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Svolta nell’indagine sul banchiere precipitato: arrestato il figlio in Spagna

Il figlio 34enne è stato fermato a Barcellona con l'accusa di sequestro aggravato dalla morte del padre; le indagini seguono tracce digitali, immagini di videosorveglianza e movimenti bancari

La morte di un banchiere ucraino di 54 anni, precipitato da una finestra di un bed and breakfast in via Nerino a Milano il 23 gennaio 2026, ha registrato una svolta nelle indagini. La mattina del 27 febbraio 2026 è stato eseguito un mandato di arresto europeo nei confronti del figlio, 34enne, accusato di sequestro di persona aggravato dalla morte.

L’operazione è scattata grazie alla cooperazione internazionale tra la Polizia di Stato italiana, il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, Europol, Eurojust e le autorità spagnole. Le autorità mantengono riserbo sulle dinamiche precise dell’episodio in attesa di sviluppi giudiziari.

Il fermo e la cooperazione internazionale

Le autorità hanno eseguito l’arresto in Spagna dopo il coordinamento operativo tra la Mossos d’Esquadra di Barcellona, la Squadra Mobile di Milano e il Servizio Centrale Operativo. L’intervento segue l’emissione di un mandato europeo disposto dalla Procura della Repubblica di Milano e ha comportato la localizzazione e il blocco dell’indagato sul territorio iberico.

Due investigatori della Polizia di Stato hanno partecipato alle fasi operative in territorio spagnolo, in funzione di collegamento e supporto tecnico. L’indagato è attualmente in custodia in attesa delle procedure di estradizione o dei provvedimenti giudiziari competenti. Le autorità mantengono riserbo sulle ulteriori dinamiche investigative in vista degli sviluppi giudiziari.

Ruolo delle forze di polizia

Il coordinamento operativo tra le diverse forze è stato determinante. Il mandato d’arresto europeo ha fornito la base giuridica per procedere oltre confine. Le comunicazioni tra le autorità investigative europee hanno agevolato lo scambio informativo e logistico. Le indagini proseguono per chiarire la posizione di altre persone eventualmente coinvolte. Gli accertamenti puntano inoltre a ricostruire i movimenti finanziari collegati all’episodio.

Le accuse e il contesto dell’incontro a Milano

Secondo gli elementi raccolti dagli inquirenti, il 34enne avrebbe convinto il padre a recarsi a Milano per un presunto incontro di lavoro in un appartamento di via Nerino. In quella circostanza la vittima sarebbe stata costretta a trasferire 250.000 euro in criptovalute. Le imputazioni a carico del figlio comprendono la partecipazione al presunto sequestro con lo scopo di espropriare i fondi digitali. Le autorità mantengono riserbo sulle ulteriori dinamiche investigative in vista degli sviluppi giudiziari.

La dinamica della notte

A seguito del riserbo sulle indagini, le ricostruzioni investigative indicano che il banchiere e il figlio erano nella stessa stanza del B&B nelle ore precedenti all’evento. Le immagini di area e le testimonianze raccolte segnalano la presenza di persone uscite dall’edificio poco prima della caduta. In alcune registrazioni sarebbe inoltre visibile un soggetto affacciarsi alla finestra immediatamente prima dell’accaduto. Secondo varie fonti, l’ultimo a lasciare l’appartamento sarebbe stato il figlio.

Prove tecniche e analisi investigativa

L’impianto accusatorio poggia su una serie di accertamenti tecnici. L’analisi dei tabulati telefonici, le immagini di videosorveglianza e le verifiche sulle movimentazioni finanziarie hanno fornito un quadro indiziario che ha giustificato il mandato. Le autorità stanno inoltre cercando di ricostruire la destinazione dei trasferimenti e di individuare possibili complici esterni. Sono previste ulteriori verifiche tecniche disposte dalla Procura per integrare il fascicolo.

Tracce digitali e spostamenti

In raccordo con le verifiche già citate, gli investigatori hanno ricostruito gli spostamenti della vittima e dell’indagato nelle ore precedenti all’evento attraverso l’incrocio di dati digitali e riprese video. I detective hanno concentrato l’attenzione sulla provenienza dell’invito a recarsi a Milano e sui contatti tramite app di messaggistica, utili a stabilire orari e incontri. Restano inoltre da completare le analisi sui flussi verso wallet, intesi come portafogli elettronici per criptovalute, per ricostruire eventuali movimenti finanziari collegati alla vicenda.

Questioni aperte e sviluppi attesi

Permangono nodi da sciogliere. L’esame autoptico sul corpo del 54enne era atteso per chiarire se la caduta sia stata la causa diretta del decesso o se il banchiere fosse già privo di vita al momento della precipitazione. Diverse fonti giornalistiche e referti preliminari hanno riportato ipotesi alternative, ma spetta agli accertamenti medico-legali fornire risposte definitive.

Nel frattempo, la Procura prosegue le indagini per delineare eventuali responsabilità e chiarire i ruoli di altre persone presenti nella stanza. Secondo le analisi quantitative degli investigatori dei flussi digitali, ulteriori verifiche tecniche sono necessarie per integrare il fascicolo e completare la catena probatoria.

Prospettive dell’inchiesta

Le prossime fasi procedurali comprendono l’estradizione o il trasferimento dell’indagato in Italia, nuove acquisizioni documentali e verifiche sui flussi relativi al 250.000 euro in criptovalute. Gli inquirenti mirano a integrare le risultanze digitali con elementi patrimoniali e testimoniali per completare la catena probatoria.

La vicenda resta oggetto di attenzione giudiziaria e mediatica, per gli aspetti legati alle responsabilità personali e alle dinamiche transnazionali. Le tracce digitali e i movimenti patrimoniali costituiscono elementi chiave per accertare se la morte sia collegata direttamente alle condotte contestate al figlio e ad eventuali complici; ulteriori verifiche tecniche sono in corso per chiarire questi profili.

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