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Rogoredo, nuovo avvocato per Cinturrino: cosa cambia nell’inchiesta

Carmelo Cinturrino ha sostituito il suo legale mentre le autorità continuano a ricostruire i fatti della sparatoria nel boschetto di Rogoredo, tra trasferimenti di agenti e possibili nuove prove

Nuovo avvicendamento nella difesa dell’assistente capo coinvolto nella morte a Rogoredo

L’inchiesta sulla morte di Abderrahim Mansouri nel boschetto di Rogoredo registra un nuovo sviluppo.

L’assistente capo di polizia Carmelo Cinturrino ha cambiato tutela legale, nominando il penalista Marco Bianucci in sostituzione di Piero Porciani.

Il cambio di difesa suggerisce una diversa impostazione strategica nel procedimento penale.

La Procura di Milano continua ad approfondire le circostanze dell’episodio avvenuto il 26 gennaio, con ulteriori accertamenti in corso.

Il cambio di legale e le reazioni

In seguito agli accertamenti in corso, è stato notificato il cambio di legale dell’assistente capo coinvolto nell’inchiesta. Il precedente avvocato ha appreso della sostituzione tramite comunicazione telematica, pur avendo seguito il caso fin dall’inizio e avendo incontrato nei giorni scorsi i magistrati.

Il passaggio da Piero Porciani a Marco Bianucci è interpretato da alcuni osservatori come un tentativo di riorientare la strategia processuale. Un nuovo difensore può riformulare le argomentazioni, ridefinire le richieste probatorie e stabilire la linea da tenere negli interrogatori.

La scelta dell’avvocato rientra nel diritto di ogni indagato e può essere motivata da valutazioni tattiche o personali. Restano in corso gli approfondimenti della Procura di Milano sulle circostanze dell’episodio.

Implicazioni pratiche della nuova difesa

Il cambio di legale modifica strategie e interventi difensivi sin da subito. Con l’ingresso di un penalista di riferimento, la difesa potrà presentare istanze volte all’acquisizione di atti, all’affidamento di memorie tecniche e a nuove consulenze balistiche. La scelta influirà inoltre sulle modalità di comunicazione verso i media: un avvocato differente può temperare i toni delle dichiarazioni ufficiali e rivedere il rapporto con la Procura. Il difensore uscente ha dichiarato di non conoscere le ragioni del cambiamento, segnando una cesura netta tra le parti. Restano attesi sviluppi sulle richieste difensive e sugli esiti degli approfondimenti in corso da parte della Procura di Milano.

Le accuse e la misura cautelare

Il quadro accusatorio nei confronti di Cinturrino resta grave. Il gip Domenico Santoro ha ravvisato una volontà omicida nell’atto che ha causato la morte di Mansouri e ha disposto la custodia cautelare in carcere. Pur non avendo convalidato il fermo per l’assenza di pericolo di fuga, il giudice ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e un concreto rischio di reiterazione del reato o di inquinamento probatorio, anche mediante pressioni sui colleghi. La difesa ha già preannunciato le contestazioni sulle risultanze investigative; restano attesi sviluppi sulle istanze difensive e sugli approfondimenti della Procura di Milano.

Elementi emersi durante le indagini

In proseguimento delle indagini, Cinturrino ha ammesso di aver modificato la scena del delitto collocando una pistola finta. Il suo racconto sullo sparo, descritto come a scopo intimidatorio, è stato ritenuto in parte non credibile dagli inquirenti. Il gip ha inoltre richiamato testimonianze che delineano metodologie operative con finalità intimidatorie, elementi che la difesa dovrà ora confrontare con le contestazioni formali. Restano attesi sviluppi sulle istanze difensive e sugli approfondimenti già avviati dalla Procura di Milano.

Indagini complementari e ruolo della Squadra Mobile

Alle indagini proseguite sulla vicenda fa seguito l’attività coordinata della Procura e degli inquirenti milanesi. Il passaggio successivo punta a chiarire il contesto operativo e le relazioni personali che hanno preceduto l’evento.

La direzione dell’inchiesta è affidata al pm Giovanni Tarzia e agli investigatori della Squadra Mobile. Gli investigatori stanno ricostruendo movimenti, contatti e ruoli dell’agente coinvolto nel caso.

Tra gli elementi al vaglio della polizia ci sono segnalazioni su presunte richieste di denaro o di droga rivolte a spacciatori della zona. Le informazioni raccolte confluiscono nelle verifiche sui rapporti dell’agente e sulle possibili motivazioni.

L’imputato, attraverso una lettera dal carcere, ha definito le accuse \”infamità\”. Le dichiarazioni saranno confrontate con testimonianze e riscontri oggettivi acquisiti dagli inquirenti.

Ulteriori accertamenti tecnici e audizioni sono previsti nel corso delle prossime settimane. Restano attesi sviluppi sugli esiti delle verifiche e sulle istanze difensive già presentate alla Procura di Milano.

Ulteriori prove sotto verifica

In continuità con le verifiche già in corso, gli investigatori stanno accertando l’esistenza di un video che, se confermato autentico, mostrerebbe un agente mentre colpisce con un martello una persona in sedia a rotelle, indicata come sospetta di spaccio. Tale materiale sarà analizzato insieme alle dichiarazioni dei testimoni e alle ricostruzioni tecniche. Le rilevazioni digitali e le perizie forensi potrebbero offrire elementi di contesto utili a chiarire la dinamica della sparatoria che ha causato la morte di Mansouri. Restano attesi gli esiti delle verifiche e le successive valutazioni della Procura di Milano.

Il destino dei colleghi coinvolti

Parallelamente all’inchiesta su Cinturrino, quattro agenti della Polizia di Stato indagati sono stati trasferiti a incarichi non operativi e distaccati dalle sedi in cui prestavano servizio. La misura, disposta in via cautelare, mira a garantire la regolarità delle indagini e a prevenire possibili interferenze con le attività investigative. Il trasferimento non equivale a una dichiarazione di colpevolezza, ma costituisce una scelta prudenziale nella gestione interna delle forze dell’ordine.

Il fascicolo processuale prosegue con acquisizioni, audizioni e verifiche tecniche che determineranno i prossimi sviluppi. Mentre la nuova difesa presenta osservazioni e gli inquirenti approfondiscono elementi materiali e testimoniali, la vicenda a Rogoredo resta sotto attenta osservazione. Restano attesi gli esiti delle verifiche e le successive valutazioni della Procura di Milano, che definiranno eventuali provvedimenti giudiziari.

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