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L’asta per la Galleria di Milano: Santoni si aggiudica un negozio

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Con un'offerta di 589 mila euro, il marchio di calzature Santoni si è aggiudicato il negozio di 60 mq, raddoppiando la base d'asta.

Si è svolta ieri mattina, al Salone Martiri della Resistenza, in piazza Beccaria, con il pieno rispetto delle norme anti Covid, l’asta utile ad aggiudicarsi uno dei negozi nel pieno centro di Milano, in Galleria Vittorio Emanuele. L’asta ha visto la partecipazione di quattro marchi, desiderosi di occupare lo spazio di 60 mq e ad aggiudicarsi il negozio è stato Santoni, lo storico marchio di calzature made in Italy.

In una nota di Palazzo Marino si legge infatti che, con un’offerta di 589 mila euro su una base di 289 mila euro di canone annuo, sarà il noto brand di scarpe ad occupare il tanto ambito spazio in Galleria Vittorio Emanuele II.

Santoni vince l’asta per la Galleria di Milano

Santoni si è aggiudicato il negozio di 60 mq ad un prezzo di oltre 9 mila euro al metro quadro.

Questo dopo cinque rialzi ad un minimo di 50 mila euro.

Dopo la sospensione del bando a causa del lockdown, l’asta si è dunque tenuta il 15 luglio al Salone Martiri della Resistenza, ed è stata la prima dopo le chiusure causate dal Coronavirus. “È stata raddoppiata la base d’asta per la prima gara dopo il lockdown“, ha detto Roberto Tasca, assessore al Demanio.

Questo, ha aggiunto, è “un buon segno per Milano perché significa che l’attrattività non si è esaurita. C’è voglia di ripartire“. Santoni, il vincitore dell’asta, avrà in gestione il negozio per 18 anni, e dovrà prendersi carico di tutti i costi di manutenzione.

Rettifica del 22 luglio 2020

In una precedente versione del presente articolo si affermava che “il bando era stato aperto nel 2019 dopo la chiusura di Leo Pizzo, gioielleria di Buccellati.

A quest’ultima il Comune aveva infatti revocato la concessione a seguito di lavori eseguiti in maniera non conforme e in assenza delle dovute autorizzazioni. La società aveva poi presentato ricorso davanti al Tar della Lombardia per chiedere l’annullamento del provvedimento. Tuttavia il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso anche in appello“. Lo Studio Legale di Leo Pizzo Spa ci tiene però a precisare che:

a) La Leo Pizzo Spa non parte del gruppo Buccellati.

b) La Leo Pizzo spa non è stata destinataria di alcun provvedimento di revoca da parte del Comune di Milano. Una volta scaduta la concessione la Leo Pizzo spa ha lasciato liberi i locali.

c) La Leo Pizzo spa non ha mai eseguito lavori non conformi e in assenza delle dovute autorizzazioni.

d) Il Comune ha annullato la concessione non certo nei confronti di Leo Pizzo spa ma nei confronti della società che vinse il successivo bando.

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