A partire dall'11 marzo 2026 l'amministrazione di Milano ha presentato un percorso partecipativo che affianca lo studio tecnico per scegliere il tracciato della nuova metropolitana M6

Milano, 11 marzo 2026 — In Commissione congiunta Mobilità, Servizi civici, Rapporti con i Municipi e Digitalizzazione è stato illustrato il nuovo percorso partecipativo destinato a definire il tracciato della futura metropolitana M6. Le assessore Arianna Censi (Mobilità) e Gaia Romani (Partecipazione e Decentramento) hanno spiegato come l’Amministrazione intende affiancare lo studio tecnico con momenti di confronto pubblico, coinvolgendo chi vive e percorre quotidianamente il territorio urbano.
La scelta di aprire un canale di confronto con la cittadinanza è stata anche sollecitata da un ordine del giorno del Consiglio comunale, prima firma del consigliere Michele Albiani. L’obiettivo dichiarato è rendere la decisione sul tracciato più trasparente, comprensibile e radicata nelle esigenze locali, valorizzando al contempo le conoscenze e le segnalazioni dei residenti per orientare le scelte infrastrutturali.
Perché avviare un percorso partecipativo
La realizzazione di una nuova linea metropolitana è un intervento strategico che può modificare in profondità la geografia funzionale della città. Per questo motivo il Comune sottolinea l’importanza di affiancare la fattibilità tecnica con strumenti di ascolto: il percorso partecipativo serve a mettere in luce opportunità, criticità e sensibilità locali che spesso non emergono dagli studi preliminari. Coinvolgere i cittadini significa anche aumentare la legittimazione sociale delle scelte e ridurre la distanza tra istituzioni e territori, favorendo una progettazione più aderente ai bisogni quotidiani.
Struttura del processo
Il percorso si articola in due momenti principali pensati per accompagnare le fasi decisionali: la prima mette al centro la presentazione degli scenari e la raccolta di contributi; la seconda approfondisce l’inserimento urbanistico della soluzione scelta. Il Comune restituirà i risultati degli incontri come elemento di supporto alle scelte tecniche, mentre gli uffici competenti valuteranno e disciplineranno le osservazioni raccolte, garantendo il necessario rigore progettuale.
Fase 1: scenari, criteri e ascolto
La prima fase prevede la spiegazione degli scenari progettuali esaminati e dei criteri tecnici adottati per le analisi preliminari, insieme alla mappatura delle sensibilità territoriali. In questa fase i cittadini potranno proporre osservazioni, condividere esperienze e segnalare aspetti di criticità locali. Le informazioni raccolte saranno sintetizzate e rese disponibili come guida per le successive decisioni sull’individuazione del tracciato e sulla priorità delle tratte da realizzare.
Fase 2: tracciato definitivo e inserimento urbano
Dopo l’individuazione del tracciato definitivo e della prima tratta da realizzare, la seconda fase sarà dedicata ad approfondimenti tematici, tra cui le sistemazioni superficiali e l’armonizzazione del progetto con il tessuto urbano esistente. Questo passaggio punta a coinvolgere la cittadinanza su aspetti concreti dell’opera, come l’accessibilità delle stazioni, le soluzioni di arredo urbano e le misure per limitare impatti temporanei durante i cantieri.
Nodi tecnici, collegamenti e ricadute sulla città
Nel processo di definizione saranno considerati sia i cosiddetti nodi fissi — ovvero gli interscambi con le linee metropolitane e ferroviarie già operative — sia i nodi mobili, punti su cui è previsto il confronto con i territori. Le osservazioni sui nodi mobili potranno portare proposte alternative che saranno poi valutate dagli uffici tecnici. Parallelamente, il progetto della M6 si inserisce in una visione più ampia di mobilità sostenibile e accessibilità, coerente con gli interventi già avviati come l’apertura della M4 e il prolungamento della M1 verso Baggio.
Accessibilità, ambiente e coesione urbana
Una rete di trasporto pubblico capillare contribuisce a ridurre le disuguaglianze di accesso ai servizi e a favorire l’equilibrio tra tempi di lavoro, studio e cura. Il Comune sottolinea come la M6 sia pensata anche per ridurre impatti ambientali e promuovere una mobilità meno dipendente dall’auto privata. L’integrazione del progetto con politiche per la mobilità attiva e per la riduzione delle emissioni è quindi un criterio chiave: le scelte tecniche e urbanistiche dovranno rispondere a obiettivi di sostenibilità e qualità della vita.
Il percorso avviato rappresenta dunque un tentativo di coniugare rigore tecnico e partecipazione diffusa, mettendo al centro la collaborazione tra istituzioni, tecnici e cittadini. Nei prossimi mesi verranno calendarizzati incontri e strumenti di consultazione per raccogliere contributi: il dialogo con i territori sarà una componente fondamentale per definire un tracciato che sia funzionale, sostenibile e condiviso.





