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Inaugurazione a Turbigo: nuovo spazio in bene confiscato per promuovere la legalità

De Corato ha preso parte all'inaugurazione del nuovo spazio in un immobile confiscato alla Mafia a Turbigo, sottolineando l'importanza della lotta alle organizzazioni criminali e il valore sociale dei beni riutilizzati

Il 21 marzo 2026 a Turbigo è stato inaugurato uno spazio dedicato alla comunità all’interno di un bene confiscato alla Mafia in via Gallarati 8: una tappa simbolica nel percorso di riconversione di immobili sottratti alla criminalità. All’appuntamento, promosso dal sindaco Fabrizio Allevi, erano presenti rappresentanti istituzionali, forze dell’ordine, volontari della Protezione Civile e studenti delle scuole locali; fra gli ospiti anche Cristian Garavaglia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Lombardia.

In prima persona il deputato Riccardo De Corato, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Parlamentare Antimafia, ha ribadito la necessità di trasformare questi luoghi in punti di legalità e sostegno sociale. Durante il suo intervento ha richiamato l’attenzione su dinamiche investigative recenti e sull’urgenza di proteggere i soggetti più vulnerabili, in particolare i minori e le loro famiglie, offrendo servizi e opportunità per un futuro diverso.

Il significato del riuso sociale dei beni confiscati

La riconversione di un immobile sottratto alla criminalità diventa un esempio concreto di come la cittadinanza attiva possa riappropriarsi di spazi prima destinati al profitto illecito. Il progetto chiamato «Liberi di scegliere» vuole essere uno spazio aperto a iniziative educative e di supporto: attività per giovani, servizi di orientamento e momenti di socialità pensati per contrastare l’isolamento e la marginalità. Il concetto di bene confiscato qui si traduce in opportunità, non solo in simbolo, contribuendo a rinsaldare il tessuto sociale locale.

Un modello replicabile

Il recupero del sito di via Gallarati 8 può diventare un modello per altre amministrazioni: attraverso la collaborazione tra Comune, forze dell’ordine e terzo settore si costruiscono percorsi che rendono gli immobili strumenti di prevenzione e inclusione. La creazione di servizi rivolti a famiglie e scuole rappresenta una strategia preventiva contro il reclutamento giovanile da parte delle organizzazioni criminali.

Le osservazioni politiche e istituzionali

Nel suo discorso De Corato ha richiamato l’attenzione su una specifica criticità emersa nelle indagini: la presenza, in Lombardia, di un accordo strategico tra le grandi organizzazioni criminali come Camorra, Mafia e ‘Ndrangheta, segnalata sia dalla Dda che dal Tribunale di Milano. Questo quadro ha motivato la sua sollecitazione a un impegno rafforzato dello Stato per contrastare i network illeciti su tutto il territorio nazionale, con particolare attenzione alle aree dove convergono interessi economici.

Protezione e opportunità per i più vulnerabili

Un punto centrale dell’intervento è stato l’appello a togliere i minori e le loro madri dagli ambienti di influenza mafiosa, offrendo percorsi di protezione, accoglienza e formazione. Il deputato ha sottolineato come misure mirate e servizi locali possano facilitare l’inserimento sociale e ridurre il rischio di nuove generazioni coinvolte in attività illecite, ribadendo il valore del riuso sociale dei beni confiscati come leva di prevenzione.

Collaborazione territoriale e valori per la comunità

La cerimonia di inaugurazione è stata anche un’occasione per mettere in luce la rete di attori che lavorano sul territorio: amministrazioni comunali, forze dell’ordine, associazioni di volontariato e scuole. La presenza dei bambini e degli studenti ha voluto simboleggiare il futuro su cui investire: educare alla legalità significa costruire sistemi di tutela e cittadinanza responsabile. Progetti come «Liberi di scegliere» cercano di tradurre questo impegno in servizi concreti per la comunità.

Un futuro di solidarietà e prevenzione

L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è che spazi simili diventino luoghi stabili di solidarietà e prevenzione, piuttosto che semplici simboli celebrativi. Il percorso di gestione e animazione del bene dovrà coinvolgere la cittadinanza e le istituzioni, garantendo trasparenza e sostenibilità nel tempo. Solo così il riutilizzo potrà generare benefici tangibili per le famiglie e i giovani del territorio.

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