Un'analisi pragmatica su come i tassi più alti stanno rimodellando il settore fintech e cosa devono sapere investitori e regolatori

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Il futuro del fintech dopo la fase di rialzo dei tassi
Marco Santini, analista fintech ed ex Deutsche Bank, indica che il settore affronta una fase di ricalibrazione dopo il ciclo di rialzo dei tassi. Oggi i tassi d’interesse reali sono più alti rispetto al biennio 2021-22.
Questo mutamento sta incidendo direttamente sui modelli di finanziamento delle imprese tecnologiche.
Nella sua esperienza in Deutsche Bank, Santini osserva che l’accesso al capitale è diventato più costoso. I numeri parlano chiaro: il costo del credito è salito, lo spread sui prestiti aumenta e la liquidity marginale per startup ad alta burn rate si contrae.
1. Lead: dato finanziario significativo
Secondo stime aggregate del settore (analisi di mercato 2025-2026), i finanziamenti VC diretti al fintech sono diminuiti di circa il 25% annuo rispetto ai picchi del 2021. Runway indica la durata del capitale disponibile prima dell’esaurimento delle risorse. Marco Santini, ex Deutsche Bank e analista fintech, osserva che il calo dei flussi ha effetti immediati sulla selezione degli investimenti e sui multipli richiesti.
Il costo medio del capitale di debito per imprese growth è salito di oltre 300 punti base rispetto al periodo pre-crisi pandemica. L’aumento comprime i margini operativi e riduce la capacità di espansione delle startup ad alta burn rate. Dal punto di vista regolamentare, il nuovo contesto richiede maggiore attenzione a due diligence e compliance nella valutazione del rischio finanziario.
2. Contesto storico e esperienza personale
Dalla prospettiva regolamentare, il nuovo contesto richiede maggiore attenzione a due diligence e compliance nella valutazione del rischio finanziario. È necessario applicare stress test più severi e verifiche asset-specifiche per misurare esposizioni e liquidità.
Marco Santini ricorda: “Nella mia esperienza in Deutsche Bank”, i paragoni con la crisi del 2008 restano utili. Allora la scarsità di liquidity e la carente due diligence su titoli complessi furono cause rilevanti. Chi lavora nel settore sa che le condizioni attuali non sono identiche, ma le lezioni apprese restano valide.
3. Analisi tecnica supportata da metriche
Chi lavora nel settore sa che le metriche finanziarie restano il primo filtro per valutare la resilienza delle fintech. I numeri parlano chiaro: tre driver vanno monitorati con priorità.
- Costo del capitale: l’aumento del tasso risk-free e del premio per il rischio equity comprime le valutazioni. Le valutazioni mediane pre-money delle scale-up fintech sono scese su base annua.
- Metriche operative: customer acquisition cost (CAC), lifetime value (LTV) e burn rate sono indicatori di sopravvivenza. Le società con rapporto LTV/CAC inferiore a 3x e runway sotto 12 mesi risultano più vulnerabili.
- Funding mix: la combinazione di equity, debito prudente e ricavi ricorrenti riduce lo spread tra esigenze operative e fonti di funding, migliorando la liquidity di breve termine.
Nella sua esperienza in Deutsche Bank, Marco Santini privilegia metriche facilmente confrontabili tra peer. I parametri chiave includono burn rate mensile, months of runway, rapporto LTV/CAC e debt service coverage ratio (DSCR).
4. Implicazioni regolamentari
I parametri chiave includono burn rate mensile, months of runway, rapporto LTV/CAC e debt service coverage ratio (DSCR). Le autorità come la BCE e la FCA dispongono oggi di strumenti e volontà di intervento superiori rispetto al 2008. Sono state rafforzate le norme su capital buffers per le istituzioni di pagamento, la governance e il reporting. Requisiti AML più rigorosi aumentano i costi operativi e impongono adeguati processi di compliance.
Per gli investitori istituzionali, la due diligence deve integrare stress test regolamentari e simulazioni di liquidity shock. Occorre misurare la resilienza a un runway ridotto e a possibili deposit outflows. I numeri parlano chiaro: scenari con leverage elevato e scarsa liquidità evidenziano vulnerabilità immediate. Dal punto di vista regolamentare, la tendenza penalizza modelli ad alta leva e bassa liquidità, con impatti sui piani di raccolta e sul pricing del rischio.
5. Prospettive di mercato e scenari
Il periodo attuale di tassi elevati premia modelli di business profittevoli e un funding diversificato, e penalizza strategie basate esclusivamente sulla crescita volumetrica. Marco Santini, ex Deutsche Bank, osserva che nella sua esperienza i mercati valorizzano la sostenibilità dei margini più della crescita della top line. Questa valutazione procede dalla precedente analisi sui rischi di leva e liquidità.
Prospettive per il 2026: si attende un consolidamento del settore con operazioni di M&A mirate e una ricomposizione dei portafogli di venture capital verso attività a ricavi ricorrenti. I numeri parlano chiaro: le startup prive di metriche operative chiare sono più esposte a revisioni valutative. Dal punto di vista regolamentare, la tendenza dovrebbe premiare aziende con governance solida, metriche trasparenti e modelli replicabili.
Per operatori e investitori la traiettoria indicata dalle autorità e dal mercato richiede azioni concrete. Occorre aumentare la qualità della due diligence, ricostruire un runway sufficiente, ridurre la leva finanziaria non protetta e destinare risorse a compliance e resilienza operativa. Ogni misura deve essere calibrata per garantire sostenibilità dei flussi di cassa e capacità di assorbire shock di mercato.
Marco Santini, ex Deutsche Bank e analista fintech, osserva: “Nella mia esperienza in Deutsche Bank, chi lavora nel settore sa che la disciplina finanziaria e la trasparenza contano più delle mode. I numeri parlano chiaro: gli investitori premiano modelli profittevoli e governance solida”. Dal punto di vista regolamentare, la tendenza dovrebbe favorire aziende con metriche trasparenti e modelli replicabili; sul piano operativo, la priorità resta estendere il runway e migliorare la gestione del rischio.





