A Milano un gruppo ha circondato e insultato due giovani argentini che indossavano la kippah: uno è finito in ospedale con il setto nasale fratturato, mentre le indagini procedono con immagini e dati telefonici

Il 3 marzo 2026, in tarda serata, due giovani turisti argentini riconoscibili per la kippah che indossavano sono stati aggrediti davanti al supermercato di piazzale Siena a Milano. Secondo i testimoni, i due sono stati inizialmente insultati con epiteti a sfondo religioso e razziale; poi un gruppo di persone li ha circondati e la situazione è degenerata.
I fatti
La vicenda sarebbe avvenuta poco dopo le 22:30, all’uscita del Carrefour aperto h24. Testimoni parlano di una decina di giovani che avrebbero circondato i due visitatori. Uno dei turisti, un 19enne, ha ricevuto un pugno al volto che gli ha provocato la frattura del setto nasale; è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale San Carlo, medicato e poi dimesso. L’altro giovane non ha riportato ferite gravi, ma è rimasto sotto choc. Entrambi sono rientrati in Argentina il giorno successivo.
Intervento e indagini
I carabinieri del Radiomobile sono intervenuti sul posto e, non riuscendo a rintracciare i responsabili nella notte, hanno passato il caso alla stazione di Porta Genova e al Nucleo informativo del comando provinciale di Milano. Gli investigatori hanno raccolto testimonianze e acquisito filmati dalle telecamere della zona; sono in corso l’analisi dei video e la verbalizzazione dei presenti per ricostruire la dinamica e identificare i coinvolti. Anche l’esame dei dati delle celle telefoniche nelle vie attorno a piazzale Siena è parte dell’attività investigativa, con l’obiettivo di incrociare movimenti e immagini.
Prove e strumenti investigativi
Oltre alle registrazioni delle videocamere, gli inquirenti stanno comparando elementi tecnici e dichiarazioni dei testimoni per definire ruoli e responsabilità. Le verifiche sui telefoni e sulle telecamere pubbliche e private saranno determinanti per stabilire la sequenza dei fatti e il numero effettivo dei partecipanti.
Reazioni istituzionali e sociali
La comunità ebraica milanese ha segnalato l’accaduto alle autorità; Walker Meghnagi, presidente della comunità, ha contribuito alla diffusione dell’informazione presso le istituzioni e i media locali. L’episodio è stato inoltre trasmesso all’OSCAD (Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori), che segue i reati d’odio e può offrire supporto alle vittime e indicazioni operative alle forze dell’ordine.
Oltre alla condanna dell’episodio, l’aggressione ha riaperto il dibattito su prevenzione e tutela delle minoranze e dei turisti in città. Organizzazioni della società civile e autorità locali stanno valutando iniziative di sensibilizzazione, programmi di formazione per le forze dell’ordine e misure concrete di prevenzione, perché episodi motivati dall’identità religiosa possono avere effetti di contagio se non affrontati con decisione.
Prossime fasi
Le indagini proseguiranno con l’approfondimento dei filmati e l’analisi dei dati telefonici. Gli inquirenti sperano di ottenere elementi utili per identificare i responsabili: possibili sviluppi nelle prossime settimane potrebbero portare a provvedimenti cautelari se emergessero riscontri. Intanto la vicenda resta al centro dell’attenzione per l’impatto sulle vittime e per il messaggio che invia alla collettività: la lotta contro intolleranza e violenza motivata da pregiudizi richiede risposte concrete e coordinate.





