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Blue Note: “Penalizzarci non è servito, presto un nuovo lockdown”

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De Micheli del Blue Note ha commentato le chiusure: "Questa penalizzazione che abbiamo subito non servirà a nulla“

Blue Note: "Penalizzarci non è servito"
Blue Note: "Penalizzarci non è servito"

“Penalizzarci non ha portato risultati, ora rischiamo un nuovo lockdown” ha dichiarato Andrea De Micheli, presidente e A.D di Casta Diva group, la holding proprietaria del Jazz club Blue Note di Milano, commentando le chiusure.

Andrea De Micheli commenta le chiusure

De Micheli sottolinea: “La categoria dà lavoro a 650 mila persone ma spesso considerano il nostro un settore futile. Seguiamo rigorosamente tutti i provvedimenti di legge, i Dpcm, le ordinanze. Anzi, andiamo oltre rispetto a quanto ci viene chiesto. Detto questo credo che le disposizioni in materia di lotta al coronavirus abbiamo colpito un settore considerato ingiustamente secondario. Sì, il settore degli spettacoli e degli eventi in generale”.

Andrea De Micheli prosegue specificando che hanno sempre rispettato rigidamente le regole: “Noi siamo rigidissimi con i protocolli di sicurezza: dal distanziamento sociale, al controllo della temperatura, dalla sanificazione ai tamponi ai quali i dipendenti si sottopongono ogni quindici giorni.

Noi non possiamo permetterci nessun caso di Covid sarebbe un danno d’immagine incalcolabile. Detto ciò credo che il mondo degli spettacoli stia subendo una criminalizzazione che non merita. Sono passati otto mesi dall’inizio dell’epidemia, c’è stato il lockdown, il virus durante l’estate ha frenato ma in questo tempo i pubblici amministratori cosa hanno fatto per limitare i danni di una nuova ondata che in tanti prevedevamo? Nulla di fondamentale, né di veramente utile.

Se la sono solo presa con noi. Hanno preso di mira chi esce la sera, come se fosse questa abitudine la causa dei contagi che invece possono avvenire ovunque la gente si raduni. Penso ai mezzi pubblici, ai posti di lavoro, alle scuole”.

De Micheli infine conclude ricordando che la categoria spettacolo offre lavoro a 650 mila persone in Italia “ma viene considerata meno importante delle altre. Eppure noi siamo una macchina psicologica, agiamo sull’umore della gente.

Non c’è niente di futile in uno spettacolo o in quello che viene chiamato intrattenimento. Ma questa penalizzazione che abbiamo subito non servirà a nulla. Temo che ci ritroveremo presto in un nuovo lockdown. Tutte le attività produttive torneranno in sofferenza, la nostra invece in otto mesi non ha mai smesso di soffrire”.

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