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In aumento i prezzi dei panettoni: il rincaro delle materie prime

I costi di produzione sono in crescita: +15%

Panetteria Fugazza, Panettoni Milano

Dall’8 novembre, Stefano Fugazza, nel suo laboratorio di via Vallazze, sforna quotidianamente quaranta chili di panettone artigianale. La stagione natalizia 2021 degli artigiani del panettone è interessata da un aumento -non indifferente- dei costi delle materie prime.

Prezzi dei panettoni: le parole del pasticciere Fugazza

Il laboratorio di via Vallazze esiste dal 1911: Stefano Fugazza, artigiano di terza generazione, si destreggia per riuscire a reperire le materie prime fondamentali a prezzi inimmaginabili fino a poco tempo fa. Fugazza chiarisce: “Per fare un panettone è fondamentale il pirottino, cioè il contenitore di carta da forno in cui lievita l’impasto. Si tratta di un materiale insostituibile, ma il problema è che quest’anno le cartiere si sono ritrovate a corto di forniture di cellulosa e di conseguenza a un mese e mezzo dal Natale abbiamo scoperto che avremmo fatto fatica a trovarlo e che, comunque, lo avremmo pagato anche il doppio rispetto a un anno fa”.

Prezzi dei panettoni: i materiali introvabili

L’incremento da 35 a 60 centesimi al pezzo è stato decisamente rilevante. Inoltre, la protezione trasparente del panettone e la scatola sono anch’esse realizzate con la carta. Fugazza aggiunge: “E anche questi materiali, di colpo sono passati rispettivamente da 3 a 8 centesimi e da 45 centesimi a 2 euro. E sono diventati pressoché introvabili, quindi c’è ben poco da contrattare”.

Prezzi dei panettoni: la crisi dei trasporti

Anche il mercato dei trasporti è in crisi. Il pasticciere dichiara: “A Milano arrivano canditi da Pantelleria e dalla Turchia, ma anche queste forniture sono state rallentate dal fatto che molti conducenti provenienti dall’Europa dell’Est sono stati vaccinati con lo Sputnik russo, che non viene riconosciuto in Europa“. Gli approvvigionamenti di carta e cioccolato sono rallentati dall’instabilità degli andamenti lungo le rotte dei noli marittimi. Il risultato? L’aumento del 15% dei costi di produzione, da 2 a 3 euro per ogni panettone.

Fugazza conclude: “Non possiamo permetterci di scaricare questi aumenti sul cliente, perché significherebbe perderci il mercato natalizio. Quindi i ritocchi ai prezzi finali, che per un prodotto artigianale si aggira tra i 28 e i 35 euro, sono stati contenuti in un 10%. Il resto lo assorbiamo noi. Chi ha le spalle larghe può stringere la cinghia e andare avanti, ma c’è anche chi non ce la fa: da settembre, soltanto qui a Città studi, ho visto almeno tre colleghi chiudere bottega“.

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