Camminare per riscoprire il territorio: l'arrivo dei pellegrini della Via Francisca a Abbiategrasso celebra storia, natura e nuove alleanze locali

Prendere il tempo per osservare è un atto politico oltre che personale: chi sceglie il passo rallentato privilegia la scoperta lenta dei luoghi. I gruppi di camminatori della Via Francisca del Lucomagno, partiti il 27 marzo, hanno vissuto questa esperienza camminando fino all’entrata di Abbiategrasso, raggiunta nel primo pomeriggio di mercoledì 1 aprile.
L’accoglienza ufficiale ha trasformato un arrivo in una testimonianza pubblica del valore del cammino come dispositivo di rilancio culturale e territoriale, con istituzioni locali presenti e un clima di condivisione che ha messo al centro il paesaggio e la comunità.
La Via Francisca del Lucomagno non è solo un percorso: è il risultato di una memoria storica che collegava la pianura padana al centro Europa attraverso il territorio svizzero. Nella sua versione contemporanea la tratta parte da Costanza e si conclude a Pavia, dove si innesta sulla Via Francigena. Questo collegamento rende la via un elemento strategico per il turismo lento e per la lettura integrata di ambienti naturali, siti storici e comunità locali, offrendo un’alternativa alla frenesia dei trasferimenti motorizzati e favorendo una fruizione attenta e rispettosa del territorio.
Un arrivo simbolico a Abbiategrasso
L’entrata dei camminatori al Castello Visconteo ha avuto un carattere altamente simbolico, perché il luogo è anche il punto di partenza di un progetto nato nell’area. All’incontro erano presenti il sindaco Cesare Nai, la vicesindaco e assessore al turismo Beatrice Poggi e la consigliera del Parco del Ticino Silvia Bernini, che hanno ribadito come il cammino contribuisca a mettere in rete valori paesaggistici e risorse culturali. Nel castello è stato ricordato anche l’avvio, nel maggio 2026, dell’iniziativa Tra Navigli e Ticino, un patto fra 22 comuni che punta a valorizzare l’identità dell’area compresa tra il naviglio grande e il fiume Ticino.
Accoglienza istituzionale
La delegazione di camminatori, guidata dal presidente Ferruccio Maruca, è stata accolta con parole che hanno messo in luce il potere trasformativo del passo. Il sindaco Cesare Nai ha sottolineato come camminare permetta di «assaporare il paesaggio in modo nuovo», spiegando che solo il ritmo del passo riesce a svelare luoghi quotidiani ai quali spesso non prestiamo attenzione. L’intervento ha collegato questa esperienza a esempi internazionali come il Cammino di Santiago, rimarcando come il pellegrinaggio moderno crei connessioni fra territori diversi attraverso la pratica del viaggio a piedi.
La via e il progetto tra Navigli e Ticino
Il progetto Tra Navigli e Ticino è pensato per trasformare il territorio in un’esperienza da vivere lentamente, valorizzando scorci naturali e beni culturali spesso poco conosciuti. La presenza di 22 comuni uniti in un patto territoriale dimostra una volontà collettiva di promuovere un turismo sostenibile che integri parchi, canali e siti storici. L’itinerario della Via Francisca, oltre a riprendere antiche rotte, diventa una risorsa per percorsi didattici, progetti ambientali e circuiti che possono introdurre visitatori e residenti alla ricchezza nascosta del paesaggio padano e della rete fluviale del Ticino.
Il valore del percorso
La via funge da vettore per mettere in dialogo storia, natura e comunità locali: attraversando aree protette e punti di valore UNESCO, l’itinerario costruisce una geografia dell’identità che si legge passo dopo passo. Abbiategrasso si conferma come snodo cruciale di questa rete, un luogo dove le memorie storiche si intrecciano con iniziative contemporanee per la mobilità dolce. L’azione congiunta tra amministrazioni e associazioni rende possibile non solo la fruizione turistica, ma anche progetti di educazione ambientale e di valorizzazione del patrimonio agricolo e fluviale.
Turismo lento e prospettive
Guardando avanti, l’arrivo dei camminatori non è solo la conclusione di una tappa ma un invito a ripensare il rapporto con lo spazio quotidiano. Promuovere la Via Francisca del Lucomagno come itinerario di turismo lento significa investire in qualità della vita, economia locale e sostenibilità ambientale. L’iniziativa rilancia l’idea che camminare possa essere uno strumento di rigenerazione per i centri urbani e per le comunità rurali, invitando cittadini e visitatori a riscoprire il territorio con occhi nuovi e a partecipare attivamente alla sua cura e promozione.





