Al Forum si è svolta una celebrazione per i 90 anni di Olimpia Milano con ex campioni, omaggi e la vittoria in campo che ha chiuso una serata di ricordi

Il palcoscenico del Forum si è trasformato in una macchina del tempo: sotto i riflettori è andata in scena la storia di Olimpia Milano, celebrata nel corso di una partita che ha fatto da cornice a un anniversario importante. Per circa 11.000 spettatori è stato un pomeriggio di ricordi, immagini di vittorie e volti che hanno segnato decenni di basket italiano.
Al centro della cerimonia, organizzata durante l’intervallo, c’è stato il richiamo ai grandi trionfi che hanno reso la società la più titolata d’Italia.
La festa ha coinciso con la consegna di una maglia commemorativa da parte di una delegazione storica e con proiezioni sul maxi schermo che hanno ripercorso momenti chiave: dagli anni di Cesare Rubini al Grande Slam del 1987 e al bis a Gand dell’anno successivo. Queste sequenze hanno ricordato al pubblico la portata delle imprese sportive e il valore simbolico di un club con una lunga tradizione di successi.
Le figure che hanno fatto la storia
Sul parquet si sono ritrovati alcuni dei protagonisti più celebri: da Dino Meneghin a Dan Peterson, da Dejan Bodiroga a Boscia Tanjevic, passando per nomi storici come Sandro Gamba, Art Kenney e Ettore Messina. Tutti questi tecnici e giocatori rappresentano tappe fondamentali nella costruzione di un palmarès articolato: 31 scudetti, 3 Coppe dei Campioni e 9 Coppe Italia, insieme ad altri riconoscimenti che hanno contribuito a consolidare l’identità del club.
I titoli e i ricordi sul maxi schermo
Le immagini proiettate hanno rimandato a episodi ormai entrati nell’immaginario collettivo: il ciclo vincente di Rubini, la raggiunta completezza del Grande Slam e le stagioni che hanno fatto parlare d’Europa. Su questi fotogrammi si sono sovrapposti applausi e commenti; per alcuni protagonisti presenti è stato un momento di ritrovamento con la città e con i tifosi, mentre per altri, impossibilitati a partecipare, sono arrivati videomessaggi di saluto.
Il rito dell’intervallo e gli omaggi
La cerimonia ufficiale, svolta durante l’intervallo della partita contro il Banco di Sardegna Sassari, si è conclusa con la consegna della maglia commemorativa. La delegazione, guidata da Dan Peterson, ha donato il simbolo della festa a Leo Dell’Orco, presidente del consiglio di amministrazione del club, e a Silvana Armani, nipote dello stilista scomparso lo scorso settembre. Quel gesto ha sintetizzato il legame tra la società, la città e chi ne ha garantito la sopravvivenza in momenti critici.
Video messaggi e assenze sentite
Chi non ha potuto essere fisicamente presente ha comunque inviato un saluto: tra i messaggi sono comparsi il nome dell’ex senatore americano Bill Bradley, il dirigente Gigi Datome, l’ex azzurro Danilo Gallinari e campioni come Mike D’Antoni, Bob McAdoo, Kyle Hines e Sergio Rodriguez. Questi contributi hanno aggiunto profondità emotiva alla serata e hanno permesso ai presenti di percepire la portata internazionale della storia del club.
La partita, i gesti di sportività e il significato dell’evento
La manifestazione è stata preceduta da un gesto di rispetto: il presidente di Sassari, Stefano Sardara, ha omaggiato Leo Dell’Orco con un piatto tipico della tradizione sarda, simbolo di ospitalità e riconoscimento reciproco. Sul parquet, la squadra di casa ha poi vinto 99-87, grazie anche a prestazioni decisive come i 16 punti di LeDay e i 15 di Nebo; il risultato ha chiuso una serata in cui festa e competizione si sono intrecciate.
La scelta di celebrare l’anniversario in questa data è stata condizionata da circostanze logistiche: il compleanno ufficiale del club è il 9 gennaio, ma la celebrazione è stata posticipata perché la squadra era ospite all’Allianz Cloud, mentre il palazzetto di Assago era impegnato per le Olimpiadi di Milano Cortina. Questo piccolo scarto temporale non ha attenuato però l’intensità del ricordo, che ha messo in luce quanto la storia sportiva sia anche storia di persone, tifosi e comunità.
Un patrimonio condiviso
Più che un rito formale, la cerimonia è apparsa come la riaffermazione di un patrimonio collettivo: la memoria delle vittorie, l’omaggio ai protagonisti e il riconoscimento di chi ha tenuto in vita la società in momenti delicati, come il contributo noto del grande imprenditore spesso chiamato affettuosamente Re Giorgio. In questo senso, l’evento al Forum non è stato solo una festa, ma la rendicontazione emotiva di una continuità che lega passato e presente.
Alla fine, tra ricordi e punteggi, la serata ha ribadito il ruolo centrale di Olimpia Milano nel panorama del basket nazionale e internazionale, confermando che i trofei contano, ma che il vero valore risiede nella comunità che continua a riconoscersi in quei colori e in quelle storie.





