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Figlio arrestato in Spagna per il sequestro e la morte dell’ex banchiere a Milano

La svolta nelle indagini sulla morte di Alexandru Adarici: arrestato in Spagna il figlio Igor con l'accusa di sequestro aggravato dalla morte, mentre gli investigatori cercano altri complici e attendono l'esito dell'autopsia

La vicenda della morte di Alexandru Adarici, l’ex banchiere precipitato da un quarto piano in via Nerino a Milano, ha registrato una svolta investigativa. Gli investigatori hanno eseguito un mandato d’arresto europeo in Spagna nei confronti del figlio, Igor Adarici, 34 anni.

Le attività della Polizia di Stato, coordinate dalla Procura di Milano, contestano al giovane il reato di sequestro di persona aggravato dalla morte. Secondo gli accertamenti, la vicenda avrebbe previsto una richiesta di riscatto in criptovalute.

Le indagini proseguono per chiarire i contorni temporali e logistici degli eventi e per verificare eventuali responsabilità ulteriori.

Le accuse e il quadro investigativo

Le indagini, proseguite dopo la svolta della scorsa settimana, ricostruiscono un presunto piano estorsivo volto a ottenere la consegna di 250.000 euro in criptovalute. Secondo quanto emerso, padre e figlio si erano recati a Milano per un incontro di lavoro organizzato da Igor, poi degenerato in una azione estorsiva.

Le risultanze investigative attribuiscono la presenza di almeno altre quattro persone: tre presenti all’interno dell’appartamento e una di guardia in strada. La Procura sta verificando ruoli e responsabilità, nonché i contorni temporali e logistici degli eventi, per eventuali sviluppi probatori.

Elementi probatori raccolti

Gli investigatori hanno indicato tra i principali elementi probatori il ritrovamento di una corda annodata al polso destro della vittima e la sottrazione del suo telefono cellulare. Tra le 16:00 e le 17:00 è stata registrata una chiamata attribuita ad Adarici nella quale, secondo gli investigatori, sarebbe stata richiesta assistenza economica per ottenere i fondi richiesti.

Inoltre, in una lavatrice è stato trovato un asciugamano intriso di sangue, circostanza che gli inquirenti considerano compatibile con una colluttazione o con violenze antecedenti alla caduta. La Procura ha avviato accertamenti tecnico-forensi e sta verificando la corrispondenza temporale e logistica dei reperti per eventuali sviluppi probatori.

Il comportamento del figlio e la decisione del gip

Il giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere per Igor. Nella decisione il gip motiva la misura con il «pericolo attuale e concreto» che il giovane possa commettere altri reati analoghi.

Il provvedimento segnala inoltre il rischio che, se informato sull’indagine, il sospetto possa procedere a occultare o distruggere prove. Gli atti descrivono il figlio come una persona che avrebbe dimostrato spietatezza e intrattenuto contatti con soggetti dediti al crimine internazionale.

La formulazione del gip integra le attività già avviate dalla procura e dalle forze dell’ordine, indicando la necessità di misure cautelari per preservare l’efficacia degli accertamenti. Le indagini proseguono con ulteriori verifiche sulle relazioni del giovane e sulla corrispondenza tra elementi probatori e ricostruzione dei fatti.

Comportamenti successivi al fatto

Le indagini successive hanno rilevato che il sospettato è rientrato in Spagna dopo l’accaduto senza informare la moglie della vittima. Non sono emersi segnali di pentimento né disponibilità a chiarire i fatti.

Allo stato, quando è stato ascoltato dalla polizia spagnola ha fornito una versione dei fatti che gli investigatori hanno definito «fantasiosa». Il gip ha inoltre sottolineato che il fermato inizialmente non aveva contattato i familiari della vittima, comportamento che ha rafforzato i sospetti a suo carico.

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Video, tabulati e ricostruzione

Le immagini delle telecamere di sorveglianza e l’analisi dei tabulati telefonici hanno consentito agli investigatori di ricostruire movimenti sospetti. I filmati mostrano la presenza di più persone nella stanza e in prossimità dell’edificio. Dalle sequenze emerge l’ipotesi che una persona restasse all’esterno a fare da palo, mentre altri entravano nella stanza. Gli elementi raccolti delineano la possibile configurazione di un sequestro organizzato e pianificato.

La ricerca degli altri sospettati

Le forze dell’ordine proseguono nella ricerca di quattro presunti complici, valutando contatti internazionali e spostamenti tra paesi europei. L’indagine è coordinata dalla Procura di Milano con l’obiettivo di chiarire ruoli, responsabilità e la dinamica completa dei fatti. In corso sono anche verifiche sui canali di comunicazione e sulle eventuali supporto logistici esterni.

In corso restano le indagini sull’estorsione in criptovalute, elemento ritenuto dagli inquirenti indicativo di un disegno criminale strutturato. Gli accertamenti seguono l’analisi di video e tabulati che hanno ricostruito movimenti e contatti compatibili con la pista investigativa.

Si attendono i risultati dell’autopsia per stabilire con certezza la causa della morte. Il caso evidenzia le implicazioni penali e familiari di una vicenda complessa che ha scosso il centro di Milano; ulteriori sviluppi sono previsti al termine degli esami medico-legali e delle verifiche sui canali di comunicazione.

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