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Sala Venezia di Milano rischia lo sfratto: Vip diffondono una petizione

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Sala Venezia, la sala da ballo più famosa di Milano, rischia lo sfratto. I vip intervengono sostenendo la petizione online.

sala venezia milano sfratto
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Sala Venezia, la sala da ballo più famosa di Milano, rischia lo sfratto. I vip aiutano a diffondere la petizione lanciata online per salvarla.

Sala Venezia di Milano sotto sfratto

La Sala Venezia di Milano è un famoso circolo di combattenti e reduci di guerra nato nel 1980 in Porta Venezia per opera di Antonio di Furia.

Il circolo è sempre stato, da allora, un luogo di ritrovo per passare del tempo in compagnia, ma soprattutto è diventato un luogo d’incontro tra le generazioni. Il circolo infatti, in epoca pre covid, si trasformava all’occasione in una sala da ballo dove anziani e giovani si incontravano per ballare il twist, il liscio, il boogie woogie. Uno straordinario luogo dove la tradizione incontrava le nuove generazioni assicurando che la bellezza delle sale da ballo potessero continuare a sopravvivere.

Purtroppo però la Sala Venezia è stata messa sotto sfratto. L’Agenzia del Demanio ha richiesto lo sfratto entro l’8 aprile 2021, per poter trasformare questo luogo in un archivio. Ecco che allora Antonio di Furia ha deciso di lanciare una petizione online su change.org per salvare la Sala Venezia.

L’appello è stato subito raccolto da molti vip amanti del posto, dalla cantante Arisa allo chef Carlo Cracco, da Maurizio Cattelan a Barbara d’Urso, la cantante Gaia e ancora i Negramaro.

Anche Pierfrancesco Maran, assessore all’Urbanistica, Agricoltura e Verde di Milano, ha sostenuto la petizione invitando i suoi follower a firmare la petizione.Seguo da mesi, in contatto coi gestori della balera, questa questione – spiega l’assessore Maran- che riguarda il loro rapporto col demanio dello Stato, che vorrebbe utilizzare diversamente questi luoghi, e spero si possa trovare una soluzione che lasci quello spazio per l’attività che in tanti conosciamo e amiamo da sempre. Son convinto che troveremo nello Stato gli interlocutori giusti per lasciare accesa questa luce, che non è solo storia di Milano, deve essere soprattutto futuro di Milano. Nell’attesa è bello e necessario che in tanti si stiano mobilitando per salvare la balera!”.

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