20 Maggio 2026 ☀ 23°

Milano testa 44 progetti di intelligenza artificiale per mobilità e verde

Scopri come filobus a guida autonoma, il digital green twin e le piattaforme vocali stanno trasformando la vita urbana

Milano testa 44 progetti di intelligenza artificiale per mobilità e verde

La città sta sperimentando strumenti digitali che non sono più concetti astratti ma applicazioni concrete. Tra le immagini più evocative c’è quella di un filobus che avanza in città senza fermarsi ai semafori grazie a un sistema che indica la velocità ideale per creare l’onda verde. Questa soluzione è solo una delle tante che testimoniano come l’intelligenza artificiale entri sempre più nella gestione quotidiana del territorio, influenzando traffico, sicurezza e qualità della vita.

Dietro queste sperimentazioni ci sono numeri e regole: il Comune e le partecipate lavorano a 44 progetti complessivi, di cui 14 promossi direttamente da Palazzo Marino, e hanno adottato un documento di principi etici definito nel 2026 per orientare le scelte. L’obiettivo dichiarato è sfruttare i dati per rendere i servizi più accessibili e inclusivi senza sostituire il rapporto umano, garantendo al tempo stesso trasparenza sugli algoritmi e attenzione all’impatto ambientale.

Mobilità e sperimentazioni in strada

Nel campo dei trasporti si concentrano alcune delle sperimentazioni più visibili: il progetto per la filoviaria 90/91 prevede mezzi a guida autonoma interoperabili con un sistema che favorisce l’onda verde. Il piano nasce dalla collaborazione tra Comune, Politecnico di Milano, Atm e A2a e rientra nel programma denominato Muovimi. I sensori e le infrastrutture raccolgono dati in tempo reale sul flusso dei veicoli e sugli ostacoli in transito, consentendo una gestione dinamica dei semafori e informazioni immediate per gli operatori del trasporto pubblico e i cittadini.

Che cos’è e come funziona l’onda verde

L’onda verde è un meccanismo che sincronizza il movimento dei mezzi con lo stato dei semafori tramite segnali inviati da sensori e centri di controllo. Se il veicolo mantiene la velocità suggerita dal sistema, troverà il semaforo prossimo già verde, riducendo le fermate e migliorando l’efficienza energetica del trasporto pubblico. Oltre a diminuire i tempi di percorrenza, l’approccio produce benefici in termini di minori emissioni e di fluidità della rete stradale: i dati raccolti durante i test servono anche a individuare punti critici e a programmare interventi mirati.

Il verde urbano replicato in digitale

Un altro filone riguarda la trasformazione delle informazioni ambientali in strumenti operativi: il Digital green twin è una riproduzione virtuale della città in 3D che integra rilievi, dati satellitari e analisi algoritmica per monitorare il patrimonio arboreo. Grazie a questa rappresentazione è possibile stimare la densità fogliare, valutare rischi di cedimento e misurare l’incidenza delle isole di calore. L’approccio permette di pianificare nuove piantumazioni dove servono e di programmare interventi di manutenzione in modo predittivo, ottimizzando risorse e tempi di risposta.

Strumenti e dati per la gestione predittiva

La combinazione di immagini satellitari, rilievi a terra e algoritmi consente di aggiornare continuamente il database cartografico e di riconoscere elementi urbani anche se parzialmente occultati: il progetto Ai street smart è pensato per mappare dehors, passi carrai e altri oggetti che influiscono sulla pianificazione urbana. Questo tipo di analisi non solo supporta la manutenzione, ma aiuta anche a prevenire emergenze e a concentrare gli interventi dove producono maggiore valore per la comunità.

Servizi ai cittadini, governance e trasparenza

Sul fronte dei servizi al pubblico, il Comune ha sviluppato soluzioni vocali come Conweb per facilitare la compilazione di pratiche online e rendere l’accesso ai servizi più inclusivo. L’adozione del manifesto etico del 2026 è una risposta alla necessità di bilanciare innovazione tecnologica e diritti dei cittadini: principi come la pubblicità degli algoritmi, la partecipazione civica e la tutela del rapporto umano sono al centro della strategia. A Palazzo Marino è stato inoltre istituito un board per l’innovazione che coordina i progetti attivi e favorisce la collaborazione tra pubblico e privato.

La sfida più ampia resta dimostrare che queste tecnologie migliorano concretamente la vita quotidiana: dalla riduzione delle emissioni alla semplificazione delle pratiche comunali, le iniziative puntano a trasformare Milano in una data driven city che rimane però attenta ai bisogni delle persone. La direzione indicata è chiara: l’innovazione deve partire dai cittadini e i dati servono per decisioni più rapide, trasparenti e sostenibili.

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