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Tavolo su accessibilità e mobilità alla stazione Vittuone-Arluno

A Vittuone è stato avviato un percorso condiviso per sollecitare interventi su accessibilità e mobilità della stazione Vittuone-Arluno

Tavolo su accessibilità e mobilità alla stazione Vittuone-Arluno

La serata del 18 maggio ha visto la convocazione di un tavolo istituzionale nella Sala Consiglio del Comune di Vittuone per discutere di accessibilità e del diritto alla mobilità relativo alla stazione Vittuone–Arluno. L’incontro, nato nell’ambito del progetto Mappami, è stato moderato da Mauro Foieni e ha messo insieme rappresentanti istituzionali e portatori di interesse per affrontare una criticità nota da anni: l’impossibilità, per molte persone con disabilità e per chi ha difficoltà motorie, di utilizzare la stazione in sicurezza e con autonomia.

Chi ha partecipato e quale ruolo hanno avuto i presenti

Al tavolo erano presenti la sindaca di Vittuone Laura Bonfadini, la consigliera regionale Lisa Noja, il senatore Ivan Scalfarotto e Michela Grande, tesoriera della Direzione Nazionale UILDM e cittadina in carrozzina, oltre al moderatore. È stata ribadita l’importanza di mettere a sistema le segnalazioni civiche con le iniziative istituzionali: il confronto ha quindi voluto favorire un approccio operativo, indicando la necessità di passare dalla mera denuncia a una fase di lavoro condiviso e continuativo tra istituzioni, associazioni e pendolari.

Cosa è emerso dal confronto preliminare

Durante i dialoghi è stato sottolineato che la situazione della stazione Vittuone–Arluno non è nuova: le prime indicazioni di intervento da parte di RFI risalgono al 2017, ma a oggi non risultano opere realizzate. Il Comune ha formalizzato una segnalazione a dicembre 2026; in risposta, ad aprile 2026 la Direzione Diritti degli Utenti di RFI ha collocato gli interventi in un orizzonte temporale successivo al 2029, senza stanziamenti né un cronoprogramma vincolante. Nel tavolo è stata quindi valutata anche la necessità di mantenere aperta la via istituzionale, attendendo la risposta al’interrogazione parlamentare prima di avviare ulteriori passi formali.

Obiettivi concreti e strumenti di lavoro

Tra i punti su cui si è trovato accordo c’è la creazione di un gruppo di lavoro stabile che coinvolga associazioni, rappresentanti dei cittadini e istituzioni locali e nazionali, per definire i prossimi step pratici. Tra le azioni previste figurano comunicati pubblici, iniziative di sensibilizzazione e possibili forme di mobilitazione condivisa come i flash mob. L’idea è di generare output verificabili, evitando che l’incontro rimanga una semplice presa d’atto della problematica, ma trasformandolo in un percorso con tappe e responsabilità chiare.

Asset della strategia e parallelismi utili

Nel confronto è stato ricordato che altre stazioni del quadrante ovest milanese, come Legnano, hanno completato gli adeguamenti alle banchine e agli standard europei di accessibilità. Questo esempio è stato usato per delineare interventi replicabili e per richiedere a RFI un piano con tempistiche e finanziamenti precisi. Il tavolo ha quindi posto l’accento sulla necessità di strumenti tecnici e normativi chiari, oltre a un monitoraggio periodico che verifichi lo stato di avanzamento dei lavori e la rispondenza agli standard europei.

Prossimi passi e modalità di partecipazione

I partecipanti hanno deciso di mantenere un approccio coordinato: prima verrà valutata la risposta ministeriale all’interrogazione presentata dal senatore Scalfarotto (n. 4-02850 del 12 marzo 2026) e a quella regionale promossa dalla consigliera Noja (ITR 2994 del 14 gennaio 2026), poi si definiranno le iniziative successive. Nei prossimi giorni saranno comunicati i passaggi operativi per il funzionamento del tavolo di lavoro, con l’obiettivo di garantire continuità e trasparenza nell’azione condivisa tra istituzioni, associazioni e cittadinanza.

Ruolo della cittadinanza e appello finale

L’incontro, aperto a pendolari e residenti, è stato concepito non come una serata di sola denuncia ma come un momento di progettazione partecipata: la partecipazione della comunità è considerata un elemento chiave per dare forza alle richieste e per co-progettare soluzioni sostenibili. L’appello lanciato dai promotori è quello di mantenere alta l’attenzione sul tema del diritto alla mobilità e di sostenere il percorso istituzionale affinché gli interventi necessari alla accessibilità della stazione trovino finalmente concretezza.

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