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Linee guida EDPB e Garante per i grandi modelli linguistici: cosa cambia per le aziende

Dal punto di vista normativo, Garante ed EDPB hanno fornito indicazioni pratiche per l'uso dei LLM: ecco cosa devono fare le aziende

Garante e EDPB: nuove linee guida sul trattamento dei dati negli LLM

Garante per la protezione dei dati e European Data Protection Board (EDPB) hanno pubblicato indicazioni congiunte sul trattamento dei dati personali nei grandi modelli linguistici (LLM). Le raccomandazioni chiariscono responsabilità e obblighi per chi costruisce, addestra o integra questi sistemi nei servizi digitali: dalle basi giuridiche fino alla trasparenza verso gli interessati.

Le criticità principali riguardano la minimizzazione dei dati, la scelta della base giuridica, i trasferimenti internazionali e la gestione delle richieste degli utenti. Per le imprese ciò significa aggiornare politiche, processi e contratti, oltre a mettere in campo valutazioni d’impatto e misure tecniche di governance specifiche.

1. Il documento: cosa dice, in breve
Il testo comune Garante–EDPB interpreta il GDPR alla luce delle caratteristiche tecniche degli LLM. In sostanza: la presenza di dati personali nei corpora di addestramento impone obblighi di responsabilità (accountability) e l’adozione di misure tecniche per contenere i rischi. Il documento mette l’accento su alcuni punti chiave: minimizzazione, liceità del trattamento, trasparenza e diritti degli interessati. Le autorità chiedono inoltre che le imprese documentino scelte progettuali, basi giuridiche e valutazioni dei rischi.

Implicazioni concrete per le imprese
– Ruoli e responsabilità: bisogna stabilire con chiarezza chi è titolare, chi è responsabile e dove si collocano eventuali sub-responsabili. Questa distinzione determina obblighi diversi, anche contrattuali. – Minimizzazione dei dati: limitare l’uso di dati personali nei dataset di training e, dove possibile, preferire dati pseudonimizzati, sintetici o anonimizzati. – Trasparenza: le informative devono spiegare in modo comprensibile come e perché si usano LLM, quali sono le fonti dei dati di addestramento e quali conseguenze ciò può avere sui diritti degli interessati. – DPIA: per i trattamenti che comportano rischi elevati è obbligatoria la Data Protection Impact Assessment, con analisi su bias, sicurezza e rischio di rigenerazione di informazioni sensibili.

2. Passi operativi raccomandati
Il documento non si ferma alle linee generali: indica misure operative che le aziende dovrebbero adottare per ridurre il rischio di non conformità.
– Mappatura dei trattamenti: identificare tutti i flussi che coinvolgono LLM e definire ruoli e responsabilità. – Policy di data governance integrate nello sviluppo: checklist di minimizzazione, procedure di anonimizzazione, criteri di retention. – Controlli tecnici: filtri per evitare la rigenerazione di dati sensibili, logging dettagliato, controlli di accesso e gestione sicura delle chiavi. – Contratti aggiornati: inserire clausole su sicurezza, auditabilità, trasferimenti di dati e diritti degli interessati nei rapporti con fornitori e cloud provider. – Formazione: percorsi mirati per sviluppatori, product manager e team legali su rischi e obblighi.

3. Rischi e sanzioni
Le autorità ricordano che il mancato adeguamento può portare a sanzioni amministrative rilevanti, ordini di sospensione dei trattamenti e obblighi di cancellazione. Le conseguenze non sono solo pecuniarie: la perdita di fiducia dei clienti e il danno reputazionale possono avere impatti economici duraturi. Perciò è prudente considerare anche i costi operativi delle misure correttive e l’onere documentale richiesto dagli organi di controllo.

4. Best practice per la compliance
Per tradurre le linee guida in prassi operative efficaci, suggerimenti pratici:
– Definire una policy di data governance chiara, con ruoli, criteri di conservazione e regole di accesso. – Ridurre al minimo i dati personali nei dataset; quando necessario, applicare pseudonimizzazione o generazione di dati sintetici. – Rendere semplici e accessibili le informative sugli LLM e stabilire canali per l’esercizio rapido dei diritti. – Attivare audit regolari e strumenti di monitoraggio per tracciare accessi e modifiche ai dataset. – Aggiornare contratti e SLA con clausole specifiche su audit rights, subfornitura e trasferimenti internazionali. – Pianificare formazione continua per i team coinvolti e documentare tutte le scelte tecniche e organizzative.

5. Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Le linee guida nazionali ed europee possono evolvere: è probabile che emergano ulteriori indicazioni interpretative dall’EDPB e dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia UE. Le imprese dovrebbero quindi adottare soluzioni replicabili e aggiornabili, mantenere una documentazione dettagliata delle decisioni e prepararsi a dialogare con l’autorità di controllo.

Sintesi pratica
Le novità del Garante e dell’EDPB non sono soltanto teoriche: richiedono interventi concreti su governance, tecnologie e contratti. Un approccio proattivo — che combina data minimization, DPIA ben strutturate, misure tecniche di mitigazione e contrattualistica solida — è la via più efficace per ridurre rischi legali e preservare la fiducia degli utenti.

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