidenziato l’importanza della tempestiva denuncia da parte della vittima e dell’efficace operatività della Polizia locale di Milano nel contrastare i tentativi di ricatto.
Il caso, ora alle spalle della proprietaria, rimane un monito per i cittadini: la restituzione di animali smarriti deve avvenire attraverso i canali ufficiali e non mediante richieste di denaro, altrimenti si incappa in reati punibili come l’estorsione.



