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Come si vota il 24 e 25 maggio 2026 nella Città metropolitana di Milano

Scopri in modo chiaro i comuni coinvolti, gli orari di apertura dei seggi e le regole per esprimere le preferenze alle elezioni comunali 2026

Come si vota il 24 e 25 maggio 2026 nella Città metropolitana di Milano

La Città metropolitana di Milano vede chiamati alle urne i cittadini di nove comuni durante le elezioni amministrative del 2026. Il voto si svolgerà domenica 24 maggio 2026, dalle 7 alle 23, e lunedì 25 maggio 2026, dalle 7 alle 15. In queste giornate gli elettori eleggeranno i sindaci e rinnovare i consigli comunali, seguendo modalità specifiche a seconda della dimensione demografica dei singoli comuni.

Questa guida sintetica spiega in modo chiaro chi è chiamato a votare, quali documenti portare, come funzionano il ballottaggio e le preferenze, e cosa fare in caso di tessera smarrita o documento scaduto. L’obiettivo è offrire un quadro pratico per presentarsi al seggio preparati e con cognizione di causa.

Comuni interessati e calendario

I nove comuni della Città metropolitana di Milano coinvolti sono: Bollate, Corsico, Legnano, Parabiago, Segrate, Baranzate, Cuggiono, Magnago e Vittuone. Tra questi, cinque superano la soglia dei 15mila abitanti: Bollate, Corsico, Legnano, Parabiago e Segrate, mentre gli altri quattro sono comuni con popolazione inferiore a 15mila abitanti.

Nei comuni con più di 15mila abitanti è prevista la possibilità dell’eventuale ballottaggio se nessun candidato raggiunge la maggioranza assoluta al primo turno: in questo caso il turno di ballottaggio è calendarizzato per domenica e lunedì, nelle stesse fasce orarie, ovvero il 7 e 8 giugno 2026. Inoltre, il ballottaggio si attiva anche in quei casi estremi in cui i due candidati al primo posto risultino perfettamente in parità.

Orari dei seggi

I seggi saranno aperti domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. È importante verificare il proprio collegio elettorale sull’avviso comunale o sui siti istituzionali per conoscere la sezione di appartenenza. In prossimità del voto gli uffici comunali pubblicheranno eventuali aggiornamenti operativi.

Documenti necessari e servizi comunali

Per votare è necessario essere in possesso della tessera elettorale e di un documento di identità valido. Gli uffici anagrafe ed elettorali dei comuni interessati mantengono orari di apertura ampliati nei giorni precedenti e anche durante le giornate di voto per consentire il rilascio o la sostituzione della tessera e il rinnovo del documento.

Se la tessera elettorale è smarrita o gli spazi per i timbri sono esauriti, è possibile richiederne una nuova recandosi in comune; analogamente, se il documento di identità è scaduto o smarrito, gli uffici preposti possono rilasciarne uno sostitutivo nei limiti delle procedure vigenti.

Cosa fare in caso di problemi con i documenti

In caso di smarrimento conviene rivolgersi tempestivamente all’ufficio anagrafe del proprio comune: spesso sono previste aperture straordinarie e la possibilità di emissione immediata della nuova tessera. Conservare copia o numeri identificativi può accelerare le verifiche. Ricordate che senza documento valido non è possibile esercitare il diritto di voto.

Come si vota: regole e esempi pratici

Le modalità di voto cambiano a seconda che il comune superi o meno i 15mila abitanti. Nei comuni sopra la soglia il sistema prevede la possibilità di tracciare una croce sul nome del candidato sindaco e/o sul simbolo della lista: è inoltre consentito esprimere una o due preferenze per i candidati al consiglio comunale, con la regola che se si scelgono due preferenze devono essere di sesso diverso (nota come preferenza di genere).

Una croce apposta sul simbolo della lista viene automaticamente attribuita al candidato sindaco sostenuto da quella lista; al contrario, segnare solo il nome del candidato sindaco non trasferisce automaticamente il voto alle liste che lo appoggiano. In questi comuni è ammesso il voto disgiunto, cioè votare per un candidato sindaco e per una lista che non siano collegati.

Esempi pratici di voto

Per chiarire: se un elettore appone la croce sul simbolo della Lista A, il voto va sia alla lista sia al sindaco indicato dalla Lista A. Se invece l’elettore segna solo il sindaco, il voto vale per lui ma non si estende automaticamente alle liste che lo sostengono. Se desidera votare sindaco e una lista diversa può farlo grazie al voto disgiunto.

Nei comuni con meno di 15mila abitanti, invece, ogni candidato sindaco è sostenuto da una sola lista: la croce sul sindaco o sulla lista si trasferisce automaticamente e non è possibile esercitare il voto disgiunto. Anche in questi comuni restano valide le regole sulle preferenze per il consiglio e l’obbligo della preferenza di genere se se ne esprimono due.

Partecipare al voto significa conoscere le regole di base: portare la tessera elettorale e un documento di identità valido, verificare la propria sezione, e ricordare le differenze operative tra comuni grandi e piccoli. Informarsi in anticipo presso il proprio comune evita imprevisti e garantisce che la propria scelta sia espressa correttamente alle elezioni comunali 2026.

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