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La protesta dei tassisti: “Non vogliamo essere schiavi dei colossi”

Sciopero nazionale di 48 ore: si protesta contro il Ddl Concorrenza.

Tassisti in protesta: "Non vogliamo essere schiavi dei colossi"

Nelle giornate di martedì 5 e mercoledì 6 luglio non sono mancate manifestazioni a Roma e presidi a Milano: i tassisti hanno garantito comunque il servizio sociale per le persone che hanno necessità, per i portatori di handicap, “e per qualsiasi esigenza fuori dalla normalità, come quella di andare in ospedale”.

Protesta tassisti: necessario un confronto di categoria, governo e sindacati

L’incontro tra la viceministra Teresa Bellanova e i sindacati dei tassisti è durato a lungo. I sindacati chiariscono: Non vogliamo stralciare l’articolo 10 dal Ddl concorrenza ma solo rivedere il testo nelle parti non sostanziali. Siamo sempre più convinti che la riscrittura delle norme per migliorare il settore debba avvenire non con una legge delega inserita in un Ddl concorrenza ma attraverso un procedimento di confronto tra categoria, governo e sindacati”.

Protesta tassisti, Fontana: “Ddl Concorrenza non opportuno”

Il governatore Attilio Fontana esprime solidarietà della Regione ai tassisti: “Riteniamo che il Ddl Concorrenza non sia opportuno e soprattutto risulti essere un danno per l’intera categoria”.

Alessandro Casotto, presidente di InTaxi, chiarisce:

Le corse si devono fare per legge, però se nessuno le conferma non possiamo farci nulla“. Inoltre, si scusa per i disagi arrecati dalla mancanza del servizio.

Protesta tassisti: le preoccupazioni

La preoccupazione dei tassisti di Radio Taxi è che con il Ddl le tariffe “saranno in base alle esigenze economiche degli operatori che vogliono invadere il mercato tenendo conto solo del profitto e non delle necessità del servizio pubblico non di linea“.

Invece, secondo i tassisti dell’8585 “la diatriba nasce con coloro che non vogliono il rispetto delle leggi vigenti: ci sono Ncc che vogliono lavorare seriamente, nel rispetto delle regole e non al servizio delle multinazionali“.

Infine, per i tassisti milanesi il vero nemico è chi vuole entrare nel mercato senza rispettare le regole create all’epoca, per la tutela dei lavoratori e degli utenti.

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