Sabato 10 ottobre 2026, verso le 17:30, le strade di Milano si sono riempite di voci e striscioni. Un corteo pro-Palestina ha lasciato Piazza della Repubblica per percorrere il cuore della città, con l’obiettivo di chiedere lo stop agli accordi bilaterali e l’embargo contro Israele. Secondo le stime degli organizzatori, hanno partecipato circa 5 mila persone un’affluenza che ha riunito giovani, studenti, gruppi di sinistra e associazioni per i diritti umani.
Il percorso del corteo e i simboli esposti
Dal punto di partenza, la manifestazione ha attraversato Corso Vittorio Emanuele, Via della Moscova e Via Montenapoleone, passando per Piazza della Scala e Lungo il tragitto, i partecipanti hanno portato bandiere di Alleanza Verdi SinistraPotere al PopoloRifondazione Comunista oltre a logo di Al CobasCarcAmnesty InternationalCambiare Rotta e Unione degli Universitari. Il messaggio principale, visibile su un grande striscione, recitava: “From the river to the sea Palestine will be free. Contro il genocidio, la guerra, il sionismo e ogni complicità. Palestina libera dal fiume fino al mare”.
Canti, slogan e momenti di tensione
Durante il percorso, i manifestanti hanno intonato il celebre canto “Bella ciao“, trasformandolo in un inno di resistenza. Allo stesso tempo, si sono levati cori contro Netanyahu definendolo “assassino”. Nonostante l’intensità degli slogan, le forze dell’ordine hanno riferito di non aver registrato alcun episodio di violenza o scontri. I conducenti del corteo hanno ribadito, via megafono, che “non siamo antisemiti, siamo antisionisti”, cercando di distinguere la critica politica dall’odio razziale.
Le richieste degli organizzatori
La manifestazione è stata avviata dai Giovani palestinesi di Milano che hanno lanciato un appello ai cittadini e alle organizzazioni della città. Tra le richieste più esplicite figurano la cessazione degli accordi commerciali e militari con Israele e la chiusura di ogni forma di complicità con il governo israeliano definito responsabile di un genocidio prolungato nella Striscia di Gaza. Nella loro dichiarazione, i giovani hanno sottolineato che “dopo tre anni di massacro a Gaza, la popolazione palestinese continua a subire violenze, anche se l’attenzione mediatica è calata”.
Dimostrazioni parallele in Italia
Il corteo milanese non è stato un evento isolato. Nella stessa giornata, diverse città italiane hanno registrato raduni analoghi, con manifestanti che hanno occupato piazze di Roma, Torino e Napoli, tutti con lo stesso obiettivo di mettere la questione palestinese al centro del dibattito nazionale. Le autorità locali hanno segnalato una presenza più contenuta rispetto a Milano, ma hanno comunque registrato la partecipazione di gruppi studenteschi e associazioni civili.
Con slogan, canti e una marcia pacifica attraverso il centro storico, i partecipanti hanno cercato di trasformare la loro protesta in un messaggio politico più ampio, rivolto sia alle istituzioni italiane sia alla comunità internazionale.



