Un incontro promosso da IHPB e Regione Lombardia a Palazzo Lombardia ha riunito istituzioni, IRCCS e università per delineare strategie contro le liste d'attesa

Il 10 aprile 2026, a Palazzo Lombardia, si è svolto un convegno che ha messo al centro il tema della donazione e dei trapianti d’organo, combinando riflessioni sulle politiche sanitarie e sugli strumenti tecnologici disponibili. L’iniziativa, promossa dalla rivista Italian Health Policy Brief (IHPB) in collaborazione con la Direzione Generale Welfare di regione lombardia e con il patrocinio del Ministero della Salute e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha riunito un ampio ventaglio di attori sanitari e istituzionali.
L’obiettivo dichiarato è stato definire proposte pratiche e omogenee per migliorare la gestione dei percorsi di donazione e ridurre le liste d’attesa, valorizzando al contempo una cultura della solidarietà che rafforzi l’adesione della comunità.
Un forum di confronto per soluzioni concrete
La giornata ha offerto uno spazio di dialogo tra rappresentanti del livello centrale e regionale, IRCCS, università, società scientifiche, enti regolatori e portavoce delle associazioni di pazienti. Questo incontro ha voluto essere più di un momento teorico: la finalità era quella di produrre indirizzi utili per decisioni politiche e organizzative, capaci di armonizzare prassi operative e di accelerare l’adozione di innovazioni cliniche. I partecipanti hanno discusso misure che vanno dalla governance delle liste d’attesa fino a strumenti digitali per la gestione delle donazioni, puntando su interventi replicabili a livello nazionale ed europeo. In questo contesto la sinergia tra istituzioni e mondo scientifico è stata indicata come elemento imprescindibile per passare dalle proposte alle realizzazioni concrete.
Partecipazione e agenda
All’evento hanno preso parte rappresentanti del Ministero della Salute, del Ministero dell’Economia, dirigenti regionali, dirigenti di IRCCS, docenti universitari e portavoce di associazioni di advocacy. La tavola rotonda ha integrato interventi tecnici con testimonianze sul campo, mettendo in evidenza la necessità di protocolli condivisi e di investimenti in formazione. Tra i temi al centro dell’agenda c’erano l’armonizzazione dei criteri di allocazione degli organi, il potenziamento delle reti ospedaliere e la sperimentazione di tecnologie digitali che fungano da acceleratori dell’innovazione nei percorsi clinici.
Tecnologie, ricerca e la dimensione etica della solidarietà
Oltre agli aspetti organizzativi, un ampio spazio è stato dedicato all’innovazione tecnologica e alla ricerca clinica come leve per aumentare l’efficacia dei trapianti. Si è parlato di sistemi digitali per il monitoraggio dei donatori e dei riceventi, di piattaforme per il coordinamento tra centri trapianto e di strumenti di analisi dati che possano ottimizzare le scelte cliniche. Queste soluzioni sono state presentate come complementari a una robusta cultura della donazione, che richiede campagne informative e il coinvolgimento delle comunità per incrementare i tassi di donazione. La combinazione di tecnologia e impegno civico è stata indicata come strada per ridurre il divario tra domanda e offerta di organi.
Impatto sulla pratica clinica
Le discussioni hanno evidenziato come l’introduzione di nuove tecnologie non sia fine a sé stessa: serve un adattamento dei percorsi clinici e una formazione adeguata del personale ospedaliero. Progetti pilota e reti di ricerca tra IRCCS e università sono stati citati come strumenti per testare protocolli innovativi e misurarne l’impatto su tempi di attesa e risultati chirurgici. L’adozione di soluzioni interoperabili e l’uso di dati condivisi sono stati presentati come elementi chiave per migliorare la qualità delle risposte offerte ai pazienti in lista per un trapianto.
Il ruolo della Lombardia e le parole del presidente Fontana
Nel corso dell’incontro è stato ribadito che la Lombardia continua a rappresentare un punto di riferimento nel panorama nazionale per i trapianti, grazie all’eccellenza clinica e alla capacità di sperimentare soluzioni innovative. Il presidente della Regione, Attilio Fontana, presente all’evento, ha sottolineato come la risposta della sanità lombarda a emergenze complesse dimostri l’efficacia del sistema, citando il caso del drammatico evento di Crans Montana come esempio di coordinamento e intervento tempestivo. Fontana ha però richiamato anche la necessità di una revisione organizzativa della legge sanitaria per affrontare criticità diffuse e migliorare ulteriormente l’accesso alle cure.
Verso proposte operative
L’esito del convegno è stato orientato alla stesura di proposte operative che possano essere portate all’attenzione delle istituzioni nazionali e regionali: dalla definizione di linee guida condivise alla promozione di investimenti mirati in ricerca e tecnologie, fino a iniziative per potenziare la partecipazione civica alla donazione. Il percorso indicato valorizza un approccio integrato, in cui la cultura della solidarietà si combina con strumenti tecnici per offrire risposte più rapide ed efficaci ai pazienti in attesa di un organo.
Il convegno del 10 aprile 2026 ha dunque segnato un passo importante per mettere a sistema esperienze e competenze: l’auspicio comune è che le proposte emerse possano tradursi in azioni concrete capaci di ridurre le liste d’attesa e rafforzare un modello lombardo di riferimento per l’Italia e l’Europa.





