Il Comune di Milano ha pubblicato il 12 giugno 2026 due bandi per acquistare immobili residenziali sul territorio cittadino e destinarli a affitti calmierati. La procedura, formalizzata con registrazione alle 05:16, rientra nel Piano straordinario per la casa accessibile e interessa sia edifici di enti pubblici sia stabili di proprietari privati presenti in città.
L’iniziativa assume rilievo perché mette risorse e procedure su un intervento diretto dell’amministrazione, creando nel patrimonio comunale uno stock stabile di alloggi a prezzi controllati. Il piano mira a rispondere alla pressione abitativa senza consumare nuovo suolo, privilegiando il riuso urbano e il recupero di patrimonio esistente. Ultimo aggiornamento: 13 giugno 2026.
Bandi pubblicati il 12 giugno: destinatari e tempistiche
I due avvisi sono stati concepiti come indagine esplorativa non vincolante: uno è rivolto a enti pubblici proprietari di immobili nel Comune di Milano, l’altro a privati (persone fisiche o giuridiche) disponibili a cedere in piena proprietà. Gli avvisi resteranno aperti fino al 27 luglioconsentendo all’amministrazione di raccogliere manifestazioni d’interesse e mappare l’offerta di edifici idonei alla destinazione sociale prevista.
Il perimetro dell’azione riguarda edifici residenziali collocati nel territorio cittadino, destinabili a una abitazione stabile e rapidamente attivabili per la locazione a canone calmierato. L’acquisto diretto consente alla città di costruire una componente strutturale di offerta, superando logiche esclusivamente incentivate. L’obiettivo operativo è ampliare la disponibilità di alloggi da assegnare in base a criteri di reddito e composizione del nucleo familiare, con una gestione orientata alla trasparenza e a una rotazione equilibrata.
Criteri di selezione e requisiti tecnici degli immobili
Una delibera di Giunta ha fissato i criteri per la presentazione delle proposte. Gli edifici devono essere nella piena ed esclusiva disponibilità dei proponenti, liberi da occupanti e configurarsi come fabbricati “cielo-terra” con destinazione urbanistica coerente all’uso residenziale sociale. È inoltre richiesta la localizzazione nel territorio comunale e una buona connessione con la rete di trasporto pubblico localecosì da garantire accessibilità e integrazione con i servizi urbani.
La definizione stringente dei requisiti punta a ridurre i tempi tecnici di attivazione e a limitare le riconversioni onerose. Gli immobili selezionati dovranno risultare compatibili con una messa a reddito sociale in tempi brevi, evitando contenziosi o complessità di adeguamento. Le proposte raccolte alimenteranno il processo istruttorio di valutazione, finalizzato a individuare gli stabili più idonei a entrare nel patrimonio comunale con una chiara vocazione di housing a canone calmierato.
Obiettivi sociali e ruolo della regia pubblica
Il Piano straordinario si articola su tre livelli: nuove case su aree comunali, recupero del patrimonio pubblico esistente e acquisizione di immobili residenziali da pubblici e privati. L’assessore al Bilancio, Demanio e Piano Straordinario Casa, Emmanuel Conteha dichiarato: “Recuperare subito patrimonio abitativo esistente è fondamentale per aumentare l’offerta di case accessibili a Milano senza consumare nuovo suolo”. La scelta punta a imprimere una regia pubblica forte e accelerare le risposte alla domanda abitativa.
Conte ha aggiunto: “A Milano esiste un enorme patrimonio residenziale oggi non utilizzato. Il nostro obiettivo è trasformarne una parte in una nuova infrastruttura sociale della città: alloggi accessibili per chi lavora, studia e costruisce qui il proprio futuro”. Stime recenti indicano circa 100mila unità non occupate da residenti in città. Con l’acquisizione diretta, il Comune mira a incidere in modo tangibile sull’offerta, stabilizzando una quota di locazioni a costi contenuti e mitigando le tensioni del mercato a favore delle fasce con limiti di reddito.


