Meloni prende temporaneamente le deleghe del turismo dopo le dimissioni di Santanchè e il decreto firmato da Mattarella

Il quadro politico è mutato con rapidità: il Presidente della Repubblica ha firmato il decreto che attribuisce a Giorgia Meloni l’interim del ministero del Turismo. La decisione, formalizzata il 26 marzo 2026, arriva dopo le dimissioni presentate da Daniela Santanchè, avvenute nella serata del 25 marzo 2026, e segna un passaggio temporaneo di responsabilità all’interno dell’esecutivo.
Nel corso della giornata la premier ha avuto un colloquio telefonico con Sergio Mattarella per proporre l’assunzione delle deleghe: il capo dello Stato ha sottoscritto il provvedimento che conferisce l’incarico “ad interim“. Palazzo Chigi ha poi diffuso una nota nella quale la presidente del Consiglio esprime gratitudine verso la ministra dimissionaria e ribadisce l’impegno del governo per il rilancio del comparto turistico.
Le dimissioni e il contesto politico
Le dimissioni di Daniela Santanchè rappresentano l’esito di una fase di tensione all’interno della maggioranza, innescata dagli sviluppi successivi al referendum sulla giustizia. In giorni recenti la premier aveva richiesto atti di responsabilità collegati a vicende interne al ministero della Giustizia e, dopo alcune sostituzioni, aveva auspicato una simile disponibilità da parte di altri esponenti del governo. Di fronte a un possibile voto di sfiducia individuale e a pressioni crescenti, la ministra ha scelto di lasciare l’incarico; il passaggio successivo è stato la proposta di affidare temporaneamente le deleghe alla stessa presidente del Consiglio.
La dinamica della crisi
Il percorso che ha portato alle dimissioni è stato segnato da scambi di note e prese di posizione pubbliche: a seguito della sconfitta referendaria la premier ha annunciato le dimissioni di alcuni sottosegretari e ha chiesto coerenza anche ad altri membri dell’esecutivo. Il termine «capro espiatorio» è stato evocato nella dichiarazione della ministra dimissionaria, che ha rivendicato di non volersi caricare responsabilità per risultati collettivi. La rapidità con cui è stato predisposto il decreto di accoglimento delle dimissioni e l’assegnazione dell’interim testimonia la necessità di garantire continuità nell’azione amministrativa.
Perché Meloni ha assunto l’interim
La scelta di affidare a Giorgia Meloni le deleghe del ministero del Turismo risponde a esigenze pratiche e politiche: da un lato evita vuoti decisionali in un settore considerato strategico per l’economia nazionale, dall’altro consente alla maggioranza di guadagnare tempo nella ricerca di un successore ritenuto idoneo. La premier ha motivato la decisione con l’intenzione di preservare le attività in corso e di sostenere iniziative di promozione internazionale, assicurando che il governo continuerà a valorizzare un patrimonio che contribuisce a prosperità e prestigio dell’Italia.
Il ruolo delle comunicazioni istituzionali
La procedura è stata formalizzata senza che la premier dovesse recarsi personalmente al Quirinale per un incontro faccia a faccia: il colloquio telefonico con il Presidente della Repubblica è stato sufficiente per la proposta e la successiva firma del decreto. In questo contesto il decreto di nomina ad interim assolve alla funzione di garantire la regolarità amministrativa e la rappresentanza istituzionale del ministero fino a quando non si individuerà il nuovo titolare.
Conseguenze pratiche e scenari futuri
Sul piano operativo, l’affidamento temporaneo delle deleghe non modifica immediatamente le linee d’azione già avviate: promozione internazionale, piani per eventi e interventi sul turismo interno dovrebbero proseguire sotto la supervisione della presidente del Consiglio. Sul piano politico, invece, la scelta riapre la partita interna alla maggioranza per la designazione del successore e alimenta dibattiti sulle responsabilità e sulla composizione dell’esecutivo. Nei prossimi giorni sarà importante osservare i tempi e le dinamiche con cui verrà individuato il nuovo ministro e come il governo concilierà la necessità di stabilità amministrativa con le spinte politiche interne.





